strasburgo

18 mar – I numeri del Parlamento UE contro gli Esuli

Durante il dibattito a Strasburgo sull'ingresso della Croazia nell'Unione Europa, l'Aula si è detta fiduciosa che i negoziati possano concludersi nel 2009, ma ha respinto degli emendamenti sulla restituzione dei beni agli esuli italiani e sulla responsabilità per le foibe.

Con 548 voti favorevoli, 40 contrari e 34 astensioni, l'europarlamento ha approvato la risoluzione per l'allargamento alla Croazia, riconoscendo "i buoni risultati raggiunti nel 2008 con l'adozione della pertinente legislazione e l'attuazione delle riforme necessarie per qualificarsi per l'adesione all'Ue". L'Europarlamento si è detto inoltre "fiducioso" che si possa raggiungere l'obiettivo di "concludere i negoziati nel 2009", a condizione che il governo della Croazia intensifichi i suoi sforzi volti ad affrontare, in particolare, alcune delle questioni più delicate connesse al processo di adesione, tra cui la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione e ottemperi ai criteri di riferimento fissati in questi settori, e purché il Consiglio sia in grado e disposto ad avviare tutti i capitoli di negoziato senza ulteriori indugi.

Nel sottolineare inoltre l'esigenza di proseguire la riforma della pubblica amministrazione, il Parlamento ha rilevato anche l'importanza di fornire agli investitori stranieri certezza giuridica e uguaglianza dinanzi alla legge. In tale contesto ha esortato le autorità croate ad affrontare con urgenza i casi in sospeso per la restituzione delle proprietà.

Nonostante ciò l'Aula non ha accolto l'emendamento presentato da Roberta Angelilli e Cristiana Muscardini, volto a precisare che ciò comprende anche "i numerosi casi di restituzione di proprietà portati avanti da cittadini stranieri".

Con 43 voti favorevoli, 565 contrari e 9 astensioni ha anche respinto un emendamento delle stesse deputate in cui era espressa preoccupazione "per il perdurare della legge sulla "denazionalizzazione" che vieta la restituzione dei beni espropriati ai cittadini non croati" e si chiedeva di risolvere il problema della restituzione dei beni e/o di garantire un adeguato risarcimento per quelli non restituibili "agli esuli italiani o di origine italiana espulsi dal governo jugoslavo a partire dal 1947".

Non solo. L'Aula ha anche respinto – con 35 voti favorevoli, 570 contrari e 12 astensioni – un altro emendamento delle due deputate italiane che, "al fine di instaurare un vero spirito di pacificazione e riconciliazione tra i popoli europei dopo gli orrori del passato", chiedeva alla Croazia, come "condizione fondamentale" per la sua piena adesione all'Ue, "l'ammissione di ogni responsabilità politica, morale e materiale per il massacro di diverse migliaia di italiani attraverso una capillare pulizia etnica perpetrata dalle milizie comuniste dell'ex regime jugoslavo".

(fonte Aise)

 

 

 

(la sede del parlamento europeo a Strasburgo-Francia)

0 Condivisioni

Scopri i nostri Podcast

Scopri le storie dei grandi campioni Giuliano Dalmati e le relazioni politico-culturali tra l’Italia e gli Stati rivieraschi dell’Adriatico attraverso i nostri podcast.