L’Anvgd Udine accompagna gli studenti sulle orme della Grande guerra

Nell’ambito del progetto Calendario civile, di cui è referente la professoressa Chiara Fragiacomo, si è svolta un’originale attività didattica all’aperto e in modo digitale per cinque classi del Liceo classico “Jacopo Stellini” di Udine. Luca Gervasutti, il Dirigente scolastico, volentieri ha approvato l’iniziativa didattica. Gli studenti delle classi 1^C, 2^A, 2^B, 2^C e 2^E, accompagnati dai loro docenti, hanno partecipato all’attività di Trekking urbano sui luoghi della Grande Guerra e degli irredentisti secondo gli appuntamenti qui riportati per un totale di oltre 110 allievi.

Il percorso ha avuto inizio dall’atrio della scuola per l’illustrazione delle lapidi riguardo ai 26 studenti e due insegnanti caduti nel conflitto e riguardo il Comando supremo dell’Armata d’Italia installato proprio nel liceo udinese. Poi si è dipanato lungo una ventina di tappe all’interno del centro storico della città. Per certe classi il percorso è stato virtuale, a causa della pandemia. Gli studenti hanno potuto così conoscere palazzi, lapidi e monumenti che ricordano le vicende della Grande Guerra nella città di Udine diventata capitale degli avvenimenti bellici dal 1915 al 1917, prima dell’occupazione austro-tedesca. Il professor Elio Varutti, storico e membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) di Udine, ha accompagnato le scolaresche tra le vie della città, oppure in modo virtuale in aula e in atrio, illustrando e commentando le tracce della storia del Primo conflitto mondiale, incluso il fenomeno dell’irredentismo.

Non è la prima volta che il Comitato provinciale di Udine dell’ANVGD viene coinvolto in interventi didattici educativi per la formazione culturale e civica degli studenti in dimensione europea, coinvolgendo i vari insegnanti e i soci che fanno parte della dirigenza dell’organismo associativo.

Proprio dell’irredentismo e dei successivi fatti storici del Novecento si interessa tale sodalizio, come ha detto in varie occasioni Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine: “Vorrei dire che lo scopo principale della nostra associazione è, principalmente, di diffondere il ricordo dell’esodo giuliano dalmata sottolineando che, per statuto siamo apartitici, inoltre la nostra associazione che, a livello nazionale è sorta nel 1948, ha aiutato i profughi e oggi si occupa soprattutto di ricordare i fatti complessi che accaddero al confine orientale, perché non si può lasciare nell’oblio la sofferenza di così tante persone”.

Venuta a conoscenza dell’innovativo progetto del Liceo Stellini, la professoressa Elisabetta Marioni, assessore all’Istruzione del Comune di Udine ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Apprezzo questo progetto di Trekking sui luoghi della Grande guerra e degli irredentisti, per approfondire le conoscenze di storia del territorio, poi porto ai partecipanti il saluto della Civica amministrazione, augurando una buona riuscita all’attività di formazione”.

L’evento si è tenuto in varie giornate. La classe 2^C, accompagnata dalla professoressa Anna Giacomarra, ha effettuato il Trekking il 24 novembre 2021 in una bella giornata di sole. La classe 2^B, con la professoressa Maria Elena Roselli della Rovere, il 26 novembre successivo con un po’ di pioggia. Siccome la Regione Friuli Venezia Giulia è entrata in Zona gialla per la prevenzione della pandemia l’itinerario con le successive classi è stato virtuale, con una lezione in classe a cura del relatore. La professoressa Roselli ha seguito la classe 2^A il 29 novembre alla Lavagna Interattiva Multimediale (LIM). Proprio in tale data Giorgio Gorlato ha portato il saluto di Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, esprimendo il suo compiacimento per l’iniziativa didattica curata da Varutti e ricordando la deportazione, nel 1915, dei suoi antenati di Dignano d’Istria nel Campo di internamento di Wagna, nella Stiria austriaca. La classe 2^E, accompagnata dalle professoresse Annalisa Comuzzo e Monica Delfabro, ha seguito la camminata virtuale il 2 dicembre in aula magna con immagini al videoproiettore. La classe 1^C, infine, seguita dalla professoressa Beatrice Rigatti, il 3 dicembre 2021, ha visto la camminata alla LIM in modo virtuale.

Udine, Liceo classico “J. Stellini”, atrio della scuola. Lapide retorica installata nel mese di giugno 1927, in pieno fascismo

Ecco qui di seguito tappe principali della camminata alla scoperta di Udine capitale della guerra.

