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“Magazzino 18”, l’applauso spezza le polemiche – 24ott13

Molto rumore per nulla. “Magazzino 18” termina con dieci minuti di applausi ininterrotti. Nessuna polemica, nessun boicottaggio. I fischietti annunciati sono rimasti in tasca. E in gola il “Va pensiero” che qualcuno aveva pensato di intonare nell’intervallo che non c’era. Il musical di Simone Cristicchi dedicato all’«esodo di italiani cancellati dalla Storia» spalanca la stagione 2013-14 del Rossetti. Una prima molto attesa viste le polemiche della vigilia. Tutti presenti all’appello: dal sindaco Roberto Cosolini all’ex sindaco Roberto Dipiazza, dall’assessore regionale Gianni Torrenti alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat. Dalla comunità degli italiani dell’Istria è arrivato Maurizio Tremul. Tra il pubblico anche l’ex parlamentare Roberto Menia. Tra i rappresentanti degli esuli ci sono il presidente nazionale dell’Anvgd Antonio Ballarin e delle comunità Renzo Codarin. Dieci minuti finali di applausi quasi liberatori. Tanto che l’Inno di Mameli, intonato a sipario chiuso e alla meglio dai ragazzi della Pro Patria (con le magliette con l’alabarda tricolore), è sembrato un omaggio a Cristicchi più che all’italianità offesa.

Il pubblico della prima sembra aver accolto l’invito lanciato nel pomeriggio da Stefano Curti, direttore amministrativo del Rossetti: «Portate i fazzoletti, non i fischietti». E la commozione non è mancata al Rossetti. La prova del nove si è avuta quando una bambina ha letto in sloveno la lettera sulla morte del papà nel campo di prigionia fascista di Arbe. Nessuna contestazione. Neppure un accenno. Non è volata una mosca. Un silenzio assoluto. «Questo lavoro che una volta avrebbe diviso la città – commenta a caldo Cosolini – ora la unisce. Ci siamo tutti commossi. L’applauso finale è stato liberatorio. Un grande lavoro». Uno «spettacolo bellissimo molto poetico e commovente con un testo molto bello. Quindi siamo tutti felici, davvero!» dice Torrenti. «Cristicchi e Calenda hanno saputo dare il massimo di sè e hanno saputo interpretare questa grande tragedia con anche leggerezza. Mi auguro che questo spettacolo giri veramente tutta l’Italia» aggiunge Bassa Poropat. «È la prima volta che la nostra storia viene detta con questa semplicità e con questa intensità assieme – dice il rappresentante degli esuli Ballarin -. Interpretazione magistrale la storia è ricostruita in maniera adeguata e molto emozionante ma non solo».

Alla fine non c’è rimasto nessuno a contestare “Magazzino 18” sommerso da una standing ovation. Alle 15.40 di ieri lo spettacolo ha ottenuto il nulla osta dell’Unione degli Istriani che aveva annunciato il boicottaggio con ritiro delle foto. «Dopo le rettifiche del copione ritengo non vi siano più elementi ostativi» ha dichiarato Massimiliano Lacota che ieri sera non era al Rossetti per altri impegni. Ha avuto ragione chi sosteneva che uno spettacolo va visto. Si sarebbero risparmiate un mucchio di inutili parole.

Fabio Dorigo su Il Piccolo del 23 ottobre 2013

 

 

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