15.07.2026 – Trentadue storie di dedizione alla professione medica provenienti da tutta Italia. Passione, generosità e vocazione all’altruismo ben al di là di quanto previsto dal giuramento di Ippocrate. Proprio come Geppino Micheletti, il chirurgo triestino (1905-1961) che domenica 18 agosto 1946 operò per oltre 24 ore consecutive i feriti che giungevano ininterrottamente nelle corsie dell’ospedale Sartorio Sartorio di Pola dalla limitrofa spiaggia di Vergarolla, ove un deposito di mine disinnescate era stato fatto esplodere provocando una carneficina tra le famiglie che stavano assistendo alle gare natatorie della Coppa Scarioni in attesa del veglione serale che avrebbe celebrato i 60 anni di vita della Società Nautica Pietas Julia. Micheletti non si fermò nemmeno quando seppe che tra le oltre 100 vittime (ma solamente 64 vennero identificate a causa dello strazio dei corpi compiuto dall’esplosione) c’erano pure i suoi due figli piccoli, Carlo e Renzo.

Micheletti (italianizzazione di Michelstaedter e in effetti Geppino era cugino del filosofo goriziano Carlo morto suicida giovanissimo) ha ricevuto per questa sua abnegazione la Gran Medaglia d’oro del Comune di Pola pochi giorni dopo la strage, la Medaglia d’argento al valor civile nel 1947 quando aveva ormai seguito i polesani in esilio per non vivere sotto la dittatura della Jugoslavia comunista di Tito e la Medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica conferita alla memoria dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2025.

La memoria dell’eroe della strage di Vergarolla adesso è tramandata anche tra le nuove generazioni dei suoi colleghi grazie al Premio “Dott. Geppino Micheletti” che ha visto svolgere la cerimonia di conferimento mercoledì 15 luglio nella cornice della Sala della Regina alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Andrea Mascaretti, il quale organizza l’evento assieme alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e alle principali associazioni degli esuli adriatici: la Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, l’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio, l’Associazione delle Comunità Istriane, l’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio, l’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la Lega Nazionale di Trieste.
Queste le motivazioni dei 32 riconoscimenti: a ogni premiato è stata conferita una targa assieme al libro del Prof. Duccio Vanni (Università di Firenze) Geppino Micheletti (1905-1961) Vita, opere e riconoscimenti del medico eroe della strage di Vergarolla (Apice Libri, Sesto Fiorentino 2022). [LS]

MARIAGRAZIA ANDRIANI
Terminata la carriera ospedaliera, ha scelto di iniziarne una nuova, dedicando la propria esperienza ai bambini che nei Paesi più poveri non avrebbero avuto alcuna possibilità di essere operati.
Con la “Ada Manes foundation for children onlus” ha realizzato missioni chirurgiche in Africa e nei Paesi più fragili, restituendo salute a oltre 1300 bambini e formando i medici locali affinché quel patrimonio di conoscenze potesse continuare a crescere.
Per lei ogni intervento è stato anche un investimento sul futuro della sanità di quei territori.
Per aver trasformato l’esperienza professionale in una straordinaria opera di solidarietà internazionale.
DANIELA ARMANI
Fin da giovanissima ha scelto di portare la medicina dove il bisogno era più grande, facendo della cooperazione sanitaria una vera vocazione.
Attraverso l’impegno nella medicina tropicale ha curato persone che vivevano in condizioni di estrema fragilità, dimostrando che la relazione con il paziente nasce dall’ascolto, dalla fiducia e dal rispetto della dignità di ogni essere umano.
Il suo percorso racconta una medicina senza confini, capace di raggiungere chi ha più bisogno.
Per aver fatto della professione medica un’autentica missione di solidarietà verso i più fragili.
DOTT. MARIO BALZANELLI
Ha contribuito in modo determinante alla crescita della medicina dell’emergenza e urgenza italiana, promuovendo organizzazione, formazione e innovazione al servizio della sicurezza dei cittadini.