1.       Partenza. Liceo classico “J. Stellini”, lapidi dentro la scuola. Sin dal 1915, nella Prima guerra mondiale, Pietro e Nicolò Luxardo, irredentisti di Zara si schierano apertamente per l’annessione della Dalmazia all’Italia. Nicolò Luxardo De Franchi si arruola nella cavalleria italiana.

2.         Il Comando Supremo Militare Italiano era l’organo di vertice delle forze armate italiane, istituito il 24 maggio 1915 a Villa Volpe a Fagagna e poi nel Liceo classico “Stellini” di Udine, durante la prima guerra mondiale. Lo Stellini divenne sede del comando nel novembre del 1915, da maggio a novembre era caserma. Vedi: Archivio del Municipio, per l’allestimento della mostra “Una città dentro la guerra”.

Udine, Liceo classico “J. Stellini”, atrio della scuola, lapide con i caduti per la patria

3.         Chiesa di S. Antonio, del 1354, sconsacrata e adibita a magazzino. Palazzo Patriarcato, del 1524, Uffici del Comando supremo, affreschi di Giovanni Battista Tiepolo del 1726.

5.         Palazzo Belgrado, residenza del generale Cadorna per 2 anni e mezzo, affreschi di Giulio Quaglio 1698. Giorgio Conighi, irredentista di Fiume si arruola negli alpini e riceve a Udine un encomio solenne (“Giornale di Udine” del 14 novembre 1915). Deve cambiare cognome in Giorgio Dilenardo, per sfuggire alla forca austriaca. Il fratello Cesare Conighi si arruola nella cavalleria italiana, cambiando nome in Cesare Nelli. La gendarmeria austro-ungarica si mobilita: «nell’ira furibonda che il giovane Cesare Conighi avesse potuto osare l’inosabile – come ha scritto E.R.P. – lo condannarono a morte in contumacia». La Commissione austro-ungarica che condannò a morte Cesare Battisti, ordinò che egli (Cesare Conighi) fosse impiccato in effigie vicino al grande martire del Castello del Buon Consiglio di Trento.

6.         Ex-Scuola di Baldasseria, Centro Socio Riabilitativo Educativo, via Piutti, residenza di Cadorna dall’estate 1917 prima della rotta di Caporetto, 24.10.1917. (fuori itinerario)

7.         Giardini Ricasoli, recintati e interdetti al pubblico per permettere a Cadorna di passeggiare e raggiungere in Castello senza essere visto o disturbato. Dopo l’unificazione del Friuli con l’Italia nel 1866 a Vittorio Emanuele II fu dedicato un monumento equestre inaugurato il 26 agosto 1883, posto sul terrapieno al centro della piazza Contarena, dove rimase fino al 1947, anno in cui fu trasferito presso i Giardini Ricasoli. Monumento equestre è opera di Luigi Crippa 1838-1895. Il Consiglio Comunale deliberò di acquistare per £ 2.000 la copia del modello di Crippa: la statua venne fusa nella fonderia De Poli tra l’11 e il 30 giugno 1883 con il bronzo di 10 cannoni del peso di 340 Kg ciascuno già appartenuti alla Turchia e acquistati a Londra per un costo di £ 22.000 e inaugurata domenica 26 agosto 1883 nel cuore dell’antica piazza Contarena che da allora e fino al 1947 assunse il nome di Vittorio Emanuele. I contrasti sulla sua collocazione motivati dalle modeste proporzioni della statua in relazione ai fabbricati e ai monumenti che la circondavano, furono alla base della decisione del 1947 di spostarla nel Giardino Ricasoli. Proprio il bozzetto di tale monumento, venduto da Crippa per 3.000 Lire, servì da modello per la realizzazione della gigantesca statua equestre di Vittorio Emanuele II dell’Altare della Patria a Roma, realizzata nel 1902 dallo scultore Enrico Chiaradia, di Caneva di Sacile.

8.         Ex-Banca Cattolica Udinese, ora Procura della Repubblica, nel 1915 bombardata, incendio spento subito.

9.         Presso la Tipografia Doretti, via di Prampero. “Mattino. M’illumino d’immenso”. E’ il 26 gennaio 1917 e il poeta-soldato Giuseppe Ungaretti a Santa Maria la Longa (UD), compone il capolavoro precursore dell’Ermetismo. Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1888, morto a Milano nel 1970, è uno dei quasi 5 milioni di italiani impegnati nel conflitto mondiale. Interventista per scelta, volontario nel 19º reggimento di fanteria, il poeta aveva già trasformato la sua esperienza in trincea, sul Carso, in poesia: nella raccolta ‘Il porto sepolto’, stampata in 80 copie Stabilimento Tipografico Friulano di Udine, il 24 dicembre 1916 (vedi foto sopra).

