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Missoni: i beni abbandonati? Lasciamo perdere… (Il Piccolo 11 set)

TRIESTE «C’è chi se ne occupa, ma siccome alla fine non si risolverà mai niente, lasciamo perdere». Preferisce tagliare corto, sulla questione dei beni abbandonati e dei risarcimenti: Ottavio Missoni sceglie di evitare qualsiasi frecciata polemica su un argomento molto delicato, preferendo liquidare il tutto in breve, con una frase e il solito, consueto sorriso. Il noto stilista italiano, d’altro canto, è fatto così. Basti pensare alla risposta che lui, nominato sindaco del libero comune di Zara in esilio nel 1988 e confermato successivamente, diede a Gianfranco Fini quando, qualche anno fa, l’attuale presidente della Camera si scusò a nome del Paese per aver dimenticato gli esuli giuliani per tanti anni: «Quel giorno ghe gavevo dito: se te speti ancora un poco, a chi te ghe chiederà scusa?». Ironico e pungente, come sempre.

Il raduno triestino di quest’anno è arricchito anche dalla possibilità di fare tappa al nuovo Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata, in via Torino, per un primo assaggio: «Sono curioso di vederlo – osserva con entusiasmo Missoni – ma potrò dire cosa ne penso solo dopo che l’avrò visitato. Di sicuro, è un bene che ci sia, perché – conclude – in questo modo i documenti e i fatti che ci hanno interessati restano nella storia». (m.u.)

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