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Via libera all’Euroregione, Trieste capitale (Il Piccolo 06 mar)

TRIESTE Un nuovo mattone verso la costruzione dell’Euroregione. La giunta regionale ha approvato, nell’ultima seduta, la bozza di statuto per l’istituzione del gruppo europeo di cooperazione territoriale “Euroregione Senza Confini” che avrà anche la denominazione tedesca “Euroregion Ohne Grenzen” visto che a comporre il nuovo soggetto, in una prima fase, saranno Friuli Venezia Giulia e Veneto e Carinzia. La giunta ha anche deciso di rinviare, come concordato nell’incontro Trilaterale che si è svolto il 17 novembre scorso a Venezia, l’approvazione della bozza di Convenzione ad un successivo scambio di note tra le Presidenze delle regioni interessate. Trieste, come stabilito nell’incontro trilaterale di Duino del novembre del 2007, sarà la capitale dell’Euroregione che al momento si trova ancora senza l’adesione della Slovenia (o delle regioni che saranno individuate) e delle contee litoraneo-montana e istriana della Croazia. «L’adesione di nuovi componenti – recita la bozza di statuto – viene decisa dall’Assemblea con deliberazione da assumere all’unanimità». Il Gect, è scritto ancora nel documento già approvato a dicembre dal Veneto, «è costituito al fine di favorire lo sviluppo equilibrato, sostenibile e duraturo nonché l’integrazione e la coesione economica, sociale e culturale del territorio, nella prospettiva di rafforzare la coesione tra i cittadini e i territori, e la competitività dell’intera area». Il Gect avrà una durata di trent’anni, rinnovabili, e sarà presieduto a rotazione da uno dei presidenti delle regioni coinvolte che durerà in carica tre anni.

L’organismo avrà una dotazione finanziaria iniziale di 300 mila euro equamente versati dalle regioni fondatrici. Diversi i settori di collaborazione individuati nella bozza di statuto: dall’imprenditoria (con particolare interesse per piccole e medie imprese, turismo, commercio, agricoltura, formazione e sport) alla gestione congiunta delle risorse naturali (in particolare nella gestione dei rifiuti) e culturali, dal rafforzamento dei collegamenti tra aree urbane e rurali al miglioramento delle reti e dei servizi di trasporto e di comunicazione, dalla creazione di reti di conoscenza tra scuole, centri di ricerca e università allo sviluppo di iniziative congiunte nel settore sociale e sanitario.

Roberto Urizio

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