La Voce del Popolo – 040108 – La Zona ittica verra’ applicata

ZAGABRIA – "La zona ittico-ecologica è entrata in vigore anche nei confronti dei paesi membri dell'Unione europea e verrà applicata". Lo ha ribadito il premier croato Ivo Sanader sottolineando nel contempo che il nuovo Governo discuterà del problema con l'Italia, la Slovenia e la Commissione europea per trovare soluzioni soddisfacenti per tutte le parti interessate. Ivo Sanader ha anche elogiato la dichiarazione del ministro degli Esteri sloveno Dimitrij Rupel, secondo la quale Lubiana attenderà la costituzione del nuovo Parlamento e del nuovo Governo croato prima di porre all'ordine del giorno la questione della zona protetta. La dichiarazione di Rupel, ha sottolineato il premier croato, sta a dimostrare la maturità della Slovenia.
A parte la disponibilità di massima al dialogo resta il fatto che la tensione nell'Adriatico stia salendo. Lo dimostra l'intervento del pattugliatore della marina militare croata Šolta che ha fermato un peschereccio italiano al largo di Pelagosa. Anche se l'intercettazione del battello italiano è avvenuta davvero, come segnalano le fonti della polizia dalmata, in acque territoriali croate, è interessante il dato di fatto dell'entrata in azione di un pattugliatore militare a fini di sorveglianza marittima.
Secondo la stampa zagabrese, comunque, sembra che sul piano concreto non sia cambiato nulla, nonostante l'attivazione ufficiale della ZERP. "La Guardia costiera non è ancora stata costituita, non è stato neanche nominato un suo comandante e alle capitanerie di porto in questi giorni non è arrivato nessun nuovo ordine", scrive il quotidiano Jutarnji list.
Per lunedì prossimo, scrive l'agenzia italiana ANSA, è previsto che in alto mare salpi la marina militare con almeno una delle quattro navi che ha a disposizione per i controlli del traffico e della pesca, ma non è chiaro se inizierà veramente a bloccare la pesca di tutte le imbarcazioni che non si atterranno alle disposizioni di legge croate. Le capitanerie di porto, rileva ancora l'ANSA, sono dotate del sistema di monitoraggio AIS (Automatic Identification System) che intercetta le navi di grande portata, ma, come ha spiegato uno degli addetti "non quelle alle quali si riferisce la zona ittica, ovvero i pescherecci italiani".
L'attivazione della zona di protezione della pesca in Adriatico a tutti i paesi membri dell'Unione europea, sottolineano le fonti di stampa italiane, è una norma che penalizza fortemente la flotta di pescherecci italiani dell'area ed inquieta anche la Slovenia, seppur per altre ragioni. L'attuazione della zona di protezione ha provocato il disappunto di Roma e dure proteste di Lubiana la quale rileva che la decisione croata pregiudica, tra l'altro, la linea del confine marittimo nel Golfo di Pirano.
Nonostante la volontà del Governo di Lubiana di attendere che a Zagabria vi sia un interlocutore istituzionale nel pieno delle sue prerogative, ovvero che vengano costituiti il nuovo Sabor e il nuovo Esecutivo, buona parte delle forze politiche slovene chiede un atteggiamento più deciso delle autorità nei confronti della questione ZERP. Il partito liberaldemocratico (LDS) ha affermato che il Governo sloveno dovrebbe chiedere immediatamente l'annullamento della decisione croata sull'attivazione della zona protetta, a prescindere dal fatto che questa non venga realmente applicata nella prassi. Secondo l'LDS il Governo dovrebbe fare tutto il possibile, in collaborazione con l'Italia e la Commissione europea, per convincere la Croazia ad annullare la ZERP. Misure energiche sono state richieste anche dall'associazione degli ex ambasciatori sloveni, secondo la quale Lubiana, quale paese che detiene la presidenza di turno dell'UE, "dovrebbe esigere una dura protesta di Bruxelles nei confronti della Croazia per il comportamento tenuto sul problema della ZERP, nonché bloccare temporaneamente il processo negoziale con Zagabria.
A chiedere più determinazione era stato giorni fa anche il partito popolare, secondo il quale sarebbe necessario bloccare i negoziati di adesione di Zagabria con l'UE. Il Ministero degli esteri ha risposto alle critiche delle forze politiche, rilevando che del problema ZERP "non è responsabile la Slovenia, bensì la Croazia la quale in tal modo rende più arduo il suo cammino verso l'UE". Al momento in Slovenia non si attendono problemi per i pescatori sloveni in mare aperto e nemmeno per le navi in rotta verso il porto di Capodistria, le quali attraversano pure l'area interessata dalla zona protetta croata.
La questione dell'area marina protetta, lo ricordiamo, era stata anche affrontata dal premier italiano Romano Prodi nel corso della conferenza stampa di fine anno. Il presidente del Consiglio si era detto a favore di un'adesione "quanto più rapida possibile" della Croazia all'Unione europea, anche perché la controversia sulla zona di pesca potrà essere risolta "soltanto con Croazia, Slovenia e Commissione europea" coinvolte insieme.

Dario Saftich