Il suo impegno ha rafforzato il sistema dell’emergenza territoriale, migliorando la qualità dell’assistenza e la preparazione di generazioni di professionisti.
Ogni intervento tempestivo porta con sé il valore del suo lavoro.
Per aver dedicato la propria esperienza a rendere il soccorso sanitario sempre più efficace, competente e vicino alle persone.
DOMENICO BARBATI
Ha dedicato la propria attività allo sviluppo dell’assistenza sanitaria nelle emergenze, contribuendo a costruire modelli organizzativi capaci di rispondere con efficacia ai momenti di maggiore criticità.
L’esperienza maturata nelle grandi calamità nazionali è diventata patrimonio condiviso attraverso la formazione e la diffusione della cultura della prevenzione e della Protezione Civile sanitaria.
La sua opera ha rafforzato la capacità del sistema sanitario di essere presente quando ogni minuto può fare la differenza.
Per aver posto competenza organizzativa e spirito di servizio al servizio della tutela della vita e della collettività.
MASSIMO BARRA
Per tutta la vita ha scelto di essere accanto agli ultimi, trasformando la professione medica in una missione di vicinanza verso chi vive condizioni di emarginazione, dipendenza e sofferenza.
Con Villa Maraini e attraverso il lungo servizio nella Croce Rossa Italiana ha offerto aiuto, ascolto e speranza a migliaia di persone, testimoniando che nessuno deve essere lasciato solo nel momento del bisogno.
La sua storia è quella di un uomo che ha fatto del verbo “esserci” la propria ragione di vita.
Per aver dedicato la propria esistenza al servizio dei più fragili, lasciando una testimonianza esemplare di solidarietà e umanità.
EYAL CALDERON
Cardiochirurgo di riconosciuta esperienza, ha dedicato la propria carriera alla tutela della vita, affrontando con competenza e responsabilità anche gli interventi più complessi e delicati.
Alla pratica clinica ha affiancato un costante impegno nella ricerca, nella formazione e nella diffusione della cultura della sicurezza delle cure, contribuendo alla crescita della cardiochirurgia e delle nuove generazioni di medici.
Rigore scientifico e profonda attenzione alla persona hanno sempre accompagnato il suo operato.
Per aver interpretato la medicina come responsabilità verso il paziente, coniugando competenza, umanità e spirito di servizio.
ANTONIO CASTRACANE
Da oltre settant’anni rappresenta il volto della medicina di prossimità, vissuta come presenza costante, disponibilità e servizio verso la propria comunità.
Ha curato intere generazioni facendo dell’ascolto il primo strumento di diagnosi e del rapporto umano il fondamento della professione, dimostrando che la fiducia tra medico e paziente nasce prima di tutto dalla vicinanza.
Per molti è stato il medico di una vita.
Per aver dedicato un’esistenza alla cura delle persone, interpretando la professione con straordinario senso del dovere e profonda umanità.
ALFREDO CESARIO
Ha unito attività clinica, ricerca e innovazione, contribuendo allo sviluppo di nuovi modelli organizzativi capaci di rendere la medicina sempre più vicina alle persone.
La tecnologia, la telemedicina e gli ospedali virtuali sono diventati, nel suo percorso, strumenti per migliorare la continuità assistenziale senza perdere il valore della relazione tra medico e paziente.
La sua visione coniuga futuro e umanità.
Per aver promosso un’innovazione che mette sempre la persona al centro della cura.
VALERIA COLANTUONI
Ogni giorno accompagna le donne in uno dei momenti più intensi della vita, condividendo con loro la nascita di un figlio e l’inizio di una nuova famiglia.
Con competenza, delicatezza e sensibilità ha saputo trasformare l’assistenza in un rapporto di fiducia, offrendo sicurezza e serenità in una fase tanto delicata quanto importante dell’esistenza.
La sua presenza lascia un ricordo che accompagna le famiglie ben oltre il momento della nascita.
Per aver fatto della cura della maternità una testimonianza di accoglienza, responsabilità e rispetto della vita.
