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18 lug – Morto il chimico alimentare zaratino Antonio Valenti

Mestre ha dato l’addio ad Antonio Valenti, il chimico alimentare e cosmetologo, morto martedì scorso all’ospedale Dell’Angelo all’età di 89 anni per un improvviso problema cardiaco. Conosciutissimo e molto stimato in città, padre di 10 figli com’è insolito trovare nelle famiglie moderne, è stato protagonista di alcuni celebri episodi. Su tutti la circostanza di aver curato l’acne da cerone della famosa attrice statunitense Rita Hayworth prima che questa sposasse il figlio dell’Agha Khan, il capo spirituale degli ismaeliti indiani, venuta appositamente a Padova alla metà degli anni Cinquanta per risolvere il problema che avrebbe anche potuto ostacolare le nozze.

Classe 1920, originario della Zara italiana, si era infatti laureato proprio nella città del Santo prima di trasferirsi a Mestre dove risiedeva con la moglie Maria di fronte la caserma Matter. Sono state tantissime le consulenze che ha prestato in giro per l’Italia e non soltanto, molti i traguardi professionali raggiunti. Valenti, tra l’altro, è stato il primo inventore in assoluto dello yogurt alla frutta studiando un’apposita formula che assicurasse la bontà del prodotto e allo stesso tempo la sua conservazione; inoltre, ha brevettato il dado granulare alla carne e alle verdure tanto in uso in tutte le cucine.

Fondatore della Dermatrophine, in città è stato per 30 anni, dal 1958 al 1978, direttore della farmacia dell’ospedale Umberto I e sempre, nel suo lavoro, ha cercato di testimoniare i valori che hanno governato la sua esistenza. Da tutti apprezzato per l’umanità e per l’umiltà, è stato uomo di fede impegnato in ambito ecclesiale nella parrocchia di appartenenza, al Villaggio Sartori, e in Duomo a San Lorenzo martire in piazza Ferretto dove strinse un fortissimo legame di amicizia con l’allora arciprete monsignor Valentino Vecchi.

Oggi i figli raccontano che dopo i primi mesi di matrimonio la moglie non riusciva a restare incinta, tanto che Valenti volle fare un pellegrinaggio ad Assisi e a Loreto chiedendo la grazia di diventare genitori. Da allora, tra il 1957 e il 1976, arrivarono sei femmine e quattro maschi e tutti insieme, nel 1996 40 anni dopo la celebrazione, sono tornati negli stessi luoghi a rendere grazie di un esito felice che con il tempo è proseguito con l’arrivo di ben 18 nipoti. I funerali sono celebrati a Mestre nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio dato che la Santissima Trinità non è agibile per restauro.

(fonte Alvise Sperandio su Il Gazzettino)

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