10.       Loggia del Lionello, sede del Comune, incontri con delegazioni estere, come quella russa 1916. Ingabbiata con travi, contro i bombardamenti. Nicolò Lionello, orafo, progettò la Loggia, costruita da Bartolomeo Costa Sbardilini, più noto come Bartolomeo delle Cisterne (Capodistria, 1400 circa – Trieste, 1480). Qui c’era la statua di re Vittorio Emanuele II in piazza Vittorio, già Contarena e, dal 1945: Libertà.

Cartolina dei primi ‘900 con la piazza Vittorio e la statua dedicata al re Vittorio Emanuele II, spostata nel 1945 ai Giardini Ricasoli di Udine

11.       Ex-bar Dorta Fantini, detto il Trincerone, luogo di incontro di alti ufficiali, Francesco BaraccaGabriele D’AnnunzioUgo OiettiMassimo BontempelliArdengo Soffici. L’edificio faceva da confine per dividersi la città per il bottino di guerra tra tedeschi e austriaci, che si portano via persino le campane delle chiese.

12.       Piazza G. Matteotti, piazza delle erbe, mercato. Nazario Sauro, nato a Capodistria, all’epoca territorio dell’Impero austro-ungarico, si arruolò durante la Prima guerra mondiale nella Regia Marina italiana raggiungendo il grado di tenente di vascello e fu catturato nel luglio 1916 durante una missione. Condannato da una corte imperiale austriaca per alto tradimento, venne giustiziato a Pola il 10 agosto dello stesso anno e per tale motivo insignito di medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Fu tra le figure più importanti dell’irredentismo italiano e massimo rappresentante di quello istriano.

13.       Reparto fotografico dell’esercito, viale Palmanova, 60-64, Casa Anderloni (fuori itinerario).

14.       Osteria La Ghiacciaia, ritrovo degli irredentisti nella Grande guerra. Spionaggio con piccioni da parte del tenente Arbeno d’Attimis e tenente Max di Montegnacco 1917-1918, portati con idrovolante sulla costa di Porto Nogaro.

15.       Palazzo Toppo Wassermann. Gli ospedali militari e da campo di Udine. L’insediamento nei palazzi e negli edifici pubblici di Udine di numerosi importanti comandi e servizi militari andò di pari passo con la formazione di un vasto sistema di ospedali di tappa, cioè nella zona di guerra di seconda linea, di contumacia cioè di isolamento e di convalescenza.

L’Ospedale delle malattie infettive del Comune di Udine nella borgata 1) Gervasutta dal 1° febbraio 1915 venne ampliato con la costruzione di due altri fabbricati e di un padiglione per l’alto isolamento e ospitò sino al 22 agosto i morbi contagiosi dei civili e dei militari per essere poi trasferito nell’edificio scolastico 2) Dante mentre l’Ospedale Gervasutta assunse le funzioni di Lazzaretto. Nel settembre 1915 la Direzione di Sanità della Seconda Armata dispose l’installazione dei seguenti ospedali militari: 2) Principale in via Pracchiuso; 3) Contumaciale alla Caserma di Cavalleria verso Beivars; 4) Tomadini in via Tomadini nei locali dell´orfanotrofio; 5) Renati in via Tomadini nei locali dell’Istituto Renati; 6) Duodo in via Missionari nel Seminario Arcivescovile; 7) Savorgnan in via Aquileia nella Caserma Savorgnan; 8) Valvason in via Aquileia nella Caserma Valvason, 9) Marco Volpe in via Asilo Marco Volpe; 10) Paderno nelle scuole comunali, 11) Toppo Wassermann in via Toppo Wassermann nel Collegio Toppo; 12) San Osvaldo in borgata San Osvaldo nel manicomio provinciale.

Udine diventa anche una città ospedale per ospitare malati e feriti della guerra. Lo scoppio della guerra trova la Croce Rossa organizzata e preparata e a Udine era già stato indetto un Corso per ottenere il diploma di Infermiera volontaria nel 1914-15 al quale si erano iscritte ben 317 signore udinesi.

