09.10.2026 – Lo scorso primo ottobre al Centro Culturale “Aldo Moro” di Cordenons (PN) si è tenuto l’incontro “1947-2027. L’esodo da Pola, 80 anni dopo nel racconto di chi c’era”, organizzato con il Comitato provinciale di Pordenone dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia all’interno della rassegna “Ascoltare, Leggere, Crescere” organizzata dall’Associazione Eventi e patrocinata dal Comune di Cordenons.
All’incontro sono intervenuti il Sindaco Andrea Delle Vedove e l’Assessore alla Cultura Loris Zancai Mucignat, sottolineando l’importanza di trasmettere il valore della memoria alle giovani generazioni ed il Presidente nazionale dell’ANVGD Renzo Codarin ha portato un messaggio di saluto, plaudendo all’iniziativa rivolta soprattutto agli studenti.

Una toccante testimonianza sui drammatici fatti della strage di Vergarolla (18 agosto 1946) e sull’esodo degli italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia è stata quindi fornita da Claudio Bronzin, che era su quella spiaggia il giorno della strage, ha abbandonato Pola sulla nave Toscana ed ha cominciato una nuova vita in esilio con la sua famiglia a Firenze.
Alle 14.10 ho sentito un colpo secco, tipo fucilata, proveniente dal punto dei nostri giochi e, tempo di alzare lo sguardo verso quella direzione, ho visto alzarsi verso il cielo una immensa colonna di fuoco, poi fumo e, un tremendo boato. Siamo stati subito colpiti da oggetti che ci cascavano addosso a pioggia. Ho preso per mano la mia cuginetta e siamo corsi da genitori dove mio padre stava accertandosi delle condizioni di mia madre che, unica in piedi al momento dell’esplosione, era stata investita dallo spostamento d’aria e scaraventata a una decina di metri. Era in stato interessante di sei mesi! Per fortuna, neanche un graffio!
Nella concitazione del momento, mio padre ci ha consegnati allo zio Anci ed immediatamente è corso verso il punto dell’ esplosione nelle pineta che stava ancora bruciando. Voleva cercare le sue sorelle Francesca e Rosmunda, la zia Gina, il nipote Mario che erano proprio nel punto dell’esplosione. La cugina Mirella si è salvata perché era venuta da noi!
Nella attesa del ritorno di mio padre, ho il ricordo un particolare che mai dimenticherò, mai. Il cielo si è riempito di un immenso stormo di gabbiani che, stridendo con dei sibili terrificanti, si buttavano ai nostri piedi, sugli alberi, nel mare anche aggredendosi fra loro.
Io, ragazzo, al momento ho pensato che quel loro comportamento era causato dalla loro paura per il boato dell’esplosione. Ma solo in seguito ho saputo la triste realtà perché infatti gli uccelli, se impauriti, scappano, volano via. Infatti quelli erano richiami e competizioni fra loro per banchettare sui brandelli di carne umana che, per la violenta esplosione, si erano sparsi dappertutto, anche a distanza.
Brandelli di carne umana finiti anche in mare e ovvio cibo per i pesci, tanto che a Pola per molto tempo nessuno ha mangiato pesce!
Un doveroso momento di ricordo per non dimenticare le pagine più dolorose della nostra storia che è stato guidato dalle domande e dagli interventi di Lucia Bellaspiga, giornalista e Presidente dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio.
