26 ottobre 1954, la gioia di Trieste, la disperazione dell’Istria

26 ottobre 1954, a Trieste piove, piove tanto e soffia la Bora.
Ma dal cuor della notte in città c’è un gran fermento.
Dormono solo i bambini piccoli.
Trieste torna italiana!
Trieste di nuovo italiana!
Avevo 13 anni. Con la mia mamma e la mia sorellina di 10 eravamo in Piazza Unità che da quel giorno è Piazza Unità d’Italia.
Non si può tenere gli ombrelli aperti, impossibile.
Ma che importa?
Siamo decine e decine di migliaia di persone: grandi piccoli vecchi.
Bagnati fradici commossi felici…
Non è solo la pioggia che ci bagna il volto: molti piangono di gioia, gridano, si accalcano..,
Le mamme e i papà sollevano tra le braccia i loro figli: devono vedere i bersaglieri che arrivano e sfilano sui camion.
Sono i bersaglieri del 3 novembre 1918, dell’Audace
Sono i bersaglieri che, correndo, suonano … è un delirio: tutti cantano e piangono.
Tra quelle decine e decine di migliaia di persone il mio papà non c’è.
È rimasto a casa. Anche se è giovane.
Anche papà piange, ma di dolore.
Sa che da oggi si deve smettere di sperare.
Quella debole speranza che ha, abbiamo tutti, avuto si è spenta.
Da oggi il mio papà, gli esuli non sperano più.
Sappiamo che non torneremo a casa, mai più.
Quella fiammella, sempre più debole, si è spenta.
L’ossigeno della speranza si è consumato.
Ma Trieste è salva, è di nuovo, ancora italiana.

Anna Maria Crasti
Anvgd Milano


Rubrica “Lettori del Piccolo da 140 anni” a cura del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e del Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata.


Il Piccolo – 26/10/2021

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