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28mag12 – La Slovenia affonda la giornata della gioventù titina

E Tito rimanga fuori dalle scuole slovene. L’«ukaze» è chiaro e porta la firma del ministero per l’Istruzione. Una risposta secca e senza appelli emanata a seguito di una circolare della rappresentante del Sindacato dei lavoratori dell’istruzione di Ptuj, in cui si invitava i membri del Consiglio scolastico dell’istituto “Mladika” a celebrare, nel loro incontro annuale, la Giornata della gioventù (il 25 maggio scorso data in cui nella ex Jugoslavia si ricordava la nascita di Tito) con la gioia e la partecipazione dei tempi andati sollecitando altresì a presentarsi alla festa con la bustina in testa, il foulard rosso al collo, la camicetta bianca e la gonna o i pantaloni blu, (come si vestivano i pionieri del Maresciallo). Apriti cielo.

 

Immediata la reazione del ministero dell’Istruzione che in una circolare inviata a tutte le scuole e gli asili della Slovenia ha invitato tutti a rispettare i valori della Costituzione. Nel documento si ricorda la recente sentenza della Corte costituzionale slovena sul caso relativo alla intitolazione di una via di Lubiana al defunto padre-padrone della Jugoslavia. In essa i giudici hanno ribadito che Tito è il simbolo di un regime totalitario per cui voler celebrare la sua figura titolandogli una strada è un atto incostituzionale. Valore, secondo il ministero, che deve essere rispettato soprattutto nelle scuole dove si formano i giovani sloveni nel nome del rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche.

 

«È uno scherzo innocente – ha replicato immediatamente e con toni sornioni il segretario generale del sindacato della scuola, Branimir Štrukelj – di una delle 850 scuole e centri educativi del Paese senza nessun complotto alle spalle, né un tentativo di attuare una qualsivoglia rivoluzione segreta». E la sindacalista che ha redatto l’invito vive da alcuni giorni sotto shock. Non si aspettava certo una reazione di tale portata e ha subito annullato l’incontro contestato. Ma subito dopo Štrukelj si è fatto serio. «Siamo di fronte a una risposta del tutto irrazionale da parte del ministero – ha affermato – che dimostra piuttosto un palese desiderio di trasformare questo episodio in un dramma. Non hanno trasformato una mosca in un elefante, hanno bensì tentato di sfruttare la questione per creare dal nulla un nemico che non c’è più, che vive solamente ancora nelle loro teste».

 

Sta di fatto che Tito rappresenta ancora un qualche cosa di ingombrante, di scomodo forse, certamente di molto sensibile per le coscienze del mondo istituzionale e politico della Slovenia. I fantasmi del passato non sono stati ancora esorcizzati. E restano là, nella soffitta del populismo, pronti a essere rievocati ogniqualvolta si vuole sfruttare l’afflato della demagogia.

 

Mauro Manzin

“Il Piccolo 28 maggio 2012

 

 

 

Vietata dal Ministero dell’Istruzione sloveno ogni rievocazione di Tito, quale si voleva organizzare nell’istituto “Mladika” (foto www.quotidianiespresso.extra.kataweb.it) 

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