La Settimana della Lingua italiana a Fiume ed in Istria

Il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, illustra i contenuti della 21.esima edizione della Settimana della Lingua italiana che si terrà dal 18 al 24 ottobre a Fiume e in Istria.

Le Giornate della cultura italiana promosse da diversi anni dal Consolato Generale d’Italia a Fiume, sono uno degli appuntamenti più importanti nel panorama culturale di Fiume e dell’Istria, in quanto rappresentano un veicolo di diffusione della ricchezza della cultura italiana nelle sue molteplici forme. Mostre, tavole rotonde, concerti, spettacoli e quant’altro hanno contribuito negli anni ad avvicinare anche ai cittadini non appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana segmenti della cultura italiana che l’hanno resa celebre e amata in tutto il mondo. Abbiamo chiesto al Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, di illustrarci nei particolari il programma della manifestazione di quest’anno.

Su quali temi sarà incentrata l’edizione 2021 delle Giornate della cultura italiana e perché sono stati scelti?

“Le Giornate della cultura italiana del Consolato Generale d’Italia a Fiume sono concepite come la declinazione locale della Settimana della Lingua italiana nel Mondo. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la ‘Settimana’ arriva, quest’anno, alla sua 21.esima edizione, confermandosi come l’appuntamento più atteso di promozione internazionale della lingua italiana. La rassegna rappresenta uno straordinario contenitore di iniziative dedicate ogni anno a un tema specifico, coinvolgendo in uno sforzo condiviso la rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura, le comunità dei connazionali – come la CNI – e degli italofoni all’estero e le istituzioni culturali locali. È con questo spirito che, in stretto coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Zagabria, abbiamo promosso anche quest’anno un ampio ventaglio di iniziative, in collaborazione con numerose realtà locali.

L’edizione 2021 della Settimana della Lingua italiana, che si svolgerà dal 18 al 24 ottobre, ha come titolo ‘Dante, l’Italiano’, in occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, il Sommo Poeta. È intorno a questo tema che abbiamo organizzato le Giornate della cultura italiana quest’anno. Abbiamo inoltre deciso di inserire anche altre iniziative non direttamente legate al tema di quest’anno, per offrire una manifestazione quanto più possibile attraente per tutti i connazionali e non”.

Sull’edizione 2020 della manifestazione avevano influito la pandemia e le restrizioni antiCovid che avevano certamente inciso sulla portata degli eventi e sul pubblico che vi poteva assistere. Ora la situazione si presenta diversa?

“Tutti gli eventi si svolgono, ovviamente, nel pieno rispetto delle norme in vigore. Quest’anno abbiamo potuto inserire anche spettacoli teatrali e concerti, mentre l’anno scorso ci siamo limitati a iniziative che, per quanto di notevole successo di pubblico – come la mostra ‘50 anni con Alan Ford’ a Fiume -, non prevedevano la partecipazione in contemporanea di un grande numero di persone”.

Quali sono gli eventi più importanti che il pubblico potrà seguire nell’ambito delle Giornate della cultura italiana?

“Quest’oggi si svolgerà una conferenza stampa di presentazione degli eventi, alla quale rimando per i dettagli sulle iniziative. Quest’anno il programma sarà ricco di manifestazioni in Istria: a Pola si tengono la mostra-atelier ‘Mosaico di grafiche, parole, materia’, a cura della Fondazione Reggio Children (inaugurata lo scorso 30 settembre), una serie di interessanti lezioni e letture dantesche proposte dal Dipartimento di Italianistica dell’Università di Pola e un’originale mostra di pittura su temi danteschi presso la Comunità degli Italiani. A Umago si spazia da Fabrizio De André ad Alida Valli con concerti, mostre e una rassegna cinematografica.

In collaborazione con il Teatro Stabile di Verona, proponiamo due repliche di uno spettacolo itinerante, che si terrà nel centro cittadino rispettivamente di Umago e Rovigno, e che è realizzato esclusivamente per adattarsi al contesto urbano e culturale istriano. A Fiume proponiamo una Tavola rotonda di approfondimento su Dante, in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica, e una splendida mostra di pittura. Siamo inoltre davvero lieti di organizzare anche quest’anno un concorso letterario per gli studenti delle quattro Scuole Medie Superiori Italiane, dal titolo ‘Dante, l’Italiano’.

Anticipo che il 23 ottobre ad Abbazia, grazie all’impegno e alla collaborazione dell’Unione Italiana e dell’Università Popolare di Trieste e allo sponsor Liburnia Hotels and Villas, si terrà il concerto di Massimo Ranieri, intitolato ‘Sono o son desto 500 volte’.

Per i dettagli, rimando alle informazioni che saranno rese note nei prossimi giorni.

Tengo a sottolineare che gli eventi inseriti nel programma sono il frutto di una collaborazione ad ampio raggio con moltissime realtà che, grazie al loro spirito di iniziativa, permettono anche quest’anno di proporre una ricca rassegna di eventi. Alcuni sono organizzati direttamente dal Consolato Generale mentre altri eventi sono il frutto di iniziative locali e si realizzano con la nostra collaborazione.

Il contributo dell’Unione Italiana, delle Comunità degli Italiani e dei connazionali è, anche in quest’occasione, davvero prezioso. Sono inoltre grato all’Università Popolare di Trieste per le iniziative proposte e mi rallegro della rinnovata collaborazione con Federesuli”.

Qual è il contributo della manifestazione nel panorama culturale di Fiume e dell’Istria?

“Non spetta a me fare una valutazione complessiva, ma ritengo che anche quest’anno contribuiamo con le Giornate della cultura italiana ad arricchire il panorama culturale con manifestazioni di qualità. Il tema di quest’anno ci riporta alle origini della nostra lingua e della nostra letteratura e spero possa attrarre l’interesse di connazionali e non.”

Qual è il significato della cultura italiana nel contesto europeo e mondiale?

“La cultura è un elemento davvero essenziale dell’identità italiana nel mondo e rappresenta uno straordinario e impareggiabile patrimonio materiale e immateriale cui attingere per affrontare le sfide della contemporaneità. Ne fanno parte a pieno titolo la lingua italiana, come eredità del passato e ponte verso il futuro, e – vorrei aggiungere – la ricerca scientifica, settore in cui l’Italia può vantare punte di eccellenza a livello mondiale.

La promozione culturale costituisce uno dei principali strumenti di proiezione esterna dell’Italia, anche alla luce del fortissimo interesse per la lingua italiana fuori dai nostri confini. Il fatto stesso che l’italiano sia la quarta lingua più studiata al mondo è testimonianza della crescente ‘fame’ di cultura italiana.

La realtà croata è essa stessa testimonianza di questo grande interesse. L’italiano, oltre ad essere come noto riconosciuto come lingua ufficiale in diverse realtà amministrative croate, è complessivamente – con oltre 52mila studenti – la terza lingua più studiata in Croazia. La nostra lingua, lo ricordo, è insegnata nei Dipartimenti di Italianistica di cinque Atenei, presso tre dei quali (Zagabria, Fiume e Spalato) è attivo un lettore di ruolo ministeriale. Sono inoltre costanti i contributi italiani per il mantenimento di cattedre di italiano e per l’organizzazione di Corsi di aggiornamento per docenti universitari in lingua italiana, così come l’interesse per le borse di studio offerte dal MAECI per studiare in Italia. Gli oltre 80 accordi di cooperazione universitaria sono inoltre testimonianza di intensi e crescenti rapporti fra Atenei”.

Intervista a cura di Helena Labus Bačić – 15/10/2021
Fonte: La Voce del Popolo

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