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Nel Senato di Roma il busto del dalmata Luigi Ziliotto – 17gen13

Luigi Ziliotto, patriota dalmata e podestà di Zara alla vigilia e alla fine della Grande Guerra, fu una personalità eminente dell’autonomismo e dell’irredentismo dalmati tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Senatore del Regno dopo l’annessione di Zara all’Italia nel 1920, un suo busto in bronzo è stato collocato ieri, 16 gennaio, presso l’ingresso dell’Aula di Palazzo Madama, per iniziativa del Senato e delle associazioni giuliane e dalmate di Roma e d’Italia.

 

Alla cerimonia dello scoprimento erano presenti infatti le rappresentanze dell’Associazione Nazionale Dalmata, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, della Società Dalmata di Storia Patria e della Società di Studi Fiumani, con sede in Roma, nonché della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati con sede a Trieste e dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo con sede a Padova. Erano anche presenti i discendenti del senatore residenti a Roma dopo l’esodo della famiglia dalla terra natale al termine della seconda guerra mondiale.

 

Il busto è anch’esso una testimonianza di quegli anni drammatici. Collocato nel municipio di Zara, ricostruito negli anni Trenta dall’architetto spalatino Vincenzo Fasolo, fu rimosso dai partigiani di Tito al momento dell’occupazione della città nell’ottobre 1944. Gettato lungo una scala del palazzo fu raccolto pietosamente da un esule zaratino e nascosto tra le poche cose  che riuscì ad imbarcare su uno dei tanti natanti carichi di profughi. Oltre 160 cittadini furono soppressi in quelle settimane e un migliaio deportati. L’80% della popolazione abbandonò la città, quasi rasa al suolo da 53 bombardamenti.

 

Custodito dall’Associazione Nazionale Dalmata a Palazzo Firenze, è stato restaurato e consegnato al Senato della Repubblica. Dall’altro lato dell’ingresso dell’Aula c’è il busto del suo concittadino, e compagno di tante battaglie a difesa delle lingua italiana in Dalmazia sotto l’impero asburgico, il Senatore Roberto Ghiglianovich.

 

Una testimonianza che il Parlamento italiano rende a chi ne ha fatto parte soffrendo persecuzioni, accanto ai patrioti del Risorgimento, rappresentando una provincia che era parte integrante dello Stato italiano tra il 1920 e il 1947. Hanno preso la parola durante la breve cerimonia il Sen. Anna Cinzia Bonfrisco, a nome del Presidente del Senato, il Sen. Carlo Giovanardi e l’ex-senatore Lucio Toth per le associazioni dell’Esodo.

 

Nota biografica

 

Luigi Ziliotto (Zara 1863-1922), uomo politico e patriota, frequenta il ginnasio-liceo di Spalato e si iscrive a giurisprudenza all’università di Graz, ove fonda il Circolo Culturale Giosuè Carducci. Avvocato a Zara, diviene in breve uno dei massimi esponenti del partito italiano, di cui  è deputato alla Dieta Dalmata. Nel 1899 fonda La Rivista Dalmatica, diretta dallo storico Vitaliano Brunelli, e viene eletto podestà di Zara, confermato nelle elezioni successive fino all’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, quando viene processato e rimosso dall’incarico con tutto il consiglio comunale. A fine ottobre del 1918 guida il Consiglio Nazionale della città  mentre la ricostituita Guardia Nazionale disarma il presidio austriaco. Il 4 novembre accoglie sulla riva imbandierata di tricolori in mezzo alla folla commossa la torpediniera italiana  A.S. 55.

 

“Concittadini. L’Italia è qui!” è il proclama di quattro parole che fa affiggere sulle case di Zara. Nominato Senatore del Regno, nelle elezioni comunali del 1922 viene rieletto podestà in una lista opposta al blocco nazionalista, battendo il candidato fascista. Muore a 59 anni ancor prima di prendere possesso della carica.

 

Lucio Toth

 

 


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