Nello Paoli, esule fiumano, postino al campo profughi di Laterina

C’è chi nell’esodo giuliano-dalmata, pur avendo perso tutto, si è dovuto adattare molto, per cercare di andare avanti. È il caso di Nello Paoli, nato a Pola nel 1932, poi a Fiume, per il lavoro del babbo. Quando siete venuti via e perché? “La mia famiglia è venuta via da Fiume nel 1948 – ha risposto Nello Paoli – dove io lavoravo alla ROMSA, perché gli italiani erano malvisti dai titini”.

Al lettore si ricorda che, sin dagli anni Venti, la Raffineria di olio minerale Società Anonima (R.O.M.S.A.) era la maggiore industria petrolifera italiana in Fiume d’Italia, sezione industriale della Azienda generale italiana petroli. Signor Paoli siete passati per Udine e per Trieste, come gran parte degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia? “Sì, a Trieste ci hanno sistemati nel Centro raccolta profughi (Crp) di San Sabba – ha detto Paoli – poi in treno ci hanno mandato al Centro smistamento profughi di Udine, dove siamo rimasti solo per due giorni, avendo avuto la destinazione per il Crp di Laterina. – Dove volete andare? Chiesero a mio padre e a mia madre, che risposero: -In Toscana, così siamo arrivati a Laterina (AR)”.

In effetti il nominativo di Nello Paoli è segnato nell’Elenco alfabetico profughi giuliani, dall’Archivio del Comune di Laterina, con il fascicolo n. 817 e risulta uscito ‘per emigrazione’ il 7 giugno 1955 per il Comune di Livorno. Signor Paoli com’era la vita nelle baracche del Crp di Laterina? “Abbiamo sofferto le pene dell’inferno – ha replicato il testimone – tanto caldo d’estate e freddo d’inverno, mangiare in mensa, fare la coda per i gabinetti e per la legna, con cui scaldare un po’ la baracca, io stavo in quella n. 1, con divisori in parete che non arrivavano al soffitto, così ogni famiglia aveva un po’ d’intimità, si dormiva su dei materassi di paglia”.

È stato un brutto colpo per i 3 mila abitanti di Laterina, ricevere tra i 2 e 3 mila profughi di Pola, Fiume e della Dalmazia, come siete stati accolti dalla gente del posto? “Io ricordo cose belle, certo ci si doveva adattare – ha spiegato Nello Paoli – io ora vivo a Livorno, con certi laterinesi sono rimasto in contatto fino a qualche anno fa, per raccontarci fatti di famiglia, del resto sa io andavo ad aiutare i contadini locali a vendemmiare, portai perfino mia suocera a lavorare nei campi degli aretini, così si stava insieme senza tanti problemi, basta aver voglia di fare del bene. Facevamo il Carnevale assieme su in paese, mi ricordo che mi ero vestito come la divinità di Bacco. Poi io ero conosciuto come postino del Campo, perché avevo l’incarico di consegnare la posta ad ogni profugo per le baracche, poi si faceva un bel po’ di sport, come per le partite di calcio, io stavo in porta e ho giocato in qualche squadra importante. Pensi che c’erano calciatori forti al Campo profughi, come i fiumani Volk Rodolfo e Mandich Alfio” [nella foto di apertura Nello Paoli, in mezzo, portiere nella squadra di calcio del Centro raccolta profughi di Laterina, primi anni ‘50. Collezione di Nello Paoli, Livorno]

Chi era il direttore del Campo? Quando siete usciti dal Crp di Laterina? “Il Direttore del Campo era un signore di Grosseto – ha aggiunto il testimone – e siamo usciti nel 1955 per emigrare a Livorno, ma io poi ho trovato lavoro in Olanda, come meccanico nei cantieri navali a Rotterdam e volevano tenermi là ancora dopo due anni di occupazione, ma mia moglie Liliana Puhar invece voleva tornare in Italia, così abbiamo fatto”.

