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Univ. Popolare Trieste: 110 anni di corsi (Il Piccolo 30 nov)

di ELISA COLONI

Nella delibera istitutiva, approvata dal Consiglio comunale nel lontano 1899, era ben specificata la mission di quello che sarebbe diventato uno dei più longevi enti culturali cittadini: «rispondere al bisogno sentito dalle masse di una maggiore cultura generale». È per soddisfare questa esigenza che, nella Trieste asburgica di fine Ottocento cui Vienna vietava l’istituzione di un’Università degli studi, nacque l’Università Popolare. Una realtà che pochi anni dopo, il 2 dicembre del 1900, iniziò la sua attività didattica rivolta alla popolazione, con l’obiettivo di istruire anche le classi sociali meno abbienti e mantenere vivo il fuoco patriottico in questa frangia dell’Impero.

I 110 ANNI DI ATTIVITÀ Da quella prima lezione pubblica sono trascorsi 110 anni. Nel frattempo Trieste ha vissuto due Guerre mondiali, l’annessione al Regno d’Italia, il distacco, il Governo alleato e il ritorno definitivo. La storia della città è stata messa sottosopra più e più volte, ma l’Università Popolare non è mai cambiata. O meglio, sono cambiati gli strumenti della didattica, sono cambiati i corsi, è cambiato l’approccio agli iscritti, ma la filosofia che ne sta alla base è rimasta la stessa: dare la possibilità a tutti di seguire cicli di lezioni di qualsiasi genere, e mantenere viva la cultura e la lingua italiana, non più a Trieste, che italiana lo è diventata, ma in Istria, Quarnero e Dalmazia, che dopo il Secondo conflitto mondiale non lo sono stati formalmente più.

LA CERIMONIA DI GIOVEDì Giovedì, 2 dicembre, l’ente morale triestino festeggerà i 110 anni della sua attività, con una cerimonia che si terrà lì dove tutto è nato, più di un secolo fa: il Consiglio comunale. Ieri, durante un incontro in Municipio, il presidente dell’Assemblea consiliare Sergio Pacor e il presidente dell’Università popolare di Trieste Silvio Delbello hanno ripercorso le tappe fondamentali dell’evoluzione di questa istituzione culturale triestina, e presentato la cerimonia che si svolgerà appunto giovedì nella sala del Consiglio comunale, a partire dalle 11 (i dettagli nell’articolo in basso).

CORSI ED EVENTI CULTURALI Se si escludono le interruzioni forzate nella prima metà del secolo scorso, dovute allo scoppio delle guerre e al black out fascista, l’Università Popolare ha sempre tirato dritto per la sua strada. E oggi, dal suo quartier generale di piazza Ponterosso, opera seguendo un doppio binario: da una parte offre, a Trieste e provincia, corsi di lingue straniere e d’arte, di sport e ginnastica, rivolti a persone di tutte le età; e inoltre organizza premi ed eventi culturali. Dall’altra parte opera, di concerto con l’Unione italiana, per mantenere viva la cultura e la lingua italiana in Istria, Quarnero e Dalmazia, attraverso la concessione di borse di studio, organizzando mostre, conferenze e concerti, premi letterari e musicali, gite, colonie estive; ma anche e soprattutto finanziando l’attività didattica svolta nelle 24 scuole italiane disseminate in queste terre.

LA STORIA DELL’ENTE La sua storia si lega a filo doppio a quella della città. Diventata un’associazione autonoma nel 1924, l’Università Popolare si inserì nell’ambito della Lega Nazionale nel 1947. Nel 1954, con il ritorno di Trieste all’Italia, venne riconosciuta ente morale culturale di istruzione. Un giro di boa importante nella sua storia risale ai primi anni Sessanta, quando i vertici di allora presero contatto con le comunità italiane dell’Istria, rendendosi conto del loro bisogno di un rapporto stabile con la cultura del Paese di origine. Partirono così i primi rapporti di collaborazione con l’Unione degli italiani d’Istria e di Fiume, e gradualmente la presenza dell’Università Popolare in queste terre divenne assidua, con corsi, conferenze, l’avvio di scuole, l’apertura di biblioteche. Questa attività venne riconosiuta dal ministero degli Affari esteri, che ancora oggi è il principale finanziatore dell’ente.

I FINANZIAMENTI Finanziamenti che servono non solo all’organizzazione dell’attività didattica in Istria, Quarnero e Dalmazia, all’acquisto di molti libri di testo e materiale vario per gli studenti che frequentano le scuole italiane, alla realizzazione di eventi culturali (come il premio d’arte ”Istria nobilissima” e l’ex tempore di Grisignana), ma anche per costruire e ristrutturare scuole, biblioteche, archivi e sedi delle comunità. Università Popolare e Unione degli italiani operano fianco a fianco a sostegno del gruppo etnico italiano residente nelle Repubbliche di Slovenia e Croazia.

«Per i corsi che si tengono a Trieste e provincia ci autofinanziamo con la tassa di iscrizione e grazie alle donazioni private – spiega il presidente dell’Università Popolare Silvio Delbello -. Invece i finanziamenti che riceviamo vengono utilizzati per le attività che svolgiamto al di fuori dei confini nazionali. La Regione stanzia per l’Università popolare 1 milione di euro l’anno – continua Delbello – mentre il ministero degli Affari esteri 6,5 milioni, di cui 5 vengono erogati attraverso la leggge 19 del ’91, e sono utilizzati per investimenti di tipo immobiliare, come l’acquisto di immobili e le ristrutturazioni. Anche noi abbiamo visto ridotti i finanziamenti negli ultimi anni: nel 2009 sono stati tagliati del 20%, poi in parte recuperati quest’anno. Purtroppo, per il 2011, già si parla di ulteriori restringimenti delle risorse, ma mi sto attivando – afferma ancora Silvio Delbello – affinché ciò non accada. Questi fondi sono, infatti, il principale veicolo per mantenere forte il legame con i tanti connazionali che vivono in Istria, Quarnero e Dalmazia, e impedire che la cultura e le tradioni italiane si perdano nel tempo».

IL PROGRAMMA Il programma che l’Università Popolare presenta ogni anno viene elaborato in accordo con l’Unione italiana e deve passare al vaglio di una commissione che fa capo al ministero degli Esteri.

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