La Voce del Popolo – 221007 – Patto di collaborazione fra Trieste, esuli e rimasti

ROVIGNO – Promuovere un patto di collaborazione permanente, da realizzare gradualmente, tra gli enti culturali di prestigio che fanno capo agli esuli istro-dalmati e alla comunità italiana in Istria. Questa la finalità dell’incontro che si è svolto al Centro di ricerche storiche di Rovigno tra le “due parti”, rispettivamente tra una delegazione triestina, guidata dall’assessore alla Cultura del Comune di Trieste Massimo Greco e composta ancora da Renzo Codarin, presidente del Centro di documentazione della Cultura Giuliana, Istriana, Fiumana e Dalmata (CDM) e da Silvio Delbello, presidente dell’Istituto regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata (IRCI) e una rappresentanza istriana, tra cui il presidente dell’Unione Italiana Furio Radin, l’assessore all’educazione e all’istruzione della Città di Rovigno Nicolò Sponza e il “padrone di casa”, il direttore del CRS Giovanni Radossi.

Per Greco prima visita ufficiale in Istria

L’assessore Massimo Greco, per la prima volta in veste ufficiale in Istria quale rappresentante dell’amministrazione triestina, ha trasmesso pure il saluto del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, precisando che il primo cittadino di Trieste ha attribuito a questa visita al CRS un significato particolare poiché arriva dopo un lungo periodo di “disgelo” nei rapporti le tra associazioni degli esuli e quelle dei rimasti. Una missione di carattere prettamente culturale e non politico, come ribadito da Massimo Greco, “consequenziale al fatto che la comunità italiana d’oltreconfine rappresenta un naturale retroterra culturale, umano e storico con il quale bisogna avere, mantenere e coltivare un rapporto di collaborazione” (e nel cui ambito al CRS di Rovigno spetta indubbiamente un ruolo di grande importanza) ha rilevato l’assessore, aggiungendo che “la città di Trieste in questo contesto non può rimanere arroccata in situazioni di frontiera che le recenti dinamiche dell’allargamento dell’Unione europea hanno superato”.

Pensare a progetti consistenti

All’incontro rovignese Greco non ha potuto fare a meno di chiedere ai suoi interlocutori una chiarificazione sul tipo di rapporti che la CNI in Istria, Quarnero e Dalmazia intende instaurare con Trieste, con “questo Comune che dal canto suo è molto interessato a una politica culturale di reciproco interesse”, per cui ha già avuto degli approcci con i dirigenti dell'Università Popolare di Trieste. Senza entrare nello specifico – sia in quanto a iniziative concrete da realizzare sia in quanto a disponibilità finanziarie – il presidente dell’Unione Italiana Furio Radin si è detto convinto della necessità di puntare su progetti consistenti, ricollegandosi un po’ anche ai colloqui avuti recentemente alla Farnesina, in cui si è parlato di università, di sanità e ricerca, come pure di altre iniziative indirizzate al CRS di Rovigno. Concretamente, si pensa alla fondazione di università italiane autonome o con dei richiami organizzativi a quelle di Trieste, Fiume, Zagabria; centri di studio che potrebbero far riferimento alle scienze umanistiche, tenuto conto che oggi a Pola l’italianistica non gode di una particolare attenzione, è tenuta in secondo piano. Tenendo conto del rilevante numero di connazionali anziani, un altro campo d’azione della futura collaborazione potrebbe invece essere quello legato a istituti geriatrici italiani. In ogni caso, progetti e proposte andranno sottoposti all’attenzione delle autorità governative.

Atteso un incontro con Dipiazza

Il fine ultimo sarebbe quello di rilanciare un dialogo fra i mondi culturali di esuli e rimasti, ormai pronti ad avviare una riflessione comune, nell’attesa che le iniziative prospettate, molto importanti, si concretizzino, Trieste dovrebbe profilarsi come capitale del territorio – concetto molto caro al sindaco Dipiazza – anche per scrollarsi di dosso definitivamente quel limite psicologico di “città sotto assedio” che pesa sul capoluogo giuliano e che riguarda in generale tutta la Venezia Giulia da sessant’anni a questa parte. Per Massimo Greco è dunque indispensabile che Trieste riconquisti il suo ruolo culturale e sociale in regione e, in tal senso, sarebbe auspicabile che le comunità italiane (e coinvolgendo anche le scuole della CNI) di Slovenia e Croazia venissero messe nelle condizioni di poter seguire gli eventi culturali a Trieste, cosa già ipotizzata con l’Unione Italiana. Al termine è stata ventilata pure la possibilità di un incontro con il sindaco Dipiazza.
Nel corso della visita al CRS, all’assessore Greco è stato presentato il percorso compiuto dal Centro. Il direttore Giovanni Radossi, protagonista per eccellenza degli avvenimenti che hanno accompagnato l’istituzione (essendone stato anche il promotore nel lontano 1963) ha illustrato sia il contesto socio-politico e culturale nel quale è stato costituito il CRS, sia la sua crescita e la sua affermazione grazie alla pregevole attività.

Eleonora Brezovečki