LUISANNA COLA
Ha scelto di essere accanto ai pazienti nei momenti più difficili della loro vita, quando la malattia coinvolge non solo chi ne è colpito, ma anche le persone che gli stanno accanto.
L’assistenza ai bambini con gravi patologie, le cure domiciliari e l’impegno verso i minori più vulnerabili raccontano una professionista che ha sempre considerato la cura come presenza, ascolto e responsabilità, senza fermarsi davanti agli ostacoli della burocrazia o alle difficoltà del sistema sanitario.
Per lei ogni persona ha diritto alla stessa attenzione, alla stessa dignità e alla stessa speranza.
Per aver fatto della medicina una concreta testimonianza di vicinanza, giustizia e solidarietà verso chi è più fragile.
PIER PAOLO CURTI
Ha trasformato un’esperienza professionale in un progetto di solidarietà destinato a lasciare un segno duraturo.
Grazie al suo impegno, l’Ospedale di Dhulikhel, in Nepal, ha potuto dotarsi di moderne tecnologie per la chirurgia urologica e formare i medici locali, affinché la qualità delle cure continuasse a crescere nel tempo.
La sua scelta dimostra che il valore di un medico non si misura soltanto nelle cure che presta, ma anche nelle competenze che sa trasmettere.
Per aver fatto della cooperazione internazionale uno strumento concreto di crescita, cura e speranza.
UGO ELMORE
Ha fatto della cura una responsabilità umana prima ancora che professionale, accompagnando ogni giorno pazienti e famiglie nei momenti in cui la malattia rende più fragile il cammino della vita.
Alla competenza clinica ha sempre unito una presenza costante, fatta di ascolto, disponibilità e rispetto, offrendo ai propri pazienti non soltanto cure, ma anche la fiducia e la serenità di chi sa di non essere lasciato solo nei momenti più difficili.
Nel suo operato si ritrovano il rigore del medico e l’umanità della persona, nella convinzione che la vera autorevolezza nasca dalla capacità di mettere il proprio sapere al servizio degli altri con semplicità, responsabilità e spirito di servizio.
Per aver interpretato la professione medica come una quotidiana testimonianza di vicinanza, dedizione e rispetto della dignità della persona, nello spirito del Premio Geppino Micheletti.
CESARE FALDINI
Pioniere della chirurgia ortopedica e riferimento internazionale nella cura delle patologie più complesse, ha scelto di mettere la propria competenza anche al servizio di chi non avrebbe altrimenti accesso alle cure.
Attraverso le missioni umanitarie in Africa ha restituito a tanti bambini la possibilità di camminare, condividendo con i medici locali esperienza, tecniche e conoscenze affinché la cura potesse continuare anche dopo il suo ritorno.
La sua opera dimostra che la scienza raggiunge il suo valore più alto quando diventa strumento di solidarietà.
Per aver saputo unire eccellenza chirurgica, generosità e impegno umanitario in un’unica, straordinaria testimonianza di servizio.
BRUNANGELO FALINI
Le sue ricerche hanno aperto nuove prospettive nella diagnosi e nella cura delle leucemie e dei linfomi, contribuendo in modo determinante allo sviluppo della medicina di precisione.
Ogni scoperta scientifica è stata guidata da un unico obiettivo: offrire ai pazienti cure sempre più efficaci e personalizzate, trasformando il progresso della ricerca in concreta speranza di guarigione.
Il suo lavoro ha lasciato un segno nella medicina internazionale.
Per aver messo la ricerca scientifica al servizio della vita, contribuendo a cambiare il futuro di migliaia di pazienti.
MARIANO FLOCCO
Ha scelto di dedicare la propria professione alle cure palliative, accompagnando pazienti e famiglie nel momento più delicato dell’esistenza con rispetto, sensibilità e profonda umanità.
Alla guida dell’Hospice “Madre Teresa di Calcutta” di Larino ha costruito un luogo dove la cura non coincide soltanto con l’assistenza sanitaria, ma con la vicinanza, l’ascolto e il sostegno alla persona e ai suoi affetti.
Per lui ogni giorno di vita conserva valore e dignità.
