Ricordato a Trieste il 110° anniversario del sacrificio di Nazario Sauro

11.08.2026 – Si è conclusa sulle note dell’Inno all’Istria, intonato dalla banda dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, la cerimonia dedicata al 110° anniversario del sacrificio di Nazario Sauro, svoltasi nel tardo pomeriggio di ieri nello spazio antistante la Stazione Marittima di Trieste. Una ricorrenza che, a distanza di oltre un secolo, continua a rappresentare per la comunità giuliana un momento di memoria e riflessione sulla figura del marinaio capodistriano, divenuto simbolo di coraggio, identità e dedizione alla propria terra.

Il 10 agosto 1916, a Pola, il tenente di vascello originario di Capodistria venne impiccato dalla Marina austro-ungarica dopo essere stato catturato in mare sullo scoglio della Gagliola. Convinto mazziniano, allo scoppio della Prima guerra mondiale Sauro si arruolò nella Regia Marina italiana, scegliendo di combattere per l’Italia. Catturato il 31 luglio 1916, venne processato a Pola e condannato a morte. Dieci giorni dopo, il 10 agosto, fu impiccato.

La cerimonia triestina si è aperta con l’arrivo nel Bacino San Giusto degli atleti e delle atlete del Circolo Marina Mercantile “Nazario Sauro” e del Circolo Canottieri Saturnia, che hanno reso omaggio alla memoria del martire istriano. Un momento particolarmente significativo, perché a raggiungere il luogo della commemorazione sono stati proprio gli sportivi legati a due storiche realtà della tradizione nautica cittadina.

È seguita la benedizione impartita da don Daniele Scorrano, parroco della chiesa di Nostra Signora di Sion, che ha ricordato anche un particolare relativo agli ultimi giorni di vita di Sauro. «Contrariamente a quanto spesso si racconta – ha spiegato – non rifiutò l’estrema unzione, ma ricevette assistenza spirituale da un frate francescano di lingua italiana nei giorni precedenti all’esecuzione».

A seguire, il capitano Diego Guerin della Lega Nazionale ha dato lettura del testamento spirituale di Sauro, il documento destinato ai figli nel quale emergono la profonda fede e la dedizione alla causa irredentista. Parole che, a 110 anni di distanza, hanno costituito uno dei momenti centrali della commemorazione.

Il presidente del Comitato Onoranze a Nazario Sauro, Fulvio Sluga, ha quindi sottolineato il valore e l’attualità della giornata. Sul significato della scelta compiuta da Sauro si è soffermata anche la vicesindaco di Trieste Serena Tonel, ribadendo come quella decisione rappresenti ancora oggi un elemento di riflessione. Sauro, ha sottolineato, «fece una scelta di vita e dell’idea che è sempre attuale anche per le nuove generazioni».

Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, l’assessore regionale Fabio Scoccimarro, i consiglieri regionali Michele Lobianco e Carlo Grilli, i consiglieri comunali Massimo Codarin, Corrado Tremul, Alberto Polacco e Luca Salvati, l’ex assessore regionale Gianni Torrenti e diversi esponenti delle associazioni degli esuli. Presenti Renzo Codarin per l’Anvgd, Fabio Tognoni per l’Associazione delle Comunità Istriane e Piero Sardos Albertini per la Fameia Capodistria. Un’anteprima della commemorazione era iniziata alle 18, con la deposizione di una corona d’alloro al cippo dedicato all’eroe capodistriano nel Parco della Rimembranza sul colle di San Giusto.

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