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I bilanci sloveni sotto i riflettori di Olli Rehn – 04ott13

Lubiana si trova sotto i riflettori dell’Esecutivo comunitario. I motivi sono di carattere strettamente economico e finanziario. La Slovenia deve mettere ordine nei conti e fare i “compiti per casa” richiesti da Bruxelles. I funzionari dell’UE, comunque, non hanno fretta.

Appena a metà novembre, infatti, si troveranno sul tavolo della Commissione europea i documenti di bilancio sloveni per i prossimi due anni. Fino ad allora non arriveranno prese di posizioni ufficiali da Bruxelles. Lo ha detto il portavoce del commissario europeo agli Affari monetari, Olli Rehn.

Gli esperti della Commissione europea, come rileva Radio Capodistria, esamineranno attentamente i due documenti, poi verrà espressa una valutazione come per tutti gli altri Paesi dell’Eurozona. Secondo fonti ufficiose, le nuove Finanziarie non sarebbero strutturate in maniera tale da seguire tutte le direttive di Bruxelles; una delle riserve riguarderebbe il pianificato taglio degli investimenti invece del ridimensionamento delle spese correnti.

Pertanto è possibile che il governo sloveno debba apportare delle modifiche alle due Finanziarie, sulla base delle indicazioni che arriveranno da Bruxelles. Quello che conta, sottolinea il portavoce di Rehn, è ridare fiducia all’economia, progredendo su tre fronti; consolidamento fiscale, sanamento del sistema finanziario e privatizzazione delle principali società statali.

Per quanto riguarda le previsioni rese note ieri dall’ufficio per le analisi macroeconomiche e lo sviluppo, il portavoce di Rehn ha detto che la Commissione europea pubblicherà le proprie previsioni autunnali il prossimo 5 novembre; in quell’occasione terrà conto di entrambi i bilanci preparati dal governo e di tutti gli altri provvedimenti fiscali e strutturali. Nessun commento alle voci di un possibile programma di aiuti alla Slovenia.

Da segnalare in proposito che è in missione a Lubiana una delegazione della Commissione europea e della BCE per verifiche sull’attuazione delle riforme macroeconomiche; si tratta di una missione tecnica – assicurano fonti dell’UE, – assolutamente non legata all’ipotesi di richieste d’aiuto slovene all’estero.

Ma gli occhi ora sono puntati soprattutto sulla missione a Lubiana di una delegazione della Commissione europea, composta da rappresentanti per gli affari economici e monetari. Al centro degli incontri anche la questione del reddito minimo garantito e di altri interventi in materia di politica sociale, tutti però strettamente legati alla situazione economica del paese.

Alla domanda se la Slovenia debba ricorrere agli aiuti del meccanismo europeo di stabilità, detto anche fondo salvastati, il ministro Mrak Kopač – come riporta Radio Capodistria – ha detto di non averne discusso con il commissario Andor e di non voler fare congetture. Il ministro ha confermato che entro l’anno sarà pronto lo schema di garanzia per i giovani, elemento chiave per combattere la disoccupazione in questa fascia della popolazione attiva. Il quadro finanziario non è stato ancora definito. La Slovenia conta comunque sui fondi europei per incentivare l’occupazione. Sono in ballo 8 milioni di euro circa.

Lubiana è stata inserita all’ultimo momento nello schema di garanzia europeo, che prevede stanziamenti a quei Paesi che hanno aree con una disoccupazione giovanile superiore al 25 p.c. I fondi previsti dal bilancio comunitario 2014-2020 andranno dai 6 agli 8 miliardi di euro. Si è recato intanto in missione a Bruxelles – come sottolinea Radio Capodistria -, il ministro del Lavoro, della Famiglia, degli Affari sociali e delle Pari opportunità, Anja Kopač Mrak. Nella capitale belga ha avuto colloqui con il commissario europeo alla Politica occupazionale e agli Affari sociali, Laszlo Andor.

Si è trattato di un’occasione per parlare di riforme e politica sociale. Si è discusso anche di disoccupazione giovanile. Il ministro ha ribadito che il problema chiave per la Slovenia è il sistema bancario, non le riforme che riguardano direttamente il suo dicastero.

(fonte “la Voce del Popolo” 3 ottobre 2013)

 

 

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