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Vigini dell’IRCI sui consolati da chiudere – 05ago13

Al Ministro degli Esteri Emma Bonino
Al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani

La chiusura dei Consolati italiani di Capodistria e di Spalato suscita in molti giuliani sconcerto e preoccupazione. Sono Consolati che rappresentano ora più che mai punti di riferimento insostituibili per i nostri connazionali in Slovenia e in Croazia. Non si tratta solo di un segnale di grave disinteresse nei loro confronti – unico caso di comunità autoctona fuori dai confini nazionali – perché adesso, qui, nei territori dell’alto Adriatico, l’Europa gioca una delle sue partite decisive e più che mai la presenza dell’Italia, con le sue sedi istituzionali è necessaria per guidare e non subire questi processi di integrazione.

La presenza dei Consolati in Istria e Dalmazia non è un interesse locale, ma italiano ed europeo perché riguarda opportunità e prospettive per i giovani delle varie componenti nazionali che abitano in quest’area e che possono aspirare finalmente a costruirsi un futuro comune.

Quella di eliminarli è una scelta inopportuna che non può rientrare in nessun modo in una logica di tagli indiscriminati e burocratici; sarebbe invece lungimirante rafforzare la loro azione anche istituendovi un codice di rappresentanza del partenariato europeo.

Confidando in una favorevole accoglienza delle nostre istanze, porgo i più cordiali saluti.

Chiara Vigini, Presidente dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata

Trieste, 1 agosto 2013

 

(da www.arcipelagoadriatico.it)

 

 

 

Chiara Vigini nella sede dell’IRCI a Trieste

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