Per aver ricordato, con il proprio esempio, che la medicina continua a prendersi cura della persona fino all’ultimo istante della sua esistenza.
PINO LA CORTE
Ha fatto della salute orale uno strumento di solidarietà, portando cure odontoiatriche, prevenzione e formazione nei Paesi dove l’accesso alle cure è ancora un privilegio.
Attraverso numerosi progetti di cooperazione internazionale ha condiviso competenze, costruito opportunità e contribuito alla crescita delle comunità locali, convinto che la salute sia un diritto universale.
Il suo impegno ha superato ogni confine geografico.
Per aver dedicato la propria esperienza professionale a costruire ponti di solidarietà attraverso la cura e la formazione.
GIOVANNI LODI
Ha saputo coniugare eccellenza professionale, ricerca scientifica e impegno sociale, dedicando la propria attività alla prevenzione e alla cura dei tumori del cavo orale.
Attraverso la Fondazione ACAPO ha promosso un modello di assistenza capace di accompagnare i pazienti anche oltre il percorso strettamente sanitario, offrendo sostegno, informazione e vicinanza.
La sua esperienza dimostra che la cura continua anche quando termina la terapia.
Per aver trasformato la competenza scientifica in un concreto servizio a favore della dignità e della qualità della vita dei pazienti.
GUIDO MICHIELON
Ha restituito una speranza di vita a migliaia di bambini affetti da cardiopatie congenite, coniugando eccellenza chirurgica, ricerca e costante attenzione alle loro famiglie.
Attraverso le missioni umanitarie dell’Istituto Gaslini ha accolto e curato piccoli pazienti provenienti da numerosi Paesi del mondo, offrendo loro le migliori possibilità di cura indipendentemente dalla loro provenienza.
Anche dopo gli interventi più complessi ha sempre considerato parte della cura il dialogo con i genitori, consapevole che nessuna famiglia deve sentirsi sola.
Per aver posto la competenza scientifica al servizio della vita, con straordinaria umanità e dedizione.
ALESSANDRO MISERICORDIA
Il 16 maggio 2026, trovandosi casualmente sul luogo di un gravissimo incidente nel centro di Modena, non esitò a mettere la propria competenza medica al servizio delle persone coinvolte, intervenendo con lucidità, prontezza e straordinario senso di responsabilità.
In una situazione di estrema emergenza prestò i primi soccorsi ai feriti più gravi, arrestando un’emorragia potenzialmente fatale, organizzando il primo triage e collaborando con i soccorsi fino all’arrivo delle équipe dell’emergenza, dimostrando come preparazione professionale e sangue freddo possano trasformarsi in concreta tutela della vita.
Il suo intervento ricorda che essere medico significa essere pronti ad agire ogni volta che una persona ha bisogno di aiuto, anche al di fuori del proprio luogo di lavoro e senza che alcun obbligo lo imponga.
Per aver offerto, con il proprio esempio, una testimonianza autentica di competenza, altruismo e servizio alla vita, nello spirito del Premio Geppino Micheletti.
GIORGIO MONTI
Da molti anni presta la propria opera nei luoghi in cui guerre e crisi umanitarie privano le persone del diritto più essenziale: quello alla cura.
Attraverso le missioni di EMERGENCY e il coordinamento sanitario nella Striscia di Gaza ha garantito assistenza medica in condizioni estreme, scegliendo di essere presente dove la sofferenza è più grande.
Il suo esempio ricorda che la medicina non conosce confini né appartenenze.
Per aver continuato a curare anche nei luoghi della guerra, facendo della solidarietà il più autentico significato della professione medica.
MARIA ELENA OLDANI
Ha scelto di dedicare la propria attività professionale a chi attraversa il dolore, la fragilità e lo smarrimento, offrendo ascolto, sostegno e vicinanza nei momenti in cui la sofferenza rischia di isolare la persona.
Nel proprio studio e all’interno del carcere di Bollate accompagna percorsi di rinascita, restituendo fiducia e dignità a chi vive situazioni di particolare vulnerabilità, nella convinzione che la cura inizi sempre dall’ascolto.
