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Roma Capitale annulla il Viaggio del Ricordo – 22gen14

 

Il comunicato stampa del Presidente Anvgd Antonio Ballarin

 

Mentre le più alte cariche dello Stato, Regioni, Province e Comuni si accingono a commemorare il Giorno del Ricordo, la cui legge istitutiva compie nel 2014 il suo decennale, il Comune di Roma – a quanto risulta dalla denuncia di alcuni consiglieri e da notizia apparsa sulle agenzie – si accinge ad approvare una delibera che prevede il ridimensionamento degli stanziamenti per il Viaggio della Memoria e addirittura la soppressione del Viaggio del Ricordo, istituito anni orsono dal Sindaco Walter Veltroni e proseguito annualmente con il suo successore Gianni Alemanno per condurre gli studenti delle scuole romane sui luoghi dei tragici eventi del Novecento.

 

Avevamo già registrato la scorsa estate segnali di insofferenza per la memoria dell’esodo giuliano-dalmato e degli eccidi delle Foibe, manifestati dal vicesindaco Nieri successivamente smentito da Ignazio Marino, che aveva invece confermato con esplicite parole la volontà di onorare «la memoria di quanto accadde». Perché «la tragedia delle Foibe, e quello che hanno dovuto subire gli esuli e i cittadini rimasti in Istria, Fiume e Dalmazia, è patrimonio di tutti, dell’Italia e degli Italiani a qualunque credo politico appartengano».

Ci allarma la dichiarazione resa dall’Assessore alla Scuola Alessandra Cattoi, che mentre rassicura sull’«intenzione dell’Amministrazione di onorare il ricordo della tragedia delle foibe» non fa menzione del Viaggio del Ricordo, iniziativa di alto valore didattico e morale alle quali le associazioni degli Esuli presenti e attive nella Capitale hanno dato sin dalla sua istituzione fattivo e determinante apporto.

La conservazione e la trasmissione della memoria storica non sono solo un cardine della formazione e dell’educazione delle giovani generazioni, alle quali è doveroso trasferire la conoscenza, ma assumono un valore superiore, etico e profondamente umano, nel quale i tragici eventi trovano un riscatto nella coscienza dei posteri. Le ricorrenze del Ricordo e della Memoria non sono dunque meri riti di un calendario civile, che una qualsiasi amministrazione può depennare per presunti calcoli di risparmio. Viene, infatti, da chiedersi: se oggi la spending review cancella le iniziative che educano ai valori una società civile, il domani cosa ci riserverà?

Se l’eliminazione della sola iniziativa didattica istituita dall’Amministrazione capitolina nel quadro della conservazione e della divulgazione della conoscenza storica presso le giovani generazioni fosse confermata, dovremmo registrare l’abdicazione dei vertici di Roma Capitale dal dovere assunto di onorare il sacrificio degli italiani del confine orientale le cui drammatiche vicende attengono alla storia dell’intera nazione, in nome di un contenimento dei costi dal chiaro sentore ideologico, già percepito dalle passate esternazioni estive del vicesindaco Nieri.

 

Decisamente una sonora sconfitta  per l’intera Amministrazione di una Roma che, compiaciuta di sé in maniera autoreferenziale, si appella come «città aperta», ma che nei fatti non lo dimostra.

 

Antonio Ballarin
 

Roma, 22 gennaio 2014

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