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Cultura e arte giuliano-dalmate nel Lazio – 04apr13

Quest’anno l’attività presso l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Michelangelo Buonarroti” di Frascati organizzata dall’Associazione per la Cultura Fiumana, istriana e dalmata nel Lazio per il Giorno del Ricordo, poiché il 10 Febbraio era domenica è stata strutturata in modo diverso. Si sono organizzati tre incontri con l’autore , uno legato all’Istria, uno a Fiume e uno alla Dalmazia in modo da poter parlare della cultura e delle tradizioni italiane di quelle terre, più che dei soli eventi bellici e postbellici del Novecento.

Il primo incontro è avvenuto il 16 marzo con Liliana Martissa che, collo pseudonimo di F. Milli, ha scritto il romanzo Straniero ambientato nei periodi delle due guerre mondiali in Istria e in particolare a Montona d’Istria oltre che in altre località oggi in Slovenia e e Croazia. È stato preso lo spunto da questo fatto per allargare la visuale su tutta la civiltà culturale italiana d’epoca invitando a partecipare il Maestro Paola Ghigo, docente al Conservatorio di Frosinone che, dopo la prima fase dell’incontro con l’Istria, ben inquadrato anche storicamente e geograficamente dalla stessa Martissa, ha illustrato il contributo alla storia della musica degli istriani e in particolare del montonese Andrea Antico di cui ha suonato alcuni brani sul clavicembalo da lei appositamente portato nell’Aula Magna della scuola.

L’intervento della musicista , esperta di storia della musica, è stato molto ben accettato dal pubblico formato principalmente da quattro classi del corso ragionieri che partecipano al progetto leggendo i libri di cui si parla negli incontri. Anzi, una allieva della prof.ssa Maria Fondi Ema Firtade, di origine rumena, ha illustrato il contenuto e la trama del testo da lei letto e amato particolarmente. Alcuni allievi hanno anche posto le domande per comprendere bene il perché dell’ambientazione di questo testo e così si son potute vedere le immagini di tutte le località menzionate nel testo, Capodistria, Portole ecc.

A conclusione Eufemia Giuliana Budicin ha illustrato il contributo artistico italiano all’Istria parlando in modo approfondito di Palladio e della famiglia Polesini di Montona che gli aveva commissionato il duomo di Santo Stefano, il Castello della città e la villa di campagna a San Giovanni della Cisterna, dagli splendidi portico e scalinata. Già nel 1300, l’importantissima famiglia istroveneta dei Barbo, (quella di papa Paolo II) aveva fatto affrescare la chiesetta cimiteriale di Raccotole di Montona da un seguage di Giotto, forse Tommaso da Modena. Si tratta delle store di San Nicolò e rimangono i più begli affreschi istriani, di cui solo tre riquadri sono chiaramente visibili. Pur in deplorevole stato di abbandono, rappresentano una testimonianza ulteriore dell’appartenenza dell’Istria all’arte italiana. Un’allieva ha chiesto perché le opere illustrate non sono tutelate e conservate come lo meriterebbero e le si è fatto notare che in Istria i restauri sono selettivi non in base all’importanza artistica ma secondo la presunta appartenenza alla cultura degli attuali stati dominanti.

Moderatrice dell’incontro è stata la prof.ssa Mirella Tribioli, presente anche la docente zaratina Maria Luisa Botteri, perno e anima di tutta l’iniziativa.

Gli altri incontri, programmati per aprile, saranno con Lucio Toth e il suo romanzo Spiridione Lascarich Alfiere della Serenissima, ambientato all’epoca della Repubblica di Venezia, che consentirà di illustrare com’era a quei tempi la Dalmazia felicemente inserita nella storia di Venezia e Diego Zandel con il suo I confini dell’odio, che illustrerà il destino di Fiume alla fine del secolo scorso.

E. G. B.

 

 

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