Al Parlamento Europeo si è parlato di foibe ed esodo con l’ANVGD

11.02.2026 – Mercoledì 11 febbraio, presso la sala WEISS N1.3 del Parlamento Europeo di Strasburgo, gli eurodeputati del Gruppo ECR Stefano Cavedagna e Alessandro Ciriani hanno ospitato una conferenza e la proiezione di un documentario intitolati “Norma Cossetto – Le Foibe e l’esodo di istriani, giuliani, fiumani e dalmati”. L’evento ha mirato a promuovere una riflessione seria e rispettosa su uno dei capitoli più dolorosi e spesso trascurati della storia italiana ed europea. Nonostante l’approvazione della legge 92/2004, che ha istituito il 10 febbraio come Giorno del Ricordo in Italia, la consapevolezza della tragedia delle Foibe e dell’esodo di istriani, giuliani, fiumani e dalmati rimane frammentaria e difficile da diffondere anche a causa delle resistenze politiche di ambienti legati al passato comunista che hanno prima negato, poi giustificato l’odio dei partigiani comunisti di Tito contro gli italiani. Sostenuto dal Gruppo ECR e organizzato in collaborazione con associazioni culturali e storiche impegnate nella preservazione di questa memoria, l’evento ha appresentato un’importante occasione per rafforzare una memoria europea condivisa, fondata sulla verità storica.

“L’uccisione sistematica degli italiani nelle Foibe da parte dei partigiani comunisti di Tito è una pagina dolorosissima della nostra storia nazionale e merita rispetto, consapevolezza e condivisione”, ha dichiarato l’eurodeputato di FdI-Ecr Stefano Cavedagna. “La memoria delle foibe deve essere condivisa a livello europeo tra tutti i popoli. Per decenni questa tragedia è stata celata: oggi, il 10 febbraio, la ricordiamo anche per onorare coloro che, solo perché italiani, furono gettati nelle foibe. Chiediamo che il ricordo venga portato in tutte le istituzioni. Ricordare significa dare voce a chi, solo perché italiano, è stato vittima di quella violenza e di quella rimozione da parte dell’odio comunista.”

Stefano Cavedagna

“Le Foibe e l’esodo di istriani, giuliani, fiumani e dalmati non sono una pagina marginale della storia, ma una ferita profonda dell’Europa del Novecento. Ancora oggi c’è chi si permette di infangare la memoria delle vittime, di giustificare o relativizzare l’orrore delle Foibe, di trasformare una tragedia nazionale ed europea in terreno di scontro politico. È proprio per questo che iniziative come questa sono necessarie: per difendere la verità storica e restituire dignità a chi è stato ucciso due volte, prima con la violenza e poi con il silenzio” ha affermato l’eurodeputato di FdI-Ecr, Alessandro Ciriani.

“Il 10 febbraio merita di essere celebrato e difeso nella sua interezza, nella voce di chi ha raccolto il testimone di un’immane tragedia e di chi ha voluto raccontarla in tutte le occasioni culturali che sono nate negli ultimi anni. Perché il patrimonio che abbiamo faticosamente ripristinato e riconsegnato alla memoria condivisa degli italiani è comunque ancora sotto attacco”. Ha dichiarato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al parlamento europeo.

“Decine di migliaia di persone furono uccise a causa della loro nazionalità, anche a causa della loro religione, perché come sapete il regime comunista di Tito non tollerava l’esercizio della fede cristiana che era patrimonio di tutte quelle popolazioni. E questa tragedia, purtroppo fino pochi anni fa, era una tragedia ancora sommersa”. Ha affermato Nicola Procaccini, co-presidente del Gruppo Ecr.

“Per decenni, sulla tragedia delle foibe e dell’esodo di migliaia di istriani, giuliani e dalmati è calato il silenzio. Un silenzio che è diventato una seconda forma di violenza. In Italia il giorno del ricordo è stato istituito per riconoscere queste tragedie e restituire dignità alle vittime e ai loro discendenti”. Ha sostenuto Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr.

All’evento ha preso parte, oltre agli onorevoli, Mauro Runco, membro dell’Esecutivo nazionale dell’ANVGD, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, il quale ha fatto un rapido excursus di storia del confine orientale, illustrando come gli opposti nazionalismi nell’Ottocento ed i totalitarismi nel Novecento abbiano compromesso gli equilibri nella società multietnica e multiculturale dell’Adriatico orientale, giungendo alle stragi delle foibe e all’esodo di 350.000 istriani fiumani e dalmati.

Sono quindi intervenuti Alessandro Centenaro (Venicefilm), produttore del film Red Land – Rosso Istria, che racconta la tragica storia di Norma Cossetto, la studentessa istriana infoibata nella notte tra il 4 ed il 5 ottobre 1943 dai partigiani comunisti jugoslavi, insieme a Maximiliano Hernando Bruno, che di quel film è stato coproduttore e regista. Essi hanno introdotto un breve documentario che raccoglie i frammenti più significativi dei fil, docufilm e documentari che Venicefilm ha realizzato in questi anni in collaborazione con l’associazionismo giuliano-dalmata in esilio per portare sul piccolo e sul grande schermo la storia della frontiera adriatica.

 

0 Condivisioni