Slovenia. UI, Provincia Istria: «Unica versione accettabile»

PISINO | Un segnale, una presa di posizione, una mossa politica propositiva e senz’altro non polemica, ha premesso il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, introducendo il tema della costituzione, in Slovenia, di una provincia autonoma a Statuto speciale che includa il Comune Città di Capodistria e i Comuni di Pirano, Isola e Ancarano. Singolare coincidenza o forse no, la scelta della sede in cui si è tenuta la 18ª seduta dell’Assemblea dell’Unione Italiana è parsa molto in linea con il messaggio che si voleva lanciare sulla questione della futura realtà amministrativa slovena.
Riuniti ieri sera nella sala “Istria” della casa delle Rimembranze di Pisino, i consiglieri dell’UI hanno infatti dichiarato – con 27 sì, 10 astenuti e nessun contrario – che “Istra-Istria” è (appunto) la denominazione più appropriata per la nuova realtà amministrativa. Come ha fatto notare Tremul, se c’è una Štajerska, una Koruška, un Carso senza altre aggiunte, perché non ci potrebbe stare solo Istria, senza la specifica “slovena”? Istra-Istria è l’unica versione – così nella delibera – che raccoglie l’eredità che nel corso dei secoli ha nominato questo territorio, “un nome in cui le cittadine e i cittadini della regione si riconoscano e rappresenti l’identità complessiva dell’area e che, come tale, non può essere legato ad un’esclusiva componente etnica o nazionale, ma deve contenere in sé, in maniera riconoscibile, la pluralità culturale, etnica e linguistica che, nel corso dei Secoli, ha contribuito a forgiarne l’originale identità”, come recita la delibera approvata.

Tempo fa, l’Assemblea aveva già tentato di intavolare l’argomento, ma alla fine il punto era stato rimandato, con la richiesta di arrivare a un incontro tra i vertici dell’UI e i rappresentanti della Comunità Autogestita Costiera della Nazionalità italiana, anche per predisporre una documentazione comune. E proprio dalla CAN costiera è pervenuta una lettera, a firma del presidente Alberto Scheriani, in cui al presidente dell’Assemblea UI, Paolo Demarin (Sissano), si chiedeva di rinviare la discussione a un’altra seduta, anche perché i materiali sottoposti all’esame dei consiglieri sarebbero “parziali e non completi”, perché si starebbe facendo confusione.

Questione di rilevanza per la CNI

Il consigliere Gianclaudio Pellizzer si è invece detto “imbarazzato”, da cittadino croato, “a discutere su questioni territoriali” attinenti la Slovenia e ha ricordato l’impegno preso a concordare la materia con la CAN. Di parere opposto sia il presidente Demarin, il quale ha ribadito che “noi ci siamo sempre interessati di tutte le questioni che riguardano la CNI” a prescindere dalle barriere, dai confini, mentre il consigliere fiumano Moreno Vrancich si è augurato che l’UI affronti in futuro anche il tema della regionalizzazione in Croazia, quando ne verrà il momento, perché solamente “inserendo Fiume con l’Istria si potrà arrivare a un’estensione del bilinguismo”.
Per Gaetano Benčić (Torre), l’argomento è molto di pertinenza dell’UI, anche se vorrebbe che fosse anche di sostanza e non solo di nome, per fare un’area di dialogo che abbracci le tre realtà dell’Istria, quello italiano, quello sloveno e quello croato. “Non so se siamo pronti a questo ventaglio”, ha concluso Benčić. Tremul ha risposto di sì, che “possiamo fare un documento politico”, sul modello del Gect tra Gorizia e Nova Gorica, per una cooperazione territoriale transfrontaliera.

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Ilaria Rocchi
Fonte: La Voce del Popolo – 01/03/2022

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