La Musica e il Perturbante: Tartini e Dallapiccola

Presso l’Abbazia di Valledacqua, sui monti piceni, si è recentemente svolto il corso  La Musica e il Perturbante, soffermatosi su alcuni fondamentali nodi chiamati in causa dalle grandi esperienze musicali quali quella del perturbante, traduzione approssimativa del tedesco unheimlich.

Una giornata è stata dedicata al Trillo del  Diavolo di Giuseppe Tartini [nell’immagine di apertura, il ritratto di Tartini usato come logo delle iniziative Tartini 330] e alla Tartiniana seconda,  sentito omaggio reso  al Piranese da Luigi Dallapiccola nel 1956. Il corso, organizzato dallo Studio Filisofico  Domenicano di Bologna, è stato tenuto dal prof. Massimo Donà, filosofo e musicista, nato a Venezia e professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dal Maestro Pierpaolo Maurizzi, che dedica la sua intensa vita musicale alla musica da camera e all’insegnamento, e dal Maestro Giacomo Tesini, affermato violinista e titolare della cattedra di violino di Trento.

Nel corso della lezione dedicata alla Guida all’ascolto, il Maestro Tesini si è soffermato sulla figura di Tartini e sulla genesi del Trillo in seguito alla famosa apparizione in sogno  del Diavolo stesso. In particolare ha illustrato la complessità del III movimento articolato su due voci suonate contemporaneamente il trillo quella di sotto e la melodia quella di sopra.  il Maestro Maurizzi, formatosi anche con il Trio di Trieste, ha ricordato come la figura di Dallapiccola, uno dei maggiori musicisti del Novecento, in Italia, Firenze esclusa,  ancora non abbia  avuto tutto il   meritato riconoscimento. La stessa avversa fortuna purtroppo sì è verificata anche in Istria, dovuta però alla  damnatio memoriae causata dall’esodo. Mentre  l’Unione Italiana ha pensato bene d’intitolargli la propria Scuola di musica, nella sua Pisino alla lapide posta sulla casa natía solo in croato solo successivamente è stata aggiunta una anche bilingue.

Luigi Dallapiccola, nato a Pisino nel 1904, dove il padre era il preside del Liceo Italiano, insieme a questi finí internato durante la Grande Guerra a Graz. Nella capitale stiriana ebbe  comunque modo di assistere a concerti e di captare  le nuove e rivoluzionarie correnti musicali germaniche. Nel 1922 si trasferí a Firenze per completare gli studi musicali iniziati a Trieste con Illersberg. Sposò Laura Coen Luzzato,  ebrea triestina, e per questo subí le gravi conseguenze delle esecrabili leggi razziali. Luigi e Laura si erano incontrati a Firenze, ove lei si laureò in Lettere con una tesi su Tommaseo. Dopo la perdita dell’Istria per effetto del Trattato di Pace del 10 febbraio 1947, Dallapiccola rimase vicino ai suoi conterranei esuli, partecipò anche ai raduni della Famiglia Pisinota, cui non fece mancare il suo sostegno. In questo spirito nostalgico e solidale, furono composte le due Tartiniane che si distinguono,  dalle varie rivisitazioni del Trillo e delle opere di Tartini, per la loro particolare raffinatezza.

Ricordiamo che la Tartiniana Seconda venne eseguita anche alla Cappella  Paolina del Quirinale per il Giorno del Ricordo del 2020, alla presenza del Presidente  Mattarella e di Luigi Donorà, molto legato a Dallapiccola. Per l’occasione venne eseguita anche l’opera di Donorà L’Urlo dall’Abisso.

Ci auguriamo che i musicisti dell’Adriatico Orientale, ancora misconosciuti e non sufficientemente  studiati, vengano fatti apprezzare come meritano. Purtroppo  quelli dalmati vengono ormai  considerati croati che seguirono inopinatamente  il percorso musicale italiano oppure austriaci come De Suppé.   Lo stesso sta avvenendo per molti artisti nati in Istria, Fiume e Dalmazia, senza tener conto della  storia e nemmeno della geografia di quelle terre, per cui l’Adriatico è la via maestra.

Giuliana Eufemia Budicin
Consigliere nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

Il Maestro Luigi Dallapiccola [foto tratta dal sito del Centro Studi Luigi Dallapiccola]
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