Trieste festeggerà il suo Vescovo

In aprile i 25 anni di Episcopato di Mons. Ravignani

Trieste e la sua chiesa, un binomio che ha vissuto alterne vicende con momenti di distacco e importanti ritorni, soprattutto attraverso la figura dei suoi Vescovi che hanno ricoperto un importante ruolo di cesura e di unione in una realtà spesso in movimento.
Così è stato anche in quel 24 aprile 1983 nella Cattedrale di San Giusto, quando mons. Lorenzo Bellomi, ordinava Vescovo Eugenio Ravignani: il prossimo anno si ricorderà per tanto il venticinquesimo. Lo si farà in modo solenne – come hanno spiegato oggi durante la conferenza stampa presso la Prefettura di Trieste – il prefetto Balsamo, il Vicario generale Del Ben e il responsabile dell’Ufficio stampa diocesano don Silvano Latin.
Si è così costituito un Comitato Organizzatore, largamente rappresentativo della comunità ecclesiale, e un Comitato d’Onore cui hanno accettato di far parte le autorità istituzionali della città: on. Ettore Rosato, sottosegretario; dott. Giovanni Balsamo, Prefetto di Trieste; dott. Riccardo lily, Presidente della Giunta Regionale; prof. Maria Teresa Bassa Poropat, Presidente della Giunta Provinciale di Trieste; i Sindaci di Trieste, Roberto Dipiazza, di Muggia, dott. Nerio Nesladek, di San Dorligo-Dolina, dott. Fulvia Premolin, di Monrupino-Repen, Alessio Krizman.
Quattro gli avvenimenti che ricorderanno la ricorrenza. Tre celebrativi, vale a dire in San Giusto il giorno 24 aprile 2008 (giorno dell’anniversario dell’ordinazione episcopale) alle ore 18, l’esecuzione della Messa “Buon Pastore”, composta dal M° Marco Sofianopulo per l’occasione. Una serata d’onore mercoledì 23 aprile alle ore 18 presso il Teatro “Verdi” di Trieste con il Concerto dell’Orchestra e Coro del Teatro “Verdi” diretti d M° Lorenzo Fratini con i solisti Roberto De Biasio, tenore, e Paolo Rumetz, baritono. Saranno eseguiti la Cantata di Johann Sebastian Bach “Herz und Mund und Tat un Leben” op. n. 147 e la Messa di Gloria di Giacomo Puccini. E poi, la pubblicazione di un volume che raccolga i più significativi interventi magisteriali degli ultimi dieci anni di mons. Ravignani.
La quarta iniziativa è molto particolare. E’ stato annunciato infatti il lancio di una sottoscrizione pubblica per la messa in opera di un refettorio e centro diurno per le persone svantaggiate: opera che vorrà ricordare l’evento giubilare, dando a tutti i triestini la possibilità di far sentire al loro Vescovo l’affetto e la riconoscenza per il suo decennale ministero. Il conto corrente dedicato è preso la Banca Intesa IBAN IT 92 Q 030 6902 2100 00003256168; la causale da indicare è “pro Centro Diurno Caritas”. Trieste ha già un centro diurno, da che cosa nasce questa nuova iniziativa. A spiegarlo don Silvano Latin. Alla data del 30 aprile 2008, la Caritas diocesana di Trieste dovrà improrogabilmente cessare il servizio di refettorio per i poveri, attualmente svolto nella sede di via Felice Venezian, n. 23/a, in quanto, a seguito di messa all’asta, tutto l’edificio è stato acquistato da altro soggetto che intende destinarlo a finalità diverse da quelle attuali. Per questa ragione è urgente provvedere alla realizzazione di un nuovo refettorio da destinare ai poveri presenti in città, fornendo loro per tutti i giorni dell’anno, sia a pranzo che a cena senza interruzione alcuna. Il refettorio Caritas è l’unico luogo della città che fornisce un pasto caldo a cena.
Durante lo scorso anno, il Refettorio ha erogato 22.337 pasti; mentre alla data 30 novembre 2007 il numero di pasti erogato è stato di oltre 21.465.
Peraltro, attraverso il Refettorio vengono distribuiti alle persone in difficoltà economica ed in disagio sociale anche altri beni primari quali prodotti per l’igiene personale, pannolini per bambini, indumenti intimi e abiti usati in buono stato, oltre a provvedere ad altre necessità primarie per l’arredamento dell’abitazione. Per la realizzazione di questo obiettivo si è individuata una struttura al civico nr. 73 di via dell’Istria all’interno del complesso di proprietà delle suore di N. S. della Carità del Buon Pastore, che a suo tempo, con il fondamentale intervento finanziario della Fondazione CRTrieste, hanno reso possibile la creazione di una struttura residenziale di accoglienza (il “Teresiano”).
(rtg)

da www.arcipelagoadriatico.it