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Triestino e bisiaco: dialetti tutelati per legge (Il Piccolo 04 feb)

di ROBERTO URIZIO

TRIESTE È il giorno dei dialetti. Dopo friulano, sloveno e tedesco, lingue minoritarie riconosciute dalla legge nazionale, anche le parlate di origine veneta avranno la loro norma. Triestino, bisiaco, gradese, maranese, muggesano, liventino, il veneto parlato in Istria e Dalmazia e quello goriziano, udinese e pordenonese sono inseriti nella norma che oggi il Consiglio dovrebbe approvare e che nasce da tre proposte di legge distinte portate avanti da Piero Camber (Pdl), Federico Razzini (Lega) e Pietro Colussi (Cittadini). Sorprese non dovrebbero essercene visto che il provvedimento è ampiamente condiviso e, nel settembre scorso, ha ottenuto il voto unanime della sesta Commissione. Il problema semmai potrebbe riguardare la copertura finanziaria: «Risorse non ce ne sono» precisa l’assessore regionale Roberto Molinaro, sottolineando come una precisa copertura sarà verosimilmente quantificata nelle variazioni di bilancio, visto che prima andranno approvati i regolamenti attuativi della legge. Tuttavia le risorse dedicate alla decina di dialetti sotto tutela non andranno molto lontane dai 100mila euro che sono previsti per la tutela e la valorizzazione del tedesco.

La proposta di legge che oggi approda in aula attribuisce alla Regione il compito di individuare con un programma triennale una serie di interventi per la valorizzazione dei dialetti di origine veneta. Viene inoltre costituito un Comitato composto da esperti in dialetti cui spettano funzioni consultive, di proposta e di valutazione delle iniziative. Il testo prevede interventi su cinque direttrici che comprendono anche il raccordo con le comunità venetofone presenti in altre regioni italiane o all’estero, in particolare in Slovenia e Croazia: si parla in particolare di studi e ricerche, cultura e spettacoli, comunicazione, istruzione, toponomastica e cartellonistica. Nel settore degli studi si prevede il sostegno a ricerche nel campo etno-antropologico, a convegni e seminari, a concorsi, premi e borse di studio oltre alla conservazione del patrimonio dialettale che avrà come punto di riferimento la Biblioteca Attilio Hortis di Trieste. Sul piano culturale e dello spettacolo sono previsti interventi di promozione e sostegno per iniziative editoriali, discografiche, audiovisive, musicali e teatrali (compresa l’organizzazione di festival), mentre nel settore della comunicazione si pensa alla diffusione di trasmissioni televisive e radiofoniche e alla stampa di giornali e periodici. Nelle scuole, l’obiettivo è quello di stimolare, nell’ambito dell’autonomia scolastica, progetti didattici per la conoscenza dei dialetti ma anche della storia e delle tradizioni locali. Infine per la toponomastica, si prevedono interventi per ricerche promosse dai Comuni, anche in collaborazione con le Università, e il sostegno da parte di soggetti pubblici e privati che intendano realizzare insegne pubbliche in dialetto.

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