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Pranzo di San Tommaso il 12 dicembre

Presso il Ristorante “Ai Tre Soldi Goriziani” di Corso Italia n. 36 a Gorizia, domenica 12 dicembre avrà luogo il tradizionale Pranzo di San Tommaso, in cui iscritti ed amici dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e della Lega Nazionale di Gorizia avranno la possibilità di assaggiare pietanze della tradizione gastronomica istriana.

Il pranzo sarà preceduto alle ore 12.00 da una esibizione del coro di voci bianche “Sanroccocanta”: costituito da giovani coristi di età compresa tra i 5 ed i 13 anni con un repertorio che spazierà dai brani legati ai classici di Walt Disney, al repertorio natalizio per concludersi con melodie istriane.

Alle ore 12.45 il Sindaco di Gorizia Ettore Romoli porterà il suo saluto. Subito dopo avrà inizio il pranzo con piatti tipici istriani (prosciutto all’istriana, fusi all’istriana o jota, arrosto misto di vitello, pollo e maiale con patate arrostite e bleda all’istriana; ¼ vino, ½ acqua e caffè) al costo di € 30,00. Il pranzo, è aperto a tutti. Prenotazioni presso la nostra sede  (0481.533911 o 335.6938882) oppure presso il ristorante (0481.531956).

Durante il dessert il noto scrittore ed artista Piero Tarticchio, galesanese di nascita e milanese di adozione, introdotto dal presidente Rodolfo Ziberna, presenterà il suo ultimo successo editoriale “L’impronta del Leone alato” edito da Albatros, ispirato alle vicende oscure di Duecastelli, una roccaforte veneziana nell'Istria medievale, la quale, dopo la grande peste del 1630, viene abbandonata dai suoi abitanti. Il fascino del racconto sta nel lasciare che il mistero della città fantasma faccia da sfondo a un affresco avvincente, nel quale due personaggi percorrono la Storia tra immaginazione e realtà. Il messaggio trasversale che l’autore lancia – seppure in forma provocatoria – prende lo spunto da quanto sta vivendo  l'Italia  del  terzo  millennio,  alle  prese  con un flusso di popolazioni estranee che la stanno invadendo. Tarticchio si pone lo stesso interrogativo che a suo tempo toccò gli istriani di ceppo latino alle prese con l'immissione continuata, sul loro territorio, di gruppi eterogenei, soprattutto slavi provenienti dai Balcani. Il parallelo tra i due periodi diventa inevitabile. Da qui l'interrogativo: i servi di oggi possono diventare i padroni di domani?

 

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