10.09.2026 – È stata una cerimonia breve ma sentita quella che oggi pomeriggio, alle 16.30, ha raccolto autorità, rappresentanti delle istituzioni e del mondo degli esuli nel largo dedicato al sacerdote istriano don Francesco Bonifacio, a ottant’anni dal suo martirio. A deporre la corona sono stati i rappresentanti delle istituzioni presenti, in un momento di raccoglimento dedicato alla memoria del beato, ucciso nel 1946 in Istria, a Crassiza, e beatificato da Benedetto XVI nel 2008. A portare i saluti del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani è stato Bruno Marini. Alla cerimonia hanno partecipato anche i consiglieri regionali Michele Lobianco, Carlo Grilli e Francesco Russo, il consigliere comunale Mirko Martini e l’assessore comunale Massimo Tognolli, che ha rappresentato il sindaco Roberto Dipiazza. Proprio Tognolli ha sottolineato il valore della memoria come elemento imprescindibile per guardare alla storia e al futuro. «La pacificazione non può non passare attraverso tutte le pagine della nostra storia – ha detto l’assessore – e quindi anche questa. Grazie a tutti i presenti per aver partecipato a questo importante avvenimento».

A benedire la corona d’alloro è stato don Carlo Gamberoni, che tra un mese lascerà Trieste per fare ritorno nella sua Varese. In rappresentanza del vescovo Enrico Trevisi era presente invece il vicario generale della diocesi, don Marino Trevisini.

Accanto alle istituzioni, non è mancata la voce del mondo degli esuli. Per l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia era presente il presidente nazionale Renzo Codarin, che ha ricordato quanto la figura di don Bonifacio continui a rappresentare un punto di riferimento: «Per il mondo degli esuli la figura del beato don Francesco Bonifacio è centrale e negli ultimi anni la sua figura è diventata un riferimento anche per le popolazioni slovene e croate dell’Istria. La qual cosa fa ben sperare, perché si sta creando un bel clima».

Un passaggio che va oltre la semplice commemorazione. Don Bonifacio, sacerdote di Grisignana, fu arrestato l’11 settembre 1946 mentre rientrava verso Crassiza. Da allora non si ebbero più notizie certe di lui e il suo corpo non è mai stato ritrovato. La sua vicenda, rimasta per decenni una ferita aperta, è oggi anche un terreno sul quale costruire una memoria capace di parlare alle diverse comunità dell’Istria.

La cerimonia di oggi si inserisce così nel calendario delle iniziative per l’80⁰ anniversario del martirio, che proseguiranno anche domani con le celebrazioni organizzate dalla diocesi di Trieste e il pellegrinaggio sui luoghi della vita e della morte del beato.

