15.02.2026 – In occasione delle cerimonie legate al Giorno del Ricordo, sabato scorso una delegazione dell’Unione Italiana e della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati ha reso omaggio alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata con la deposizione di corone di fiori in alcuni luoghi simbolo della memoria dell’Adriatico orientale.
Il momento commemorativo ha avuto inizio presso il cimitero di San Canziano a Capodistria, dove è stata deposta una corona in segno di raccoglimento e di preghiera per quanti persero la vita nelle drammatiche vicende del secondo dopoguerra. La visita è proseguita al cimitero di Santa Domenica di Visinada, dove si trova la tomba di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana divenuta simbolo del martirio delle foibe. Qui le delegazioni hanno sostato in silenzio, rinnovando l’impegno a custodire e trasmettere alle nuove generazioni il valore storico e civile di quella memoria.
L’intensa mattinata si è conclusa presso la croce che ricorda il martirio di Francesco Bonifacio, sacerdote istriano ucciso nel 1946, figura di riferimento per la comunità locale e testimone di fede e di coerenza morale in un tempo di profonde lacerazioni. Anche in questo luogo la deposizione della corona è stata accompagnata da un momento di raccoglimento e dalla lettura di una poesia a lui dedicata da parte di una giovane appartenente alla locale comunità degli italiani. Presente, a Capodistria, anche l’ambasciatore d’Italia a Lubiana, Giuseppe Cavagna, mentre nelle tappe croate il viceconsole italiano a Fiume, Gianluca di Felice.
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L’iniziativa si inserisce nel solco delle celebrazioni istituzionali del Giorno del Ricordo, istituito con la Legge 30 marzo 2004, n. 92 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia delle foibe, dell’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia e delle vicende del confine orientale. «Con l’entrata in Europa, i popoli di Slovenia, Croazia e Italia hanno capito di avere un destino comune – ha ricordato il presidente di FederEsuli e di Anvgd, Renzo Codarin -: negli ultimi anni fortunatamente sono stati compiuti passi significativi nel dialogo reciproco, superando diffidenze e contrapposizioni del passato. Adesso serve proseguire su questo percorso, che può garantire una vita più serena ai nostri figli e ai nostri nipoti, in questo territorio, dove l’Adriatico è un mare di pace‚.
La presenza congiunta delle organizzazioni di esuli e italiani d’Istria ha voluto testimoniare, ancora una volta, la volontà di mantenere vivo un patrimonio di storia e identità che appartiene non soltanto alle comunità direttamente coinvolte, ma all’intera coscienza nazionale, nel segno del rispetto, della verità storica e della riconciliazione.




