Studenti delle scuole italiane in Istria scoprono un frammento d’Istria a Roma

Dall’Istria in viaggio d’istruzione a Roma grazie al supporto dell’Unione Italiana e dell’Università Popolare di Trieste: per gli studenti delle classi dell’ultimo anno delle scuole superiori con lingua d’insegnamento italiana di Rovigno e di Buie si è trattata di un’occasione per scoprire anche uno spicchio di Adriatico alla periferia della capitale.

Nella mattinata di oggi, mercoledì 8 marzo, la comitiva di studenti e docenti, accompagnati dalla dirigente dell’Upt Fabiana Toffetti, ha infatti visitato il quartiere Giuliano-dalmata in analogia con quanto fatto il giorno prima dalla scolaresca preveniente dalla Scuola superiore italiana “Dante Alighieri” di Pola. Anche stamane a fare gli onori di casa c’erano una delegazione del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ed il Direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume Marino Micich.

L’itinerario si è snodato attraverso le tappe del museo diffuso che si va strutturando nelle vie di quello che è stato l’insediamento della comunità istriana, fiumana e dalmata a Roma sud: il cippo ai caduti giuliano-dalmati sulla via Laurentina, la visita al Museo fiumano, il pannello turistico con il Qr code esplicativo che introduce a Piazza Giuliani e Dalmati, vero e proprio fulcro del quartiere. Qui infatti si trovano il monumento di Colella all’Esule, nonché le mattonelle del Ricordo che definiscono la cartina geografica dell’Istria, del Carnaro e di Zara sul selciato davanti alla Chiesa di San Marco Evangelista in Agro Laurentino, anch’essa piena di riferimenti alle terre dell’Adriatico orientale, dal leone marciano che ne sovrasta la vela alle vetrate ed ai mosaici raffiguranti i santi patroni e gli stemmi delle province adriatiche (Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Zara).

Davanti alla colonna che sorregge la lupa bronzea di Roma donata dall’Urbe a Pola redenta dopo la Prima guerra mondiale e poi tornata indietro seguendo il flusso dell’Esodo, gli studenti dopo le spiegazioni della professoressa Donatella Schürzel (presidente dell’Anvgd Roma) e del professor Giorgio Marsan (vicepresidente provinciale Anvgd) hanno avuto la piacevole sorpresa di ricevere il saluto da due esuli istriani di prima generazione. L’albonese Giovanna Martinuzzi e Tullio Poretti, il quale è intervenuto in dialetto rovignese, hanno così voluto rivolgersi in maniera ancora più diretta alle nuove generazioni della comunità italiana autoctona, all’insegna di quell’unità che va ricompattandosi fra italiani delle due sponde del mare Adriatico.

«In queste due giornate l’Anvgd di Roma – ha evidenziato la professoressa Schürzel, che è anche vicepresidente vicario nazionale dell’associazione – ha ripreso ufficialmente dopo le interruzioni dovute alla pandemia gli ottimi rapporti con le istituzioni scolastiche della comunità italiana in Slovenia e Croazia: gemellaggi e scambi di studenti fra scuole hanno tradizionalmente contraddistinto i nostri buoni rapporti con le nostre terre di origine. Abbiamo visto gli studenti attenti ed emozionati, il ché ci incoraggia a perseverare nella nostra opera di ricomposizione dei rapporti tra le due componenti dell’italianità adriatica, dedicando particolare attenzione ai giovani. Gli incontri che abbiamo avuto con i docenti accompagnatori delle classi sono stati altresì preziosi per prendere contatto per altre future iniziative di reciproca conoscenza»

Lorenzo Salimbeni 

 

 

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