L’appello di Mattarella per una «mentalità di pace» vale anche per la frontiera adriatica

02.01.2026 – Nel suo discorso di fine anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tra l’altro espresso, riprendendo Papa Leone XIV, un concetto che rappresenta la strada maestra per come abbiamo voluto affrontare la storia della frontiera adriatica, con particolare riferimento alle relazioni transfrontaliere: «Se ogni circostanza diviene pretesto per violenti scontri verbali, per accuse reciproche, di cui non conta il fondamento ma soltanto la forza polemica, non si esprime una mentalità di pace, non se ne costruiscono le basi».

È con questo spirito che l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha apprezzato le iniziative portate avanti dal nostro Capo dello Stato assieme al suo omologo sloveno Borut Pahor, ha seguito gli eventi di GO!2025, prima Capitale europea della Cultura transfrontaliera, ed ha presenziato all’inaugurazione del riqualificato Collegio dei Nobili di Capodistria, sede del polo scolastico con lingua d’insegnamento italiana.

Mattarella ha poi ricordato come nel 2026 ricorrano gli 80 anni della Repubblica Italiana, nata in seguito al referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Rimane in noi esuli l’amara consapevolezza che a quell’appuntamento elettorale nel collegio della Venezia Giulia (che in attesa del Trattato di Pace apparteneva ancora all’Italia) le votazioni furono sospese sine die, estromettendo così dal momento fondativo della nuova Italia libera e democratica i cittadini italiani di Trieste, Gorizia, Fiume, Zara e Istria.

A questa grave estromissione fece seguito la progressiva avanzata della coltre di silenzio sulle foibe, sui nostri lutti, sulle persecuzioni subite dal nascente regime comunista di Tito, sull’esodo e sui campi profughi. La legge 92/2004 istitutiva del Giorno del Ricordo ha contribuito a sanare quello strappo, avviando un processo virtuoso che, grazie anche agli autorevoli interventi dei Presidenti della Repubblica, ha riportato le vicende della frontiera adriatica all’interno della storia nazionale. Motivo per cui noi esuli e discendenti di esuli possiamo infine riconoscerci in quanto ha ancora detto Mattarella la sera del 31 dicembre: «la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi».

Renzo Codarin
Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

 

 

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