Klizia, l’imbarcazione del Ritorno alla Terra dei Padri, sta per arrivare in Istria

Il Klizia, partito lo scorso 30 luglio per il suo lungo viaggio, disegnando con la sua scia un percorso fatto di emozioni e di memoria, approderà a Capodistria, Pirano, Rovigno e Pola, per poi rientrare a Trieste in vista della Barcolana.

Un viaggio che vuol essere una grande occasione per riunire ciò che la storia ha separato e per far conoscere ai figli della nostra comunità le terre da cui giunsero i loro Padri, ormai molti anni fa.

Ferraresi, Veneti, Istriani, Fiumani e Dalmati, uniti dal destino ed accolti in una Sardegna povera ma piena di cuore, hanno insieme scritto una pagina di valori e di “Comunità” che oggi è il miglior modo di insegnare alle nuove generazioni il valore dell’accoglienza e di dare ad esse un esempio concreto di come si può, con l’umiltà e con il sacrificio, ricostruire una vita partendo da zero.

Questi sono i valori che Giulio Marongiu, proprietario e comandante del Klizia, insieme al figlio Federico, a Mauro Manca ed a Giuseppe Bellu, Paolo Frailis, Franco Trova, Alessandro Sorbara, Marco Giacometti, Roberto Malusà, Carlo Manca, Antonio Pazonzi, Matteo Mangili e tanti altri che con loro hanno condiviso le singole tappe del viaggio/evento promosso dall’Ecomuseo Egea e sostenuto dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Ritorno alla Terra dei Padri, hanno voluto portare con sé in questa meravigliosa avventura che sta incuriosendo e riscuotendo consensi.

Il Klizia ha percorso infatti oltre 750 miglia di navigazione lungo le coste del Mediterraneo, toccando oltre 30 porti tra Sardegna, Corsica, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Una lunghissima navigazione che è stata compiuta in oltre 50 giorni, alcuni dei quali resi intensi dal maestrale, nel corso dei quali sono state circa 150 le ore di navigazione effettuata.

Una navigazione entusiasmante in alcuni dei tratti di costa più belli del nostro mare, come nel caso dell’attraversata tra la Corsica e l’Isola di Capraia e poi fino alle coste della Toscana in direzione Livorno.

Tanti gli eventi di rilievo, durante i quali non sono mancate le emozioni ed i momenti di commozione.

Esuli e Sardi si sono trovati insieme per condividere il loro amore per la terra natia abbandonata e per ringraziare le città, in tutto il mondo, che li hanno accolti, offrendo loro l’opportunità di una nuova vita. Storie diverse ma sentimenti uguali, che hanno il sapore dell’Umanità e della Speranza.

Tanta altra strada resta da fare, ma nel cuore di tutti i membri dell’equipaggio rimangono indelebili le emozioni della partenza, avvenuta dal porto di Alghero lo scorso 30 luglio, ed in particolare le parole illuminanti del Vescovo S.E. Mons. Mauro Maria Morfino, che ha tracciato con grande lucidità e con particolare efficacia il valore vero di questo viaggio, che è quello di costruire una via di riconciliazione e di riunificazione di ciò che l’uomo ha diviso, spesso senza una spiegazione valida.

Tra le tappe più significative del viaggio vi è stata sicuramente Gaeta, Città che nei suoi 3 Campi Profughi ha accolto oltre 1.500 esuli giuliano dalmati e che, nel tempo ha ospitato donne e uomini di diverse provenienze, proprio come Fertilia, che può essere orgogliosa di rappresentare un vero e proprio modello di accoglienza. Molto importanti anche gli incontri che ci hanno visti protagonisti a FerraraChioggia, Venezia, Gorizia, Trieste e Muggia, ultimo caposaldo italiano in Istria.

Mauro Manca, Federico Marongiu, il Sindaco di Gorizia Rodlfo Ziberna ed il Presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga all’inaugurazione di Gusti di Frontiera

La navigazione del Klizia è ancora lunga e l’augurio è quello che questo importante progetto possa smuovere le coscienze e l’animo di coloro che, pur animati da valori e da buoni propositi, si sono spesso rassegnati al declino, rischiando di far cadere le giovani generazioni in un oblio di valori.

Il Ritorno alla Terra dei Padri, oltre che un’incredibile occasione per raccontare la forza e la dignità di una intera comunità, e non solo il dolore e la tragedia che l’ha travolta, rappresenta però anche una vera e propria “impresa” sotto il profilo umano ed anche sportivo. Ci vuole fisico per dormire, mangiare, riposare, lavarsi e “vivere” in una barca di 10 metri in quattro, cinque ed a volte anche in sei. Non si tratta di una serie di uscite in mare a fare il bagno per poi rientrare nella propria casa, ma di una vera e propria rivoluzione rispetto alla vita di tutti i giorni, che talvolta mette alla prova, ma che alla fine regala la soddisfazione di poter dire “ci siamo riusciti”.

