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Quelle file vuote davanti al Maestro Ughi (Il Piccolo 27 dic)

LETTERE

Ritornando, oramai sempre più frequentemente, dal Piemonte di adozione alla mia amata Trieste in occasione della festa di «San Nicolò», che mi ricorda i bei tempi andati, sono immediatamente informato da «Il Piccolo» del concerto al teatro Verdi del violinista Uto Ughi. Probabilmente era il meraviglioso regalo del santo!

Quindi mi precipitai alla biglietteria del teatro nel timore di non trovare un posto per l’indomani e fortunatamente, così pensavo, riuscivo ad acquistare il biglietto. La sera successiva mi recai per tempo e, accomodandomi, mi apprestai ad assaporare la meravigliosa musica di Haydn e Mozart eseguita dal prestigioso violinista e dall’ottima orchestra d’archi del teatro. Mentre attendevo l’entrata in scena dell’orchestra e del maestro, dal posto in galleria istintivamente lo sguardo spaziò per tutta la sala e immediatamente ebbi un soprassalto nel constatare che le prime tre file della platea erano vuote e, non solo, gran parte dei palchi erano pure vuoti o quasi! Il disappunto fu tale e incontenibile che non potei fare a meno di manifestarlo ai miei vicini. A Torino, a Milano, ecc., in occasioni come queste, il nostro insigne concittadino riscontra il tutto esaurito!

Ma come è mai possibile che ciò accada in una città come Trieste, dove è rimasta, forse, solo la cultura e l’arte come ultimo baluardo alla generale insensibilità e mediocrità? Allora i «vergognosi» tagli dei finanziamenti alla cultura a livello nazionale vanno intesi nella direzione «giusta»? Dov’erano le «autorità» a cui erano riservati i posti e così i numerosi consiglieri comunali e provinciali? In quali «faccende» importanti erano così «affaccendati»?

Bruno Strukel

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