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ANVGD Barletta sul 4 novembre (Gazzetta Mezzogiorno 04 nov)

BARLETTA. «In occasione del 4 novembre e doveroso ricordare tutti coloro (compresi gli eroi barlettani) che si immolarono per la Patria, sacrificando la loro giovane vita, contribuendo cosi a portare a compimento l'unificazione nazionale e portando il territorio al suo naturale confine con il congiungimento delle terre giuliano-daImate strappate successivamente all’Italia dalla infausta 2' guerra mondiale».

Così il prof. Giuseppe Dicuonzo, referente per la provincia di Barletta-Andria-Trani dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e DaImazia. <<Durante gli anni della 1a guerra mondiale – aggiunge Dicuonzo – Barletta, come tutte le città dell'assolata valle dell'Ofanto (territorio dell'attuale provincia di Barletta-Andria-Trani), fu presente in massa. In onore della nostra città, fu costituita la "Brigata Barletta" che si distinse in tutte le operazioni di guerra dell'ltalia Nord-Orientale e, in particolare, su tutto il Carso. E' altresì lodevole il contributo di Barletta per aver immolato sui fronte di guerra centinaia di caduti. Come dimenticare il sergente dei bersaglieri Giuseppe Carli, 1° medaglia d'oro, caduto eroicamente sul Carso il 10 giugno del 1915?

Ma ricordiamo anche Severino Merli, medaglia d'argento ed ancora Raffaele Damato medaglia di bronzo, nonché i tanti decorati ufficiali superstiti quali Ettore Casardi, Camillo Esperti, Alberto Vista, Pietro Reichlin, Michele Lamacchia; tutti i ragazzi del "99" e tantissimi altri, anch'essi eroi, che ragioni contingenti, non mi consentono di nominare>>.

E poi: <<Mai il concetto di Patria, per la quale si ricordano i nomi dei suoi figli caduti e sempre quello del 19150 e inteso diversamente o addirittura sconosciuto dalle nuove generazioni? Per noi esuli istriani e daImati la patria e quella di sempre, ed e ciò che ci e rimasto. Noi che siamo stati depredati della nostra identità, perché costretti all'esilio, vorremmo che il martirio dei caduti rimanesse indelebile nella storia ad esempio luminoso per le nuove generazioni. Chi oggi vuole rivedere la storia si ricordi di fermarsi presso i cippi dei martiri di ogni schiera e di meditare perche la memoria non è patrimonio esclusivo di questo o di quello schieramento politico, bensì è parte integrante della gloriosa veste storica di tutta la nazione.

E' con questo animo che voglio unirmi ai sentimenti dell'intera nazione per esternare il mio affetto e la mia stima per le nostre forze armate, impegnate oggi in Patria per assicurare l'ordine e la legalità ed all'estero in missioni di pace».

Conclusione: “Questa data deve continuare anche nel futuro ad essere in tutti noi un sacro momento di riflessione che possa trasmettere alle nuove generazioni sentimenti di sviluppo culturale, civile e sociale importante per quel percorso di pacificazione tra tutti gli Stati dell' Europa e del mondo intero”.

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