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Quegli episodi di una storia nascosta (Il Piccolo 13 nov)

LETTERE

Nel 1945 ricordo dei partigiani che portavano cartelli con la scritta «Trst je naš», esattamente come nel cortometraggio prodotto dalla Rtv slovena. Dunque, piaccia o non piaccia, la storia è storia, perché nasconderla? In Italia molti fatti storici che non aggradano non solo vengono nascosti, ma addirittura falsificati.

Cito come primo esempio la sanguinosa disfatta di Caporetto della Grande guerra, con i suoi 11mila morti, 19mila feriti e 350mila prigionieri italiani. Sei divisioni francesi e cinque britanniche vennero in soccorso all’esercito italiano, anzi queste ultime addirittura assunsero il comando delle operazioni. Non è poco. Però questo fatto è stato sempre taciuto.

Parecchio tempo dopo l’ultima guerra, in pieno governo militare alleato, i partigiani jugoslavi ritornarono nella zona di Servola e stabilirono il loro comando nella villa Benelli, abitazione dell’ex senatore fascista. Ricordo che erano quasi tutti armati di mitra e sulle bustine portavano la stella rossa in metallo, ormai esercito jugoslavo. Tantissimi triestini che all’epoca parteggiavano per la settima federativa facevano la fila per andarli a vedere. Ricordo che due ragazzi servolani, miei conoscenti e miei coetanei scherzosamente mi chiesero il passaporto dicendomi che mi trovavo in territorio jugoslavo. Il perché dei soldati titini si trovassero in quel posto tanto tempo dopo la guerra e quali fossero stati gli accordi internazionali non mi è mai stato chiarito. Speravo di saperne qualcosa dai famosi storici nostrani, invece non ho mai avuto nessun riscontro.

Nei primi anni Cinquanta, dopo la Seconda Guerra mondiale, nel cinema Alabarda di Trieste venne proiettato un film con Luciano Tajoli nel quale si dava a intendere che fossero gli italiani i liberatori di Trieste; ma la pellicola venne vietata dagli stessi americani.

Ultimo fatto (ma purtroppo ce ne sono tanti altri!) che ritengo utile menzionare, è collegato allo sport. Ho trovato a Parigi qualche francese che ne era a conoscenza, mentre da noi quasi nessuno ne sa niente. Una vergogna per i triestini ignorare che cosa succedeva in casa propria: una squadra triestina aveva partecipato al massimo campionato jugoslavo di calcio. Ribadisco, la storia è storia anche se non piace.

Aldo Biecar

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