Le donne dell’impresa di Fiume: una storia mai raccontata

15.09.2026 – Nella ricorrenza del 107° anniversario dell’entrata di Gabriele d’Annunzio a Fiume con i suoi legionari, mercoledì 16 settembre alle ore 17:00 presso la sede del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (via Duccio di Boninsegna, 21-23 – zona “Pagano” e “Buonarroti” – Metropolitana 1 Rossa) verrà proposto un punto di vista femminile riguardo la straordinaria parentesi di emancipazione e rottura dei ruoli tradizionali di genere nell’Italia del primo dopoguerra.

«Parlando dell’impresa di D’Annunzio, si omette di dire che, assieme ai legionari, arrivarono a Fiume anche centinaia di signore e signorine la cui avventura fiumana non è mai stata raccontata – anticipa Claudio Giraldi, Presidente dell’ANVGD Milano – Le fanciulle che occuparono la città adriatica, insieme con le milizie guidate da Guido Keller, riflettevano le aspirazioni delle ultime generazioni femminili. Durante la Grande Guerra le donne avevano sostituito in molti lavori gli uomini che si trovavano al fronte. E adesso si rifiutavano di rientrare tra le pareti domestiche. A Fiume arrivò un esercito di maestre, di crocerossine, di giornaliste, di scrittrici che crearono una “Città di vita”, come la chiamò D’Annunzio, una “controsocietà” alimentata da progetti di egualitarismo e di libertà».

Ma chi erano le Legionarie? Erano donne spinte dal desiderio di indipendenza e di riconoscimenti, come la tredicenne Nada Bosich che lavorava alacremente per confezionare mostrine e indumenti per l’inverno, come la giornalista Bianca Flury Nencini che si occupava dei bambini fiumani, come Ebe Romano, autrice dell’Inno a Fiume, che preparava agli esami i giovanissimi soldati, o come la pianista Luisa Baccara che teneva concerti in piazza, o come la marchesa Margherita Incisa di Camerana che militava nei reparti di assalto.

Foto: Archivio Museo Storico di Fiume

Le sostenitrici dell’Impresa fiumana erano disseminate in tutta la Penisola, come la geniale Enif Robert, amica di Filippo Tommaso Marinetti che a Rapallo, dove il 12 novembre 1920 venne firmato il trattato internazionale che pose termine in modo drammatico alla vicenda fiumana, gettava volantini e compiva azioni provocatorie.

Le Legionarie pagarono anche con la vita la loro militanza. Nel dicembre 1920, quando Fiume fu espugnata dall’esercito regolare italiano (capeggiato dal controverso generale Pietro Badoglio), pure le giacchette femminili si intrisero di sangue e tra le fanciulle vi furono vittime e mutilate. Ma della vicenda si è persa la memoria.

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