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18mila euro per salvare l’Erma della Terza Armata (Il Piccolo 21 set)

È l’unica testimonianza ancora presente dell’immane progetto che avrebbe dovuto elevare a zona sacra, partendo da San Giovanni di Duino, l’intero territorio carsico isontino, oggetto di aspre e sanguinose battaglie nella Prima guerra. E proprio in vista delle celebrazioni per il centenario dallo scoppio dell’evento bellico le associazioni di Duino Aurisina, con capofila il Lions club, stanno unendo le forze per avviare il suo recupero entro il 2014, sottraendo così un monumento ferito dal tempo all’attuale degrado. È, insomma, un “salviamo l’Erma della Terza Armata”, quello lanciato dal mondo del volontariato.

 

La storia dell’Erma, situata a monte della statale 14, al bivio con la 55, è sconosciuta ai più, ma non per questo priva di fascino, come si evince dalla relazione dell’architetto Silvio Stok, incaricato del progetto di riqualificazione. Eretta a San Giovanni, su un robusto fortino in calcestruzzo della linea difensiva austroungarica, che respinse i reiterati attacchi italiani del giugno 1917 (la decima battaglia dell’Isonzo), l’Erma della Terza Armata è raggiungibile dalla vicina chiesa. Il 3 giugno di quell’anno la truppe avanzate italiane erano schierate sulla destra orografica del Timavo e nelle case occidentali del borgo, a circa 100 metri di distanza.

 

«È verosimile – spiega Stok – che la posizione austroungarica sia stata presa dalle truppe italiane e successivamente persa durante i sanguinosi attacchi e contrattacchi di quei giorni. L’Erma venne realizzata nel primo dopoguerra, probabilmente negli anni ‘20, dall’Ufficio strade 7ª sezione del comando Terza Armata. Queste unità operative per diversi anni lavorarono al ripristino, ricostruzione e miglioramento delle infrastrutture civili danneggiate dal conflitto». Posto in posizione dominante, il manufatto in pietra ammonisce i viandanti: “Rispettate il campo della morte e della gloria”.

 

Come detto, in origine voleva essere un “portale d’accesso” ai campi di battaglia del Carso. Il progetto, rivelatosi poi insostenibile, fu ridimensionato. Oggi per sistemare il monumento ci vorrebbero 18mila euro. E il progetto di recupero parte dal Villaggio del Pescatore, dove si terrà la presentazione ufficiale dell’iniziativa nel corso di “Vele bianche pesce azzurro” (sabato 29 settembre alle 17.30), da parte della sezione di Duino Aurisina dei Lions, del gruppo Ermada Flavio Vidonis, dell’Ajser 2000 e degli altri sodalizi aderenti, tra cui anche l’Associazione nazionale alpini di Trieste. Ai primi di settembre è stato infatti presentato al Comune, proprietario del bene, la richiesta ufficiale per l’avvio del recupero, ottenendo un primo via libera. L’obiettivo è quello di creare intanto un fondo per coprire le spese di sistemazione. La struttura portante, che consiste in un parallelepipedo completamente rivestito in blocchi di pietra, con ai fianchi due altorilievi (fiaccola e gladio), risulta integra.

 

Ma le infiltrazioni hanno allentato i blocchi e iniziato a sfaldarne alcuni. Il cordolo di base risulta divelto da radici di arbusti già tagliati. E dunque andrebbe svolta innanzitutto una manutenzione della copertura, la pulizia dei conci, quindi la stuccatura e sigillatura, il consolidamento e rifacimento in pietra, nonché la ricolorazione delle scritte. Servono, però, 18mila euro. La caccia ai fondi è aperta.

 

Tiziana Carpinelli

“Il Piccolo” 21 settembre 2012

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