16.       Via Gemona. Caserma Comando dei Regi Carabinieri (oggi Educandato Uccellis). Polveriera di S. Osvaldo esplosa del 27 agosto 1917 (fuori itinerario). Palazzo Antonini Maseri, Banca d’Italia, del Palladio 1556. Qui gli Austriaci stampano la carta moneta (corone venete) per i territori occupati.

18.       Biblioteca “V. Joppi”, saccheggiata durante l’occupazione austro-tedesca, 1917-1918.

19.       Monte di Pietà, del 1496, dopo il 1917 sede del Comando delle truppe tedesche. Cappella con affreschi del Quaglio del 1694.

20.       Piazza Libertà, Tempietto dei Caduti. Milite ignoto. Restaurato da Raimondo D’Aronco 1921 e da altri nel 2008. All’interno è collocata una statua rappresentante la Vittoria, opera dello scultore Aurelio Mistruzzi. L’elegante cancello in ferro battuto è di Alberto Calligaris.

Udine, piazzetta Valentinis, borgo Manin, lapide dedicata ai volontari irredentisti della Venezia Giulia, 1914-1917

21.       Via Manin (studio fotografico Rovere). Piazzetta Valentinis, Albergo San Marco, nel 1914 era rifugio di fuoriusciti giuliani volontari irredenti. Il grand’ufficiale Carlo Banelli e il comandante Ugo Zilli li aiutavano a cambiare identità. Lapide in ricordo. Giardin grande: parate militari e polvere 1915-1918 (arrivo).

Trekking – Dati tecnici: km. 3,2; passi 6mila ca.; 160 Kcal; posti a sedere: Loggia del Lionello.

Lapide dei fuoriusciti giuliani

Testo della lapide in piazzetta Valentinis: “Nei giorni dell’angoscia / i fuoriusciti della Venezia Giulia / stretti ai cuori fraterni / da questo asilo imploravano / la redenzione / se stessi e i figli offerendo / alla santa guerra / agosto 1914 ottobre 1917 / G. Valentinis”.

Lapide del Liceo Stellini, Udine

“In questa tranquilla sede / di classici studi / dal giugno MCMXV all’ottobre MCMXVII / il comando supremo / vigilò sull’ultima guerra / massima e radiosa / dell’italico Risorgimento”.

Cenni bibliografici e sitologici

  • Una città dentro la guerra. Udine 1914 – 1918, mostra dal 3 novembre 2018 al 24 marzo 2019, a cura del Museo Etnografico del Friuli.
  • Giuseppe Del Bianco, Il Friuli e la guerra, Udine, Istituto delle edizioni accademiche, vol. I, 1937.
  • Alessandro Dudan, La Dalmazia nell’arte italiana venti secoli di civiltà, Trieste – Rovigno, Unione Italiana – Fiume, Università Popolare di Trieste, 1999.
  • Enrico Folisi, Udine: una città nella grande guerra, fotografie e documenti dell’anno dell’invasione austro-tedesca, Udine, Gaspari, 1998.
  • Giancarlo Martina (coordinatore), Due passi per la capitale della guerra, Istituto “B. Stringher”, Udine, 2009-2015.
  • E.R.P. [Elia Rossi Passavanti], “T. Colonnello Cesare Conighi”, «Notiziario della Cavalleria italiana,  Associazione Nazionale», III, n. 12, Roma, dicembre 1957, pag. 4.
  • E. Varutti, Baldasseria capitale della guerra, Udine 1917, on line dal 6 agosto 2016 su eliovarutti.blogspot.com

Itinerario a cura di Elio Varutti, coordinatore del Gruppo di lavoro storico-scientifico dell’ANVGD di Udine. Networking a cura Sebastiano Pio Zucchiatti e E. Varutti. Lettori: professori Chiara Fragiacomo, Daniela Conighi, Paola Quargnolo e Giancarlo Martina.

Fotografie di E. Varutti, Giorgio Gorlato e dall’archivio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, che ha la sua sede in Via Aquileia, 29 – primo piano, c/o ACLI. 33100 Udine.  – orario: da lunedì a venerdì ore 9,30-12,30. Presidente dell’ANVGD di Udine è Bruna Zuccolin. Si ringraziano i professori del Laboratorio di Storia dell’Istituto “B. Stringher” di Udine, con particolare riferimento a Giancarlo Martina, per la collaborazione riservata alla struttura dell’itinerario storico e alla cura delle fonti bibliografiche.

Elio Varutti
Fonte: ANVGD Udine – 03/12/2021

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