15.07.2026 – 80 anni fa la strage di Vergarolla, la prima e la più cruenta nella storia dell’Italia repubblicana. Almeno un centinaio le vittime, ma solamente 64 vennero identificate: tra di loro tanti bambini e poi corpi fatti a brandelli dalla violenza dell’esplosione che domenica 18 agosto 1946 devastò Vergarolla, la spiaggia di Pola, il capoluogo dell’Istria. Si stavano svolgendo gare natatorie, l’arenile era pieno di famiglie in cerca di una giornata di serenità nel mezzo di un’estate funestata dalle notizie provenienti da Parigi, ove si svolgeva la Conferenza di Pace. Giravano voci che la città, benchè sotto amministrazione militare anglo-americana, fosse destinata ad essere ceduta dall’Italia alla Jugoslavia, assieme a tutto il resto dell’Istria che era già sotto amministrazione militare jugoslava. In fondo alla spiaggia di Vergarolla erano state accatastate mine subacquee disinnescate, ma una mano omicida ne provocò artificiosamente lo scoppio, come attestato dalle indagini delle autorità britanniche che però non riuscirono ad individuare l’esecutore materiale. Le cifre della strage avrebbero potuto essere ancora più tragiche se nella sala operatoria dell’ospedale cittadino Santorio Santorio non si fosse adoperato il chirurgo Geppino Micheletti, il quale operò ininterrottamente per oltre 24 ore feriti provenienti da Vergarolla. E continuò a farlo anche dopo aver saputo che tra i morti c’erano i suoi due figli Carlo e Renzo.

Una dedizione simile è stata riconosciuta attribuendo a Micheletti la Gran Medaglia d’oro del Comune di Pola pochi giorni dopo la strage, la Medaglia d’argento al valore civile nel 1947 e la Medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica conferita alla memoria dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’anno scorso. Nel 2025 si è pure svolta la prima edizione del Premio “Dott. Geppino Micheletti”, in concomitanza con i 120 anni della nascita del chirurgo triestino. Si tratta di un riconoscimento promosso dall’On. Andrea Mascaretti, in collaborazione con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e con le principali associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati e conferito a medici che si sono distinti in maniera straordinaria ed eccezionale nello svolgimento del proprio compito.
Impegnato in Aula l’On. Mascaretti, è stata la dottoressa Milena Polidoro a coordinare la cerimonia delle premiazioni, che si è aperta con l’intervento di Anna Maria Crasti, esule da Orsera e consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, appassionata promotrice di questa iniziativa finalizzata a «far conoscere attraverso Micheletti la nostra storia». Come del resto ha confermato l’architetto Massimiliano Tita, collaboratore di FederEsuli che ha tra l’altro curato l’allestimento della mostra temporanea che, su iniziativa dell’On. Mascaretti, da alcuni anni caratterizza le cerimonie istituzionali del Giorno del Ricordo a Milano: «La cerimonia odierna rientra a pieno titolo negli eventi che contribuiranno a celebrare l’80° anniversario della strage di Vergarolla e a far conoscere meglio questa pagina di storia».
Maria Grazia e Alberto Micheletti hanno ricordato con emozione l’illustre zio, che seguì i polesani in esilio, venendo trasferito all’ospedale di Narni in Umbria, ove sarebbe morto nel 1961. Il Presidente della FNOMCeO Filippo Anelli ha voluto ribadire che «il ruolo del medico non è soltanto tecnico, ma anche sociale: la nostra professione dà non solo in termini di tutela della salute, ma anche di rispetto dei diritti costituzionali. L’esperienza di Micheletti parla soprattutto di solidarietà, altruismo e dedizione, che è uno dei valori più importanti della nostra professione».

Il Vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati Fabio Tognoni ha ringraziato gli organizzatori per aver portato avanti una manifestazione che ricorda meritoriamente Geppino Micheletti, additandolo ad esempio per le nuove generazioni di medici, ma anche la strage di Vergarolla e i sacrifici dell’italianità adriatica.

È spettato quindi al Professor Davide Rossi compiere un inquadramento storico per far comprendere al pubblico che ha riempito la Sala della Regina alla Camera dei Deputati le dinamiche che portarono alla strage di Vergarolla: «Essere qui oggi rappresenta per l’associazionismo degli esuli giuliano-dalmati un’importante occasione per far conoscere la nostra storia al di fuori del nostro ambiente, che è poi uno dei nostri obiettivi». Dopo una carrellata di eventi storici più remoti, Rossi ha evidenziato le tragedie consumatesi durante la Seconda guerra mondiale, specialmente in conseguenza dell’8 settembre 1943 e della fine del conflitto, «due eventi che assunsero un significato completamente diverso nella Venezia Giulia, a Fiume e a Zara rispetto al resto d’Italia, corrispondendo ai periodi delle stragi delle foibe». Focalizzandosi su Vergarolla, l’accademico veronese ha aggiunto: «Beata la città che non ha bisogno di eroi, si potrebbe dire parafrasando Bertold Brecht, ma Pola invece in questa situazione aveva un disperato bisogno di un eroe. Quell’eroe si chiama Geppino Micheletti. Micheletti eroico nella sua determinazione e nella dedizione alla missione salvifica della sua professione. Micheletti un eroe che oggi ricordiamo per riconoscere i meriti di chi ha saputo operare per il bene del prossimo andando anche oltre i suoi doveri ed i suoi già onerosi compiti».

Sono stati quindi conferiti 32 premi Micheletti, di cui 5 alla memoria e tra questi c’era l’esule istriano Lucio Parenzan per il suo impegno pionieristico nella cardiochirurgia pediatrica.

Collegandosi dall’Aula della Camera, Mascaretti ha voluto concludere l’evento: «Il Premio “Dott. Geppino Micheletti” nasce da un dovere di memoria e da un impegno verso il futuro. La figura del dottor Micheletti, che durante il drammatico attentato di Vergarolla del 18 agosto 1946 – la prima e più grande strage della Repubblica italiana – continuò senza sosta a prestare soccorso ai feriti, pur avendo appena perso i suoi due piccoli figli in quella stessa esplosione, rappresenta uno dei più alti esempi di umanità, dedizione e senso del dovere che la nostra Nazione abbia conosciuto. Con questo Premio abbiamo voluto raccogliere il suo testimone e consegnarlo alle nuove generazioni. I ventisette medici e operatori sanitari premiati in vita e i cinque premiati alla memoria dimostrano che la stessa missione di cura e di servizio continua ancora oggi negli ospedali, nelle corsie, nelle sale operatorie e nei luoghi dell’emergenza, dove donne e uomini scelgono di mettere la vita, la salute e la dignità degli altri davanti a tutto».

Ha aggiunto l’onorevole Guerino Testa, segretario della Commissione Finanze della Camera dei Deputati: « Quella del Dott. Geppino Micheletti è la storia davvero straordinaria di una figura eroica, che simboleggia una intera categoria, che ogni giorno compie sacrifici in nome della tutela della salute di tutti noi, dando un contributo prezioso per far sì che il sistema sanitario italiano sia riconosciuto come una eccellenza nel mondo. Ognuno dei premiati oggi – tra cui voglio segnalare la presenza di tre medici della mia terra, l’Abruzzo, Mariagrazia Andriani, Antonio Castracane e Domenico Barbati – ha il merito di aver contribuito con la sua professionalità a rendere il Sistema sanitario italiano una infrastruttura di eccellenza. I professionisti della sanità, colonna portante di questo sistema, sono una preziosa risorsa, che le istituzioni hanno il dovere di proteggere, valorizzare e rafforzare».
Lorenzo Salimbeni

