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Trieste: inaugurata “La Bancarella”, l’intervento di Toth

Si sono quindi aperte le porte del Salone degli Incanti sulle numerose proposte del Secondo Salone del Libro dell’Adriatico orientale. La Bancarella è stata salutata ieri mattina dalla presenza di diversi esponenti delle principali istituzioni che hanno fatto parte del progetto. Sul palco, preceduti da Renzo Codarin, presidente del CDM, che ha fatto anche da moderatore, si sono alternati il senatore Lucio Toth, l’assessore alla Cultura del Comune di Trieste Massimo Greco, Grazia Tatò, dell’Archivio di Stato, Luciano Lago, direttore dell’Università Popolare di Trieste, Livio Dorigo, del Circolo Istria, Renzo de’ Vidovich, dell’Associazione Rustia Traine, Silvio Delbello, dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriana, Giangiacomo Martines, soprintendente BAPPS ad Arezzo, (presente oggi in quanto all’epoca operava nella stessa istituzione a Trieste, partecipando alla mostra e alla redazione del catalogo sulle Casite), il Segretario generale della Fondazione CRT Paolo Santangelo e il Prefetto di Trieste, Giovanni Balsamo.

Riassumendo un po’ le parole di tutti i presenti, si è respirata nell’aria un’atmosfera particolare che rappresenta  anche una nuova modalità di veicolare una tematica, sostenendo i propri argomenti culturali e lasciandoli circolare il più possibile ad un pubblico eterogeneo. Sostanziali in questo senso le parole del senatore Lucio Toth, che nel suo intervento ha specificato: “Quanto è stato scritto dall’editoria italiana e straniera su questo arcipelago Adriatico, così fortemente influenzato dalla tradizione latina e veneta, ha così l’occasione di essere conosciuto non solo a Trieste, ma anche in Italia, in Europa e ovviamente, nei paesi contermini al nostro. La presenza di tante diverse iniziative, che spaziano dalla letteratura al teatro, alla musica, alla pittura, al cinema, alle favole e, fattore molto importante, all’architettura, che nella mostra sulle Casite , (nella sezione in parte presentata per la seconda volta ieri a La bancarella ndr.) trovano un’ideale rappresentazione di quella universalità culturale che in casi come questi, è incentrata sulla condivisione di una tradizione” . Toth ha quindi concluso dicendo – “Costruzioni come quelle qui proposte ci accomunano anche ad altre zone del Mediterraneo, come nel caso dei trulli pugliesi e dei diversi rustici riscontrati nelle terre bagnate, più in generale, dall’Adriatico. Si ritorna così all’epoca Micenea o ai nuraghi sardi, passando dall’universale al particolare, e contrapponendosi, contemporaneamente, a quel relativismo senza forma che disperde, per incontrarsi, invece, in un particolarismo che accomuna. L’identità, infatti, non è divisione, ma è confronto e possibilmente, vicinanza”.

dal sito www.arcipelagoadriatico.it

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