Con la sua sensibilità e la sua umanità testimonia ogni giorno che la medicina è anche presenza, accoglienza e rispetto della persona.
Per aver fatto della relazione umana il fondamento della cura, interpretando la professione come autentico servizio al prossimo, nello spirito del Premio Geppino Micheletti.
SILVANO PISANI
Per oltre cinquant’anni è stato un punto di riferimento per la propria comunità, accompagnando intere generazioni con competenza, disponibilità e profondo senso del dovere.
Alla professione di medico di famiglia ha affiancato un instancabile impegno volontario nell’AVIS e nella Croce Rossa Italiana, promuovendo la cultura della donazione, della prevenzione e della solidarietà.
La sua porta è rimasta aperta soprattutto a chi aveva più bisogno.
Per aver fatto della medicina territoriale un esempio di servizio, generosità e autentica vicinanza alla persona.
FEDERICA POZZI
Ha portato la propria competenza nei luoghi segnati dalla guerra, dalla povertà e dalle grandi emergenze umanitarie, scegliendo di vivere la medicina accanto alle popolazioni più vulnerabili.
Dall’Africa ad Haiti, fino all’impegno nelle cure palliative in Italia, ha sempre posto al centro la dignità della persona, accompagnando ogni paziente con rispetto, ascolto e profonda sensibilità.
Il suo percorso dimostra che il diritto alla cura non conosce confini.
Per aver fatto della solidarietà internazionale e della tutela dei più deboli il tratto distintivo della propria professione.
MARIO RAMPA
Da sempre impegnato nella senologia, ha dedicato la propria attività alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura del tumore della mammella, accompagnando migliaia di donne lungo il percorso della malattia.
All’attività chirurgica ha affiancato la ricerca scientifica e una costante opera di divulgazione, promuovendo la cultura della prevenzione come primo strumento di tutela della salute.
La sua esperienza testimonia che informare e curare sono parti della stessa missione.
Per aver posto la competenza, la ricerca e la prevenzione al servizio della salute e della dignità della persona.
ALBERTO RIGHI
Ha dedicato la propria attività alla cura delle persone anziane e dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer, offrendo sostegno anche alle loro famiglie nei percorsi più complessi della malattia.
Con competenza, sensibilità e costante attenzione ai bisogni della persona ha contribuito alla crescita della geriatria nel proprio territorio, diventando un punto di riferimento per la comunità.
La sua opera ha dato voce a chi rischiava di perderla.
Per aver interpretato la medicina come vicinanza, rispetto e tutela della dignità delle persone più fragili.
ALBERTO RIGHI
Ha dedicato la propria attività alla cura delle persone anziane e dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer, offrendo sostegno anche alle loro famiglie nei percorsi più complessi della malattia.
Con competenza, sensibilità e costante attenzione ai bisogni della persona ha contribuito alla crescita della geriatria nel proprio territorio, diventando un punto di riferimento per la comunità.
La sua opera ha dato voce a chi rischiava di perderla.
Per aver interpretato la medicina come vicinanza, rispetto e tutela della dignità delle persone più fragili.
GIANCARLO UNGARO
Nel corso della sua carriera ha unito competenza professionale, rigore scientifico e profondo senso del dovere, contribuendo alla crescita della sanità del territorio e mettendo sempre la persona al centro della propria attività.
Accanto all’impegno clinico ha promosso la formazione, la prevenzione e la cooperazione sanitaria internazionale, condividendo conoscenze ed esperienza nella convinzione che il sapere medico acquisti il suo valore più autentico quando viene messo al servizio degli altri.
Il suo percorso professionale è stato costantemente guidato dall’attenzione verso i più fragili, dall’integrità morale e da una visione della medicina fondata sulla responsabilità, sull’altruismo e sul rispetto della dignità della persona.
Per aver interpretato la professione medica come un servizio alla comunità, lasciando un esempio di competenza, umanità e impegno civile pienamente coerente con lo spirito del Premio Geppino Micheletti.
