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“Da Milano-Expo una lezione per Trieste” (Toth)

Comunicato stampa della Presidenza nazionale ANVGD

 

DA MILANO-EXPO UNA LEZIONE PER TRIESTE.

LE EURIOREGIONI DEVONO UNIRE, NON DIVIDERE. 

 

L’assegnazione a Milano dell’Expo 2015 è una grande vittoria per il nostro Nord e per l’Italia intera. È il risultato di una coesione nazionale tra maggioranza e opposizione e di un’attenta e tenace sinergia tra il Ministero degli Esteri, la Regione Lombardia e il Comune di Milano. Potrebbe essere il segnale della ripresa dell’Italia.

A tutta Italia è bruciata la sconfitta di Trieste nel 2004 e la scelta di Saragozza, città importante, ma che non ha certo la bellezza né il passato mercantile di Trieste. È bruciata particolarmente a noi, esuli istriani, fiumani e dalmati, che nel capoluogo giuliano vediamo il nostro più forte legame tra le terre perdute e la Madrepatria.

Si sbagliò allora a puntare su una visione strategica deformata: la deriva neo-asburgica, che lega il destino dell’Alto Adriatico alla Mitteleuropa. Non ci si accorse che questo richiamo non valeva nulla in un pianeta globalizzato. All’Africa, all’America Latina, all’Asia non interessava un bel niente la nostalgia per l’Europa centrale austro-ungarica. Preferirono Saragozza, città bruttina, ma emblema della “latinidad”, che riscuote molte più simpatie anche nei Paesi africani e asiatici.
Con Milano è stato il contrario. Sono stati proprio questi Paesi, non l’Europa centrale a determinare la vittoria italiana.

Chi cerca euroregioni transalpine, che soffocano la nostra identità veneta e latina, non vuole il bene di Trieste e del Friuli, perché le nostre sono terre adriatiche e mediterranee. Il ruolo giuliano di cerniera tra Nord e Sud, tra Est e Ovest, funziona se il baricentro dell’euroregione viene spostato verso il Sud, come nel progetto di Euroregione adriatica, che non solleva problemi di sovranità per Slovenia e Croazia e non comporta supremazie politiche e sudditanze economiche. Slovenia e Croazia sono Stati sovrani giovani e non accettano di entrare in un nesso che li riporti in una condizione di “federati”.

D’altro canto una Euroregione a cavallo delle Alpi Orientali spezza l’unità del Nord italiano, motore di traino di tutta l’economia nazionale e centro propulsivo da millenni per tutta l’Europa.

Sarebbe una scelta contro la logica geo-economica e contro l’unità della nazione, che per noi esuli giuliano-dalmati è il bene più prezioso. Una scelta particolaristica e pericolosa, che ricaccia Trieste nell’angolo da cui deve uscire.

Lucio Toth

Roma, 2 aprile 2008

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