L’Anvgd è intervenuta alle celebrazioni del 10 Febbraio a La Spezia

Anche quest’anno come avviene ogni anno, il 10 febbraio si commemorano le vittime delle rappresaglie iugoslave sul fronte orientale, e si ricorda l’esodo di oltre 250mila italiani dalle terre dell’Istria. Un pezzo di storia del Paese in cui alla ricostruzione degli eventi si sono a lungo sovrapposte narrazioni divergenti. Dal 2004 si ricordano in tutto il Paese, le uccisioni di italiani e italiane avvenute nelle foibe delle zone carsiche di Friuli-Venezia Giulia e Istria, si ricorda l’esodo di massa che coinvolse la componente italiana della popolazione istriana tra il 1945 e il 1956: si stima che furono almeno 250mila le persone che lasciarono l’Istria, perdendo le loro proprietà e ritrovandosi esuli in Italia nel Dopoguerra. Anche la Liguria e la Spezia naturalmente fanno la loro parte con manifestazioni già iniziate nei giorni scorsi nei principali centri compresa la città di Sanremo che in questi giorni sta ospitando il Festival di Sanremo, che come sempre fa parlare di sé, ben oltre la musica, le band e le varie classifiche. Proprio sul Giorno del Ricordo a Sanremo si è soffermato anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in conferenza stampa: “Mi piace molto un Festival che celebra la libertà in tutte le sue forme e si può certamente dire, anche grazie al Festival, che la libertà vive in Liguria. È un concetto che mi sta particolarmente a cuore e sono contento che sia stato rappresentato in tutte le sue forme da questo palco. La libertà è anche quella di poter vivere nelle proprie case senza essere perseguitati e siccome oggi è il Giorno del Ricordo penso che sia giusto ricordarlo e ricordare che nel concetto di libertà dobbiamo tenere dentro anche quelli che l’hanno vista negata nel corso della loro vita”. Sulla sua pagina Facebook il governatore ha scritto: “Nel Giorno del Ricordo teniamo viva la memoria delle donne e degli uomini morti nelle foibe e il dramma degli italiani spogliati di tutto e costretti a lasciare le loro case. Doveroso farlo, oggi e ogni giorno, senza pregiudizi e strumentalizzazioni. L’Italia non dimentica”.

Anche la città della Spezia ha partecipato alla giornata, apertasi con la deposizione di una corona in piazzetta Martiri delle Foibe, nei pressi nel numero civico 143 di via Lunigiana. Poi in Sala Dante il consiglio comunale straordinario aperto dall’inno di Mameli eseguito dagli studenti dell’Istituto Scolastico Isa4. A seguire gli interventi del presidente del consiglio comunale Salvatore Piscopo, del sindaco Pierluigi Peracchini e il saluto del presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Andrea Manco. “La Città della Spezia ha da sempre un legame profondo con gli esuli giuliano dalmati essendo stata fra le prime in Italia a dare accoglienza, conclusa la Seconda Guerra Mondiale, ad oltre quattromila persone che qui trovarono il proprio destino e contribuirono in modo determinante al futuro della nostra comunità come oggi noi la conosciamo – ha detto nel suo discorso il sindaco Peracchini -. Erano italiani che con estrema difficoltà, dal campo profughi di Ruffino e dalla caserma Ugo Botti, riuscirono a stringersi gli uni agli altri ma allo stesso tempo a fare un passo in avanti e costruire insieme agli spezzini un nuovo spirito solidale. Le loro non erano certamente storie semplici. Erano storie di violenze indicibili, di vergogna e di offesa, ed erano storie che si dovevano tacere perché nessuno, accecato dal pregiudizio, era disposto ad ascoltare, credere, provare compassione. L’offesa più grande nei decenni che sono seguiti è stata proprio questa: essere italiani ma non avere il diritto di raccontare una parte della tragedia violenta dell’Italia del dopoguerra che ancora tanti stavano vivendo mentre a Roma già si ballava per le strade con gli occhi rivolti a un futuro diverso. E con la paura di essere tagliati fuori, di non riuscire a raggiungere e di non fare mai parte di quel futuro. Oggi non siamo qui solo per ricordare quelle grandi sofferenze umane e storiche, ma siamo qui per restituire loro voce e dignità, in un percorso di riattualizzazione storica. In troppi e per troppo tempo hanno tentato di cancellare quello che è accaduto nei territori istriani, fiumani e dalmati, rubando così l’anima a chi è sopravvissuto. Noi, invece, abbiamo la responsabilità istituzionale di interrompere questo assordante silenzio e attuare pienamente la legge del 2004, senza se e senza ma, che istituisce questo Giorno del ricordo per conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, e della più complessa vicenda orientale. Proprio perché non ci sono testimonianze di serie A e di serie B, noi vogliamo ascoltarle, vogliamo riscoprirle, vogliamo imparare a utilizzarle come antidoto alla violenza: sono storie di italiani che parlano dell’Italia, sono storie che appartengono a tutti e che devono aiutare a costruire un’Italia migliore e più consapevole e un uomo più umano, sulla scia di quello che ci ha lasciato Romano Guardini”.

Il consiglio comunale straordinario è continuato con l’intervento del giornalista e scrittore Fausto Biloslavo che attraverso i suoi reportage giornalistici e i suoi libri ha contribuito a comprendere la tragedia vissuta da migliaia di persone. La mattinata è proseguita poi con alcuni intermezzi musicali a cura degli studenti del Liceo Musicale e degli studenti dell’Isa4 e la proiezione del video ‘La Carta del Carnaro’ a cura dell’Istituto Fossati.

Fonte: Città della Spezia News – 10/02/2023

Foto: Città della Spezia News

 

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