MAURO ZAMPOLINI
Ha scelto di dedicare la propria attività a chi, dopo essere stato salvato, deve ricostruire la propria esistenza.
Attraverso la riabilitazione neurologica ha restituito prospettive, dignità e speranza a persone colpite da gravi cerebrolesioni e malattie neurodegenerative, ricordando che ogni paziente è prima di tutto una storia da ascoltare.
La sua opera ha contribuito a diffondere una medicina che mette al centro la relazione umana, l’ascolto e il rispetto della persona.
Per aver trasformato la riabilitazione in un percorso di cura, dignità e rinascita.

UBALDO AMATI – Premio alla Memoria
Per decenni ha servito la comunità come medico di famiglia e neurologo, distinguendosi per competenza, disponibilità e profondo senso civico.
Durante l’emergenza pandemica da Covid-19 scelse volontariamente di tornare in prima linea per assistere gli ospiti di una residenza sanitaria colpita dal contagio, continuando a prendersi cura dei più fragili anche nelle circostanze più difficili.
Contrasse il virus nello svolgimento della propria attività e ne subì le conseguenze fino alla scomparsa.
Per aver lasciato una testimonianza di coraggio, responsabilità e fedeltà alla missione del medico, esempio che continua a onorare la professione.
MADDALENA CARTA – Premio alla Memoria
Medico di famiglia profondamente legata alla propria comunità, ha affrontato con straordinario senso del dovere una fase di grave carenza assistenziale, garantendo continuità di cura a migliaia di cittadini.
Per i suoi pazienti è stata molto più di un medico: un punto di riferimento umano, sempre presente nei momenti di maggiore bisogno.
La sua vita rimane il simbolo della medicina di prossimità vissuta come responsabilità verso gli altri.
Per aver lasciato l’esempio di una professione esercitata con generosità, dedizione e profondo amore per la comunità, nello spirito del Premio Geppino Micheletti.
Flavio Gaggero – Premio alla Memoria
Per oltre sessant’anni ha vissuto l’odontoiatria come un servizio alla persona, offrendo cure e attenzione anche a chi, per difficoltà economiche o sociali, rischiava di rimanerne escluso.
All’attività professionale ha affiancato un instancabile impegno nella Croce Verde Pegliese, contribuendo con generosità alla crescita della solidarietà e del volontariato sul territorio.
Per molti è stato il “dentista degli ultimi”, per tutti un esempio di umanità.
Per aver lasciato il ricordo di una professione vissuta con altruismo, discrezione e autentico spirito di servizio.
LUCIO PARENZAN – Premio alla Memoria
Ha cambiato il destino di migliaia di bambini affetti da cardiopatie congenite, contribuendo in modo determinante alla nascita e allo sviluppo della moderna cardiochirurgia pediatrica italiana.
Con lungimiranza, coraggio e straordinaria competenza fece del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Bergamo un riferimento internazionale, formando generazioni di specialisti e condividendo il proprio sapere con medici provenienti da tutto il mondo.
Grazie alla sua opera, l’Italia divenne una meta di speranza per tanti piccoli pazienti.
Per aver lasciato un’eredità scientifica e umana che continua a ispirare la medicina, custodendo i valori di servizio e dedizione propri del Premio Geppino Micheletti.
DAVIDE SOLIGO – Premio alla Memoria
Medico, ricercatore e docente universitario, ha dedicato la propria vita allo sviluppo dell’ematologia e dei trapianti di midollo osseo, mettendo sempre il paziente al centro della ricerca e dell’attività clinica.
Anche durante la lunga malattia che lo colpì in giovane età continuò a curare, insegnare e fare ricerca con instancabile dedizione, senza mai venir meno ai propri doveri verso i malati, gli studenti e i colleghi.
Il suo esempio dimostra che la missione del medico può andare oltre la sofferenza personale.
Per aver lasciato una testimonianza di straordinaria dedizione alla scienza, alla cura e alla dignità della persona, patrimonio prezioso per le future generazioni.


