08.10.2026 – C’era persino Monsignor Sandro Salvucci, arcivescovo di Pesaro, al Trekking del Ricordo in onore di padre Damiani, svoltosi a Udine il 19 settembre 2026, con l’ANVGD. Nato a Pesaro il 1° gennaio 1910 e ivi deceduto il 2 giugno 1997, padre Pietro Calvino Damiani fu uomo di forte fede, bravo educatore e “padre” nobile di una moltitudine di ragazzi italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia in parte orfani, sradicati dai tragici eventi post bellici e fuggiti dalle violenze jugoslave.
Figlio di Pietro ed Evelina Olmeda, suo papà era infermiere all’ospedale psichiatrico. Di spirito mazziniano, impose al figlio il nome di Calvino, come un contestatore onesto. Il padre morì di spagnola nel 1918. La mamma si risposò e Calvino crebbe con la nonna Vittoria. Più fonti citano le migliaia di giovani ospitati a Pesaro nel Collegio “Riccardo Zandonai”, dal 1946 al 1977, da lui fondato. Con vari finanziamenti e, con l’aiuto degli Alleati, alla fine di luglio 1946 una colonna di automezzi da Udine fu in viaggio verso Pesaro per trasportare gli arredi del nascente Collegio.
È stato Bruno Bonetti, Vice presidente del Comitato provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, a portare il saluto del sodalizio, alla partenza della camminata, poi il cicerone Elio Varutti ha illustrato i luoghi cittadini dove passò e operò padre Damiani. Fuori itinerario è stato descritto il Villaggio metallico di Via Monte Sei Busi (1947-1956, ora campo Rom). Don Damiani vi fu cappellano dal 1945. Era il Campo n. 285, gestito dagli Alleati, attivo fino al 1948. Diceva messa ogni mattina alle ore 7. Oltre 500 mila furono i transiti tra reduci e esuli. Era noto come il CRP di Via Gorizia.

Tra il gruppo dei 18 camminatori c’erano molti pesaresi, giunti per l’occasione, come Francesco Bartolucci, presidente dell’Associazione San Terenzio, che oggi gestisce la Casa Damiani a Pesaro. C’erano poi Mons. Vincenzo Catani, teologo dell’Arcidiocesi di Pesaro, Lorenzo Rovis, presidente emerito dell’Associazione delle Comunità Istriane, di Trieste, Antonio Schiavulli, direttore del mensile “La nuova Voce Giuliana” e altri oriundi d’Istria, Fiume e Dalmazia. Oltre a vedere il Liceo classico “J. Stellini”, dove vari esuli furono docenti o allievi, è stato menzionato il Liceo “G. Marinelli”, dove don Damiani insegnò Religione.
È stata visitata piazza Libertà, con le architetture gotico fiorite in pietra d’Istria e il Duomo, dove nel Settecento, lavorò come organaro il dalmata Pietro Nachini. Poi si è parlato della Confraternita degli Schiavoni, attiva sin dal Trecento. È stata visitata la Chiesa del Carmine, dove nei primi anni ’50 furono celebrati centinaia di matrimoni di profughi giuliano dalmati. Qui Mons. Catani, elogiando il quadro della Madonna col bambino dell’altare maggiore, ha fatto dei paralleli agli attenti visitatori con un’icona russa.
Oltre al Parco Martiri delle Foibe, il trekking ha toccato l’ex Centro smistamento profughi di via Pradamano, da dove passarono oltre 100 mila esuli fino alla sua chiusura, avvenuta nel 1960. Fu proprio in quelle camerate che padre Damiani, fino al 1958, passò a ritirare le domande di ammissione di centinaia di bambini nel suo collegio.
La comitiva, infine, accolta da Bruna Zuccolin, presidente dell’ANVGD di Udine, ha partecipato ad un pranzo istriano all’Osteria 51, preceduto da una preghiera condotta da Mons. Salvucci. Il gruppo di pesaresi, tra i quali c’era qualche bambino che fu collegiale di padre Damiani, si è trasferito a Trieste, per visitare, nel giorno seguente, la città, la chiesa di San Giusto e la Foiba di Basovizza.

Fonte: ANVGD Udine