Signor Nello Paoli ricorda qualcosa d’altro dell’Istria e di Fiume? “Sì certo – è la conclusione – ricordo mio zio Vittorio Sterpin, partito per la Campagna di Russia per punizione perché non voleva più lavorare nella miniera di Arsia, per paura dopo l’esplosione del 28 febbraio 1940, dove morirono 185 minatori, il più grande disastro minerario d’Italia. Poi lo zio non è mai più tornato dalla Russia. Vittorio Sterpin è finito come gli oltre 76mila militari italiani morti o dispersi.

Fonti orali e del web – Nello Paoli, Pola 1932, esule di Fiume a Livorno, int. telefonica a cura di Elio Varutti del giorno 8 marzo 2022. Grazie a Luciano Paoli per i contatti via email del 12 marzo 2022.

Archivi consultati – Elenco alfabetico profughi giuliani, Archivio del Comune di Laterina, 1949-1961.

Cenni di bibliografia e sitologia

– P.C.H., “Laterina, quelle lontane memorie del campo profughi”, «Difesa Adriatica», n. 10, ottobre 2013, pp. 6-7.

– S.D., “Sempre peggio a Laterina” «Difesa Adriatica», n. 5, 5 febbraio 1949

– Edlira Mamutaj, “Da Rovigno a Laterina. ‘Siamo venuti via per la libertà’. Riccardo Simoni racconta l’esodo, «Chiantisette Val d’Elsasette», 21 febbraio 2020.

– Flaminio Rocchi, L’esodo dei 350 mila giuliani fiumani e dalmati, Roma, Associazione Nazionale Difesa Adriatica, 1990.

– Fulvio Tomizza, La miglior vita, Milano, Rizzoli, 4.a ediz., 1977.

– E. Varutti, Le Tabacchine istriane esuli al Centro Profughi di Firenze, on line dal 24 febbraio 2017.

– Elio Varutti, Italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia esuli in Friuli 1943-1960. Testimonianze di profughi giuliano dalmati a Udine e dintorni, Provincia di Udine / Provincie di Udin, 2017. La 2.a ediz. è nel web dal mese di aprile 2018 col medesimo titolo.

– E. Varutti, La patria perduta. Vita quotidiana e testimonianze sul Centro raccolta profughi Giuliano Dalmati di Laterina 1946-1963, Aska edizioni, Firenze, 2021.

Ringraziamenti – Per il presente articolo la redazione del blog è riconoscente al signor Claudio Ausilio, esule da Fiume a Montevarchi (AR) e delegato provinciale dell’ANVGD di Arezzo, che ha fornito con la solita cortesia i contatti per la ricerca presso Nello e Luciano Paoli, andando a incrementare una tradizionale e collaudata collaborazione con l’ANVGD di Udine. L’Autore rivolge i più sentiti ringraziamenti al sindaco e gli operatori del Comune di Laterina Pergine Valdarno, per la disponibilità riservata al signor Claudio Ausilio nella ricerca di documenti e registri sul Campo profughi. Si ringrazia, infine, l’esule intervistato per i vari materiali messi a disposizione della ricerca, come fotografie, cartoline, memoriali, documenti privati e cimeli dell’esodo.

Note – Progetto e attività di ricerca di: Claudio Ausilio, dell’ANVGD di Arezzo. Intervista a cura di: Elio Varutti, Coordinatore del gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking di Girolamo Jacobson e E. Varutti. Lettori: Nello e Luciano Paoli, Liliana Puhar, Claudio Ausilio, oltre a Rosalba Meneghini, Livio Sessa (dell’ANVGD di Udine) e la professoressa Paola Quargnolo. Copertina: Laterina, Nello Paoli con Liliana Puhar sua moglie. Adesioni al progetto: ANVGD di Arezzo e Centro studi, ricerca e documentazione sull’esodo giuliano dalmata, Udine. Fotografie dalla collezione di Nello Paoli che si ringrazia per la cortese concessione alla diffusione e pubblicazione nel blog presente e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua in via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine. – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Vice presidente: Bruno Bonetti. Segretaria: Barbara Rossi. Sito web: https://anvgdud.it/

Fonte: Elio Varutti – 12/03/2022

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Riconoscimento dalla qualifica di profugo di Gisella Sterpin, di Pola, proveniente da Fiume e di suo figlio Nello Paoli da parte del Prefetto di Arezzo, primi anni ‘50. Collezione Nello Paoli, Livorno.

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