Una impresa entusiasmante, di quelle che non si possono dimenticare. Abbiamo attraccato in oltre 30 porti, tutti sconosciuti per noi. Abbiamo navigato in mari aperti e profondi, ma anche in canali strettissimi, nei quali i bassi fondali erano segnalati dalle “briccole”. Ora ci aspetta una nuova esperienza, l’arrivo nelle città dell’Istria slovena e croata.

Ma prima di proseguire abbiamo voluto fare una sosta in cantiere per verificare lo scafo del Klizia, messo a dura prova dalla lunghissima navigazione e dal trasferimento in camion dal Tirreno all’Adriatico. Una sosta doverosa, seppur impegnativa sotto vari aspetti.

Alessandro Cuk (Vicepresidente nazionale dell’Anvgd) in visita all’equipaggio del Klizia durante la sosta a Trieste

Ma ora siamo pronti a ripartire, con grande entusiasmo e con la consapevolezza che oltre i confini del nostro paese ci sono donne e uomini con le nostre stesse radici, che ci aspettano per scrivere, insieme a noi, una importante pagina fatta di INTEGRAZIONE, di VALORI e di COMUNE VOLONTÀ DI COSTRUIRE INSIEME UNO SPIRITO EUROPEO SULLA BASE DELLA COMUNE IDENTITÀ CULTURALE.

Un risultato importante reso ancora più significativo dalla Media Partnership della RAI, che segue costantemente la navigazione del Klizia, dalla collaborazione della Guardia Costiera, che ha voluto concedere il Logo del Corpo al progetto, offrendo una imprescindibile assistenza all’equipaggio durante la navigazione lungo le coste italiane.

Di estremo rilievo inoltre la collaborazione che ci è stata offerta da quasi tutte le Associazioni italiane del mondo dell’esodo (FederEsuli, A.N.V.G.D., Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana, Istriana, Fiumana e Dalmata, Giuliani nel Mondo, Associazione delle Comunità Istriane, Lega Nazionale di Trieste, Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio, Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio, Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio, Associazione Nazionale Dalmata) e dall’Unione Italiana che riunisce le Comunità italiane in Slovenia e Croazia. La partecipazione unitaria di tutte queste realtà, siamo certi, è la migliore dimostrazione della comune volontà di ricercare i punti di unione e di condivisione in questa meravigliosa occasione di riconciliazione, offerta da questo progetto.

Ma anche dai tanti Partners istituzionali che hanno voluto patrocinare l’evento fra i quali il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, i Consigli Regionali della Sardegna, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e la Regione Lazio, i tanti Comuni coinvolti (Alghero, Stintino, Gorizia, Ferrara, Fiumicino, Venezia, Chioggia, Gaeta, Arborea, Carbonia), ed i tanti Enti che ci hanno sostenuti, come la Camera di Commercio di Sassari, la Fondazione di Sardegna, la Fondazione Decima Regio Olga e Raimondo Curri, Coldiretti Sardegna, il Consorzio del Porto di Alghero, Assonautica Nord Sardegna, la Federazione dei Sardi in Italia, NOX Oceani, il Museo della Batana di Rovigno e tanti altri.

Anche questo è il Ritorno alla Terra dei Padri, che grazie alla collaborazione con la Casa di produzione cinematografica Time Multimeda, diventerà un prezioso film, diretto dal regista Igor Biddau.

Domani, lunedì 25 settembre, la tappa di Capodistria: una delegazione dell’equipaggio sarà ricevuta dal console generale d’Italia a Capodistria, Giovanni Coviello, poi si terrà l’incontro con il sindaco del Comune Città di Capodistria, Aleš Bržan, e con il vicesindaco italiano, Mario Steffè. Alla sera invece si svolgerà l’incontro con i connazionali e con i gruppi di attività della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria presso il Palazzo Gravisi-Butturai.

Martedì 26 settembre alle ore 12 è previsto l’arrivo a Pirano per l’incontro con il sindaco Andrej Korenika, con la vicesindaca, Manuela Rojec, e con il vicesindaco italiano Christina Poletti. Nel pomeriggio si svolgerà la visita guidata presso Casa Tartini cui seguirà l’appuntamento con i rappresentanti e gli attivisti della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano. L’indomani avrà luogo un incontro con gli alunni delle classi superiori della Scuola elementare italiana “Vincenzo e Diego Castro” di Pirano: l’equipaggio del Klizia, nel corso del suo soggiorno a Capodistria e a Pirano, sarà accompagnato dal presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul.

Il Ritorno alla Terra dei Padri proseguirà poi il suo viaggio facendo tappa a Rovigno, nelle giornate del 28-29 settembre, per proseguire poi a Pola.

 

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