Ricordare con spirito europeo la Giornata delle vittime dei totalitarismi

Un antifascismo sincero e disinteressato non può essere a senso unico.

L’Italia, non tutta, fu liberata il XXV aprile. La Venezia Giulia il 12 giugno, quando partirono le truppe titine ed entrarono gli angloamericani (e quali lutti in quei 40 giorni di intermezzo!). Ma una buona parte dell’Europa dovette soffrire ancora molto. Se si vuole pensare europeo bisogna mettersi nei panni di ogni cittadino europeo. Sennò siamo dei provinciali.

Il Centro Mario Pannunzio richiama l’attenzione sul 23 agosto, Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i totalitarismi. È giornata internazionale, istituita dal Parlamento Europeo già dal lontano 2008, ma pure osservata al di là dell’Oceano come Black Ribbon day “Giorno del nastro nero” (vedi logo), infine fortemente raccomandata dalla ormai storica Risoluzione Parlamento Europeo 19 settembre 2019. In Italia per diverse ragioni è ancor poco conosciuta: forse perché il patto Ribbentrop – Molotov (la data scelta ne ricorda la firma il 23.8.1939) ebbe le sue ripercussioni immediate e pratiche soprattutto nella regione centro-orientale del continente; forse anche per l’inibizione esercitata nei recenti anni passati dalla influente diplomazia della Federazione Russa; ma anche per una storica difficoltà in Italia da parte di forze politiche, mondo associativo, agenzie culturali, editoria scolastica a fare i conti con un certo passato.

Vi era scritto, lo scorso 25 aprile sull’editoriale di un autorevole quotidiano: «Tutti i democratici erano antifascisti; non tutti gli antifascisti erano democratici». Forse sta qui la sbadataggine di non essersi accorti che dal 2008 l’Europa ha questa ricorrenza.

Tante volte invochiamo il “ce lo chiede l’Europa”: ecco, facciamolo.

Pier Franco Quaglieni
Direttore del Centro Mario Pannunzio di Torino 

Fonte: IVG – 24/08/2023

 

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