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“Sindrome da frontiera” a Pisino in versione bilingue – 10ott13

Pisino. Nella Casa degli scrittori verrà presentato il 16 ottobre (ore 19.30) il romanzo “Sindrome da frontiera – I ricordi di uno sconosciuto”, di Aljoša Curavić, proposto in versione bilingue croato-italiana dalla Biblioteca civica di Pisino, nella Collana “Casa degli scrittori”. La prima edizione del libro è del 2003, in italiano, per i tipi de L’Autore Libri Firenze. La versione bilingue è stata curata da Neven Ušumović, mentre la traduzione è di Lorena Kmet.

“Sindrome da frontiera – i ricordi di uno sconosciuto” è un diario sconvolgente di un uomo senza passaporto e identità, diviso tra Italia e Jugoslavia, protagonista e insieme disarmato spettatore di una delle pagine più nere della storia contemporanea (la crisi dei Balcani, della pulizia etnica e dei profughi). La trama è ambientata a Firenze, in Istria e in Dalmazia, che sono i “tre punti essenziali dell’autobiografia dell’autore“, come scrive lo stesso Curavić nella prefazione al libro, e rappresentano “la geografia all’interno della quale si sprigiona il grido esistenziale del protagonista”.

“La morte di Tito nel 1981. La rivolta degli albanesi, nel 1989. L’indipendenza della Slovenia nel 1991. La guerra in Croazia e in Bosnia Erzegovina negli anni che seguirono. In breve, la mia posizione privilegiata mi portò in una condizione un pò strana: mi trovai con un passaporto di uno stato che non esisteva più”, dice l’autore, suo malgrado “coinvolto” in un “gioco” terribile, che nelle sue insidiose sabbie mobili inghiotte visi, storie e progetti.

Curavić è nato a Umago, si è laureato a Firenze in Letteratura italiana contemporanea. Attualmente è caporedattore responsabile dei programmi radiofonici per la Comunità nazionale italiana della radio televisione pubblica della Slovenia, collabora con quotidiani in lingua italiana – incluso il nostro – e slovena.

Ha all’attivo alcune pubblicazioni di prosa e poesia, tra cui “Istriagog” – romanzo che restituisce la biografia intima di un luogo e di un’epoca che appartengono alla Storia non soltanto italiana, microstorie di vita materiale, narrate con l’insistita adesione a sentimenti di un tempo che, nelle mutate dimensioni psicologiche del mondo, appare ormai lontano e quasi smarrito –, “A occhi spenti” (dall’EDIT, Collana Lo scampo gigante, 2006), un noir elegante e disincantato, scritto con stile incalzante e con capacità di riflessione e introspezione psicologica, nonché la silloge “Silenziario”, premiata al Concorso d’Arte e Cultura “Istria Nobilissima” 2003, nella quale si fondono riflessioni sull’identità, ma anche i denominatori comuni della poesia attuale, la riflessione dell’io sulla realtà.

hlb / “la Voce del Popolo” 9 ottobre 2013

 

 

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