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Trieste, Teatro romano, rovine in rovina – 02lug13

In epoca romantica i viaggiatori del Nord Europa scendevano in Italia per il Grand Tour con il sogno di aggirarsi tra affascinanti rovine in stato di abbandono. Lo sventurato Teatro romano di Trieste consente ancora oggi ai tanti turisti provenienti dalla Germania e dall’Austria di sentirsi un po’ come Goethe nel celebre quadro di Tischbein, che ritrae il grande intellettuale adagiato davanti a uno sfondo di antichità romane in disfacimento. Se ci si apposta per una mattinata davanti al monumento, che in epoca romana delimitava il fronte mare di Tergeste, si può notare come il Teatro sia nonostante tutto uno dei principali punti di forza della vocazione turistica cittadina. Malgrado un cantiere ancora aperto (mancano i soldi) e pozze d’acqua dove sguazzano girini e rospi.

Coppie e famiglie, italiane e straniere, si avvicinano alla ringhiera stringendo in mano la cartina della città e la macchina fotografica. Le reazioni sono diverse: comprensive quelle degli italiani – all’insegna del “mal comune, mezzo gaudio” -, più incredule ma comunque affettuose quelle degli stranieri.

Alessandro Pisetta e Monica Carmen vengono rispettivamente da Trento e Bolzano: sono soddisfatti della loro vacanza triestina, ma pensano ci sia ancora «molto lavoro da fare». «Siamo contenti di essere qui, Trieste è molto accogliente – spiega Monica -. Però ci sono tanti interventi da realizzare. Questo monumento è un buon esempio, ma anche l’immensa area del Porto vecchio potrebbe diventare un’incredibile attrattiva turistica. E’ così bella». Alessandro fa un paragone con casa sua: «Se questa bellissima città avesse i soldi di Trento o Bolzano spettacoli simili non si vedrebbero – dice -. Stavo appunto riflettendo su questo: in pieno centro ci sono molti edifici storici che hanno bisogno di restauro. Da noi non ci sono più da decenni. Probabilmente in futuro anche Trieste sarà così».

La signora Alba è venuta invece da Verona assieme al marito: «L’ideale sarebbe offrire ai turisti ambienti in condizioni tali da essere apprezzati. Purtroppo simili casi di degrado esistono qui come a Verona, e sono deprimenti – dice mentre getta uno sguardo alle rovine -. Certo, data la situazione economica in Italia, non è facile valorizzare. Eppure bisogna farlo. E’ anche una questione di rispetto». Alba sottolinea però che Trieste non è soltanto questo: «Ho assistito all’inaugurazione di una nave da crociera e alla grande festa che è seguita nelle strade, mi è piaciuta tantissimo». Staehlin è invece una turista che dalla principesca Zurigo ha deciso di venire a scoprire l’estremo oriente italiano: «Sono appena arrivata in traghetto da Muggia – dice – e non ho ancora avuto il tempo di farmi un’idea complessiva della città. Però ho scelto di venire qui proprio perché sono interessata all’architettura di tutti i periodi, dall’età romana agli Asburgo».

Il declino del Teatro romano sarebbe possibile in Svizzera? «No – risponde -, ma perché noi di monumenti così non ne abbiamo. Ci manca la storia». Anche Kathrin e Sven, una giovane coppia tedesca, non negano la fascinazione che Trieste esercita su di loro: «Ma dovreste prendervi cura dei vostri gioielli», spiega la ragazza mentre scatta delle foto al Teatro.

Infine incontriamo Paolo, Raffaella e la loro figlia Giulia. Sono una famiglia milanese che lascia ben sperare per il futuro turistico della città: «E’ la terza volta in dieci mesi che veniamo a Trieste – raccontano -. Ci piace la città, il suo stile di vita, la cortesia delle persone. L’altro giorno un passante c’ha visti con la cartina in mano e si è fermato a darci informazioni: a Milano queste gentilezze te le sogni». Il teatro romano? «Sarebbe bello poterlo visitare meglio, magari poter entrare. Ma con la crisi che c’è in Italia cose così se ne vedono dappertutto».

Giovanni Tomasin
www.ilpiccolo.it 27 giugno 2013

 

 

 

Trieste, un bosco incombe sul teatro romano (foto www.ilpiccolo.it)

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