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La Foiba di Pisino che ispirò Jules Verne (viaroma100.net 21 ago)

Pisino-Pazin (CROAZIA) – Le foibe istriane sono legate nell'immaginario collettivo a tremendi fatti di sangue avvenuti principalmente nel periodo bellico.
Si tratta di episodi oscuri, mai chiariti, su cui magistrati e storici non hanno fatto ancora piena luce e queste vicende sono sovente oggetto di forti strumentalizzazioni politiche.

La verità sulle foibe forse non la conosceremo mai perché, come spesso avviene in Italia, nessuno ha interesse a farla emergere. Ma vogliamo raccontarvi qui invece un'altra storia, certamente meno truce: la storia della foiba di Pisino d'Istria (Pazin).

Gran parte del territorio dell'Istria è terreno carsico, formato da migliaia di fenditure, doline, vallate e campi. L'azione corrosiva dell'acqua forma, nel corso dei secoli, fosse, grotte e caverne, talvolta di dimensioni enormi. Nella Venezia Giulia si possono contare migliaia di grotte e caverne. Un autentico paradiso per gli appassionati speleologi.

Una delle foibe più famose è quella di Pisino d'Istria. Pisino (Pazin in croato) è un piccolo paese di circa 5000 abitanti situato proprio nel mezzo della penisola istriana; grazie alla sua favorevole posizione è il capoluogo amministrativo della regione istriana.

A Pisino sopravvive ancora una minuscola comunità di italiani composta da poco più di un centinaio di persone pertanto non esiste il bilinguismo che caratterizza molti comuni dell'Istria, ma è una località storicamente molto legata al nostro paese perché ha dato i natali a numerosi connazionali illustri tra cui: il patriota Fabio Filzi, il compositore Luigi Dallapiccola, l'architetto Renato Camus, lo scrittore Pier Antonio Quarantotti Gambini e l'attrice Laura Antonelli.

Il paese è adagiato sull'orlo dell'omonima foiba e, poco distante dal centro, sorge il castello di Montecuccoli, eretto nel Cinquecento e appartenuto all'omonima famiglia nobile modenese. Il maniero si erge immediatamente sul precipizio di circa 130 metri della foiba, dove il torrente Pazinčica, tra anse spettacolari, si inabissa alla fine di un lungo canyon.

La bocca dell'abisso è costituita da una cavità semicircolare; le acque scorrono per chilometri sotto terra fino a sfociare nel canale di Leme, che è un vero e proprio fiordo in gran parte navigabile.

Il famoso scrittore francese Jules Vernes, dopo aver scritto i suoi avventurosi romanzi come Il giro del mondo in 80 giorni e 20000 leghe sotto i mari, trovò ispirazione anche in questo piccolo luogo dell'Istria. Qui infatti, precisamente nel castello e nella foiba di Pisino, l'illustre scrittore ambientò Mathias Sandorf (1885), uno dei romanzi della fortunata serie Voyages Extraordinaires.

In questo romanzo, da cui sono stati tratti ben tre film, il protagonista, il nobile ungherese Mathias Sandorf, viene arrestato insieme a due soldati dalla polizia austriaca, condannato a morte con l'accusa di attività rivoluzionaria e rinchiuso nel castello di Pisino. Sandorf riesce però a fuggire calandosi lungo un parafulmine durante un furioso temporale.

Naturalmente, quando la fuga sta per avere successo, un fulmine colpisce proprio il parafulmine dello sventurato conte e lo fa precipitare nelle acque limacciose del Pazinčica trascinandolo nell'orrido della foiba.

Ma il coraggioso protagonista riesce ad aggrapparsi a un tronco d'albero e, dopo alcune ore, riemerge sul canale di Leme. A piedi riesce a raggiungere la cittadina di Rovigno dove viene scoperto dagli austriaci e costretto a gettarsi in mare da un'alta rupe.

Vernes non visitò mai Pisino, ma romanzò la storia di Mathias Sandorf basandosi unicamente su racconti di viaggiatori e alcune fotografie inviategli dal sindaco dell'epoca Giuseppe Cechi.

Il romanzo è stato tradotto in croato soltanto alcuni anni fa e, nel 1998, è stato costituito il Jules Vernes Club che svolge un’intensa attività culturale e raggruppa gli appassionati dello scrittore francese sparsi in tutto il mondo.

Il fascino di Pisino è dovuto maggiormente alla scarsa presenza di turisti che affollano volentieri le coste croate ed è un punto di partenza ideale per raggiungere numerose località istriane in non più di un'ora di auto o treno.

Il centro è in buona parte isola pedonale e le sue strade hanno uno scarsissimo traffico. Un luogo che merita certamente una visita da parte dei numerosi turisti che ogni anno visitano la Croazia.

Marco Del Pasqua

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