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Una pietra del Carso a ricordo dell’Esodo (Il Piccolo 11 feb)

È per ora solo una semplice pietra del Carso a ricordare l’esodo da Istria, Fiume e Dalmazia e la tragedia di quanti morirono nelle foibe durante e dopo la fine della seconda guerra mondiale, in sostanza perché italiani. Si trova nel parco che costeggia la nuova strada di attraversamento dell’ex ospedale, da ieri intitolata ufficialmente all’Istria. In attesa della targa che segnalerà a chi è dedicato il semplice monumento, la pietra collocata tra l’erba a fianco di via dell’Istria rappresenta in modo esatto ciò che è stata la tragedia del confine orientale per circa cinquant’anni: qualcosa di muto e privo di parola per l’intera comunità nazionale, che dell’esodo e delle foibe non sapeva nulla. Con l’intitolazione di via dell’Istria nella Giornata del ricordo l’amministrazione comunale di Monfalcone ha quindi voluto onorare, come ha sottolineato ieri mattina la vicesindaco Silvia Altran, i tanti esuli fuggiti a seguito delle tragiche vicende del dopoguerra, profughi che proprio a Monfalcone hanno trovato accoglienza e ricostruito le loro famiglie e il loro lavoro, dando un importante contributo alla crescita della città.

«A tutte le persone vittime delle devastazioni profonde prodotte dalle due guerre mondiali nel nostro territorio – ha aggiunto – e ai caduti e a tutti coloro che sono stati uccisi per ideologie e discriminazione etnica va il nostro pensiero. In questa Giornata del ricordo, nella commemmorazione così triste di vicende umane laceranti e dolorose, la riflessione che dobbiamo fare è, dunque, quella di avere la consapevolezza che non è mai vano il ricordo di questi orrori, dell’esodo, della pulizia etnica, che non possono essere rimossi dalla nostra coscienza civile, perché ciò vorrebbe dire rimuovere il senso della dignità umana che è il nostro patrimonio più importante». Il presidente della Provincia Enrico Gherghetta ha sollecitato tutti a guardare verso Est e a costruire rapporti di collaborazione con l’Istria e «con le genti che lì sono rimaste». Il cippo, ai piedi del quale sono state poste delle corone, e la strada sono stati benedetti da don Bruno Sandrin. Nel tardo pomeriggio gli aderenti alla Lega Nazionale di Monfalcone e Duino Aurisina, ma non solo, hanno percorso le vie del centro città con le fiaccole in mano sempre per ricordare l’esodo dall’Istria, Fiume e la Dalmazia e le vittime delle foibe. L’iniziativa, che era già stata realizzata lo scorso anno ma da parte del Comitato «10 febbraio», i Circoli del buon governo Monfalcone e Monfalcone cantieri e il Circolo delle Libertà della Bisiacaria, si è conclusa con la celebrazione di una messa nella chiesa del Rosario da parte di don Gilberto Dudine.(la.bl.)

 

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