Il Secolo XIX – 090208 – Petacco contestato a La Spezia

Dopo le dure contestazioni partite lo scorso anna dallo schieramento di centrodestra all'indirizzo della storica negazionista Alessandra Kersevan con tanto di scuse da parte di Comune e Provincia ai familiari delle vittime, questa volta è toccato allo scrittore e giornalista spezzino Arrigo Petacco finire nel mirino.

La sua ricostruzione di quella pagina drammatica della nostra storia non è piaciuta alle forze del centro sinistra che l'hanno giudicata poco obiettiva. I consiglieri comunali di Rifondazione comunista Simona Cossu e Luca Liguori e l'assessore Fabrizio Forma lo hanno platealmente contestato abbandonando la seduta congiunta dei consigli comunale e provinciale che si è svolta giovedi in Sala Dante. Ma è tutto lo schieramento di centro sinistra, con la sola esclusione del socialista Flavio Cavallini, a esprimere «forti criticità nei riguardi dei termini utilizzati dal giornalista Arrigo Petacco, che ci sono parsi segnati da una superata contrapposizione ideologica». Nel documento, firmato da Partito democratico, Rifondazione comunista, Sinistra democratica, Italia dei Valori e Comunisti italiani, si parla di «faziosa interpretazione dei fatti storici, che non possono essere disgiunti dalle conseguenze di una situazione politica internazionale piuttosto complessa, ma non priva di influenza».

«Ci si attendeva una testimonianza di quei fatti – concludono – illuminata Arrigo Petacco da quei criteri di equilibrio che unserio lavoro storiografico richiederebbe». II capogruppo del Pd in consiglio comunale Alessandro Pollio aggiunge una sua personale riflessione: «Non si possono accettare espressioni come "la gloriosa XMas". Obiettivo di queste manifestazioni equello di unire e non di dividere. Dopo le contestazioni della scorso anno alla Kersevan e quelle di quest'anno nei confronti di Petacco, bisogna forse ripensare il formato, invitando gli storici di diverso orientamento.

Vorrei ricordare che ai martiri delle foibe la nostra città ha dedicato una piazza e quindi non è insensibile a quel dramma».

Alle accuse, Petacco ribatte con altrettanta durezza. «Questi negozionisti delle foibe li paragono ai negazionisti dei campi di sterminio – afferma – io ho semplicemente ricordato una parte delle nefandezze commesse. Con la scusa degli ideali fu compiuta una pulizia etnica nei confronti di colora che avevano la sola colpa di essere italiani: 12mila furono uccisi, 350 mila cacciati. Come storico ho raccontato la verità.

Vorrei ricordare che Togliatti disse che si trattava di una legittima rivalsa delle popolazioni contro le provocazioni fasciste. Questa si che è una giustificazione vergognosa, Purtroppo a quell'epoca certe ideologie accecavano e facevano scambiare per compagni gli assassini titini al punto che anche alcuni partigiani comunisti finirono nelle foibe».

Su quelle vicende Petacco fu uno dei primi a sollevare il vela con il suo libro "L'esodo", tradotto in varie lingue tra cui il serbo-croato. « La cosa che mi fa onore – dice – è che non sono stati contestato dagli ex-iugoslavi e vengo contestato da questi miseri avanzi di ideologia tramontata».

Tra i termini che hanno fatto storcere il naso agli esponenti del centrasinistra l'aggettivo «gloriosa» riferito alla XMas. «Io ho parlato di "gloriosa X Mas" riferendomi a quella che ha partecipato alle imprese di guerra del'43 spiega lo storico – Poi si divise due tronconi, una parte ando al Sud a fianco degli alleati, l'altra 31 Nord con i tedeschi. 10 ho definito gloriosa la X Mas che affondò le corazzate inglesi ad Alessandria non quella che dava la caccia ai partigiani».

 

PATRIZIA BERTOZZI