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Riconciliazione, ”difficoltà inaspettate” (Voce del Popolo 29 giu)

TRIESTE – Ora che si è scoperchiato il vaso di Pandora, le note del Concerto dell’amicizia al quale dovrebbero presenziare i presidenti della Repubblica Italiana, della Slovenia e della Croazia al momento sembrano coperte da un frastuono. Tutti hanno sentito il dovere di difendere il proprio “13 luglio”, data, a quanto pare, tutt’altro che neutrale in cui fare uno spettacolo sulla “riconciliazione”a Trieste. Se il Narodni dom, caro agli sloveni, in quel giorno di 90 anni fa fu dato alle fiamme, è certo che “nel 1898 ci furono incendi delle scuole della Lega Nazionale a Santa Croce e Duino Aurisina, il 23 maggio 1915 l’incendio della sede della Lega Nazionale di via Mazzini e nel 1928 l’incendio della scuola materna e del doposcuola della Lega Nazionale ad Opicina”. Lo ha ricordato Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega Nazionale, in una nota divulgata dall’Ansa regionale, in coda alle opinioni espresse durante il weekend da un coro di politici e attivisti a Trieste e in Slovenia. L’eventuale presenza dei Capi di Stato di Italia, di Croazia e di Slovenia in Piazza dell’Unità d’Italia in occasione del concerto di Riccardo Muti “è estremamente positiva”, mentre la visita all’ex Balkan “è una richiesta strumentale” ha specificato l’avvocato Sardos Albertini.

LUOGHI SIMBOLO Toth, presidente dell’Anvgd nazionale, nei giorni scorsi ha similmente manifestato il suo rincrescimento per le “difficoltà inaspettate” che incontra una “iniziativa artistica così bella e significativa” e ha rilevato come sia “più facile organizzare eventi di questo tipo a Sarajevo che non a Trieste”. Pertanto, il presidente dell’Anvgd ha chiesto di “non porre condizioni al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affinché sia libero di andare a Trieste ad ascoltare in serenità il concerto di Muti con i triestini” e ha ricordato che “se si vogliono onorare luoghi-simbolo, è inevitabile che si debba andare anche a Basovizza e alla Risiera”.

CONSIGLIO COMUNALE “Per superare le contrapposizioni strumentali dei luoghi da visitare”, il capogruppo del Pd nel Consiglio comunale del capoluogo giuliano, Fabio Omero propone di portare i tre presidenti in Consiglio comunale, a Trieste. “Per una volta – ha scritto in un post sul suo blog –, facciamo del Consiglio comunale il luogo in cui tutte le culture, le storie e le radici di Trieste si incontrano nel segno della pace e dell’Europa”. Omero ha ricordato di aver già proposto la convocazione straordinaria del Consiglio per il 13 luglio, data in cui è in programma il concerto, per accogliere il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Secondo l’esponente del Pd, “le polemiche sull’omaggio di Napolitano ai luoghi triestini della memoria rischiano di mettere in crisi proprio il processo di pacificazione e convivenza che credevamo essere ormai condiviso da tutta la città”.

ARA PACIS MUNDI Dal canto suo, il sindaco di Udine, Furio Honsell, ha invitato Napolitano nelle stesse date e così sia il capoluogo friulano sia quello giuliano si preparano ad accogliere al meglio il presidente della Repubblica italiano. Lo stesso sta facendo pure il sindaco di Medea (Gorizia), Alberto Bergamin, che ha proposto di trasferire il concerto “Le vie dell’amicizia” da Trieste nell’Ara pacis mundi, il monumento costruito nel dopoguerra per esaltare i valori di tolleranza, fratellanza universale e la pace tra i popoli. In realtà l’ipotesi della visita del presidente Napolitano, a Udine, in queste ore si fa concreta.

La visita del capo dello Stato nell’FVG dovrebbe essere comunque confermata. Stando a quanto si apprende Giorgio Napolitano potrebbe arrivare a Trieste nella serata del 12 luglio per partecipare il giorno seguente ad alcuni incontri istituzionali e in serata al concerto, in piazza Unità d’Italia. Mercoledì 14 luglio, invece, secondo il programma proposto dal sindaco di Udine, Furio Honsell, il Capo dello Stato potrebbe raggiungere Udine per visitare la mostra del Tiepolo, i luoghi dell’Unità dell’Italia e rendere omaggio ai caduti di Porzûs.

LA PAROLA ALLA MUSICA Per chiudere la bagàrre, in calce può trovare collocazione un estratto del direttore del quotidiano “Il Piccolo”, che domenica ha scritto un esplicito articolo sul tema affermando: “Diffido delle ricostruzioni storiche, quando sono materia di polemica politica, perché la manipolazione è implicita in tale terreno. Le vicende storiche dell’ultimo secolo lungo il confine, tra Trieste e Lubiana sono materia politica, luogo di rendite di posizione e luogo di affermazioni leaderistiche. Ma sono proiezioni fini a se stesse. E dunque, riguardo al ‘Concerto della pace’ che Riccardo Muti vuole regalare a Trieste, bene farebbe la politica a tacere e a lasciare campo alla musica. Il concerto è un dialogo che non chiede parole, discorsi e negoziati. Muti vuole ‘solo’ far suonare insieme orchestrali italiani, sloveni, croati. Lo ha fatto pure a Sarajevo, dove la sua iniziativa non ha registrato contrasti paragonabili a quelli che la polveriera triestina minaccia”.

Emanuela Masseria

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