La Voce del Popolo – 30.05.08 – Verteneglio: aperta la Grotta del Marmo

VERTENEGLIO – Domani pomeriggio, alle ore 17, a Stanzia Druscovich, nei pressi di Verteneglio, sarà ufficialmente inaugurata la cosiddetta Grotta del marmo, nota tra la popolazione locale fin dall'antichità, poiché era qui che un tempo si estraeva anche la pietra necessaria per realizzare le macine dei mulini e quelle dei frantoi per le olive.
La Grotta del marmo di Verteneglio, che la popolazione locale chiama anche grotta Marmorizza, si trova sulla pendice occidentale del Monte delle madri, a circa un chilometro e mezzo di distanza dalla chiesa di Verteneglio, tra il colle e la strada per Cittanova. Famosa per le sue stalattiti; citata già da Alberto Fortis nel lontano 1771, è interessante geologicamente perché ha avuto origine da un allontanamento degli strati calcarei, accompagnato da un cedimento sotterraneo, effetto anche in parte di bradisismi. La caverna ha un asse massimo da SO a NE di 68 metri, quello da N a S misura 50 metri.
Dall’accesso si scende per quattro metri fra due pareti piuttosto scoscese, distanti fra di loro poco più di un metro che poi, più in profondità, si piegano ad angolo retto fino a raggiungere un piccolo pozzo profondo tre metri e mezzo. Dalla volta costituita da lastroni colossali di calcare compatto, alta più di tre metri, pendono alcune bellissime stalattiti. Poi, via via, scendendo sempre più in basso, si arriva fino a una scarpata ripidissima, obbligati dapprima ad attraversare uno stretto corridoio inclinato, alto non più di un metro per ritrovarsi subito dopo su suolo pressoché orizzontale. Lungo quest’ultimo tratto si costeggia sempre una massicciata sulla quale si elevano graziose colonne dai mille colori, create dall’acqua e dal calcare nel corso dei millenni, poste le une vicine alle altre.
Il ritorno in superficie si può effettuare dall'altro lato della caverna risalendo una ripida china disseminata di sporgenze, che facilitano l'ascesa.
La grotta di Verteneglio viene citata pure del Touring Club Italiano nel volume "Duemila grotte", opera pubblicata per la prima volta nel 1926 e poi più volte ristampata. Cristina Vojić-Krajcar, direttrice della locale Comunità turistica spera che la Grotta diventi veramente un punto di riferimento per il turista di passaggio e che anche l'entroterra riviva proprio come la costa del Comune, da Carigador a